Sworkers

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Ruvo di Puglia
il 9 marzo 2018 alle ore 20:30

Al teatro Comunale, per la rassegna “Profeti in patria” della compagnia La luna nel letto​​, arriva la pièce della regista e drammaturga ruvese ​Valeria Simone​ che racconta i lavoratori del sesso

Indirizzo Via Pertini

Sworkers
Acasă © Acasă

Domani, venerdì 9 marzo, alle 20.30, al Teatro Comunale va in scena Sworkers. Lo spettacolo è ideato e scritto dalla drammaturga e regista di origini ruvesi Valeria Simone in collaborazione con gli attori Marianna De Pinto, Marco Grossi e Rossella Giugliano e la coreografa e danzatrice Maristella Tanzi accompagnati, in scena, da Erika Lavermicocca, Manuela Vista e un video della visual designer Maria Grazia Morea.

La nuova produzione della compagnia barese Acasa, che ha debuttato lo scorso autunno come progetto speciale del Comune di Bari – Teatro Pubblico Pugliese viene presentata per la prima volta su un palcoscenco, dopo un allestimento in forma itinerante.

L’appuntamento ruvese si inserisce all’interno della rassegna “Profeti in patria”, organizzata dalla compagnia La luna nel letto.

La pièce è nata dopo un periodo di studio e di elaborazione della struttura drammaturgica e scenica durato, nel complesso, due anni, un tempo lungo in cui il gruppo ha attraversato le storie dei lavoratori del sesso all’interno della società contemporanea con un metodo di ricerca e lavoro caro alla compagnia.

Sworkers è infatti un progetto collaborativo che coinvolge tre drammaturghe e un drammaturgo, un attore e cinque attrici, una coreografa e danzatrice e una visual designer, che raccontano storie relative al mondo della prostituzione dal punto di vista delle e dei sex workers, considerando come l’offerta e la diffusione del lavoro sessuale stia mutando le relazioni di coppia, e investigando, allo stesso tempo, come la crisi all’interno delle relazioni tra uomini e donne stia incrementando il mercato del sesso.

Partendo dal confronto con la realtà, dalle storie che abitano il mondo della prostituzione e da un percorso teorico che si è avvalso, sin dall’inizio, dei testi, tra gli altri, del sociologo e filosofo Michel Foucault e della sua ricerca sulla sessualità, è nato questo spettacolo composto da sette pezzi teatrali: sei monologhi, una coreografia e un progetto video.