Ferrotramviaria : cambiano solo le stagioni

Leonardo Matera LiveYou - Cronaca
Andria - mercoledì 30 agosto 2017
Ferrotramviaria : cambiano solo le stagioni

Ferrotramviaria pubblica il secondo orario invernale dopo il terribile incidente del luglio 2016 e lo fa nel solco della tradizione.

Nonostante, infatti, dal 24 luglio scorso sia stato reso operativo il sistema Scmt (quello, per intenderci ,che funge da ausilio al macchinista ”leggendo” i segnali ed è in grado di agire direttamente sul sistema di frenatura nel caso in cui vengano superate le velocità previste) tra Bari e Bitonto, i tempi di percorrenza sono rimasti invariati, sebbene la velocità sia aumentata, in ossequio alla nota legge della Fisica in base alla quale, all’aumento della velocità, il tempo, impiegato a percorrere una data distanza, “è sempre quello”.

Inoltre, come nella trama di un libro di Agata Christie in cui solo al termine si scopre l’assassino , sulla riapertura della tratta Corato-Ruvo è sceso un fitto mistero. C’è chi sostiene che si attende l’elezione del prossimo Papa per l’inaugurazione, chi è sicuro invece che il capostazione sia fuggito con le chiavi , chi, ancora, che la tratta sia stata acquistata dal solito sceicco per far giocare al trenino il proprio erede. Secondo me, invece, hanno scoperto che i binari non si incontrano all’infinito, come le rette paralelle, ma a metà strada, per cui bisogna rifare tutto.

E, dulcis in fundo, la linea Corato-Andria. Con essa è stata introdotta una nuova figura di sequestro, non probatorio, né preventivo o per equivalente ma “per ripicca”: tu sbagli , io te lo sequestro e non te lo do più, come un tempo si faceva con i palloni dei ragazzini che giocavano per strada e che finivano sui balconi. L’unico caso nella storia giudiziaria universale di un’ immobile, sottoposto a sequestro, ammesso che ancora lo sia, di cui il proprietario ( la Regione) non ne richiede la restituzione. Persino i mafiosi chiedono il dissequestro dei loro beni.

Se riaperte ,quelle tratte, pur col limite dei 50 km. orari, allevierebbero i disagi dei pendolari che vedono il tempo di percorrenza per raggiungere Bari praticamente raddoppiato.

Ma ciò che fa ancor più rabbia è il silenzio, l’arroganza di chi considera gli utenti di un servizio pubblico dei sudditi e non cittadini titolari di diritti , quale quello all’informazione sui disservizi e ai tempi per il loro ripristino , assoggettandoli ad un limbo in cui non si sa nulla, trasformandoli in paria che devono ringraziare il padrone del vapore perché comunque li fa giungere a destinazione. E’ l’esplicitazione della forma più bieca del potere, del tanto-comando-io, del me-ne-frego, il tutto nella più completa insipienza degli organi di stampa e degli organi deputati della Regione, che ha sottoscritto con Ferrotramviaria il contratto di servizio.

Probabilmente tutti costoro ritengono che i pendolari, oltrechè dai treni e dagli autobus, si lascino trasportare anche dagli eventi, come un gregge.

L’unica cosa certa in questa storia tipicamente meridionale è che Ferrotramviaria ogni giorno, in ogni stazione, su ogni treno si scusa per il disagio, quasi fossimo in autostrada ove , è noto , si lavora per noi.

Non c’è niente di più patetico che chiedere scusa senza spiegare il perché.

P.s.

Ferrotramviaria, anziché pubblicare sul proprio sito comunicati stampa al fine di rimpallarsi responsabilità con la Regione, dia notizie su ciò che accade e accadrà tra Andria e Ruvo.

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