di
Teresa Bucci
Quante volte ci sarà capitato di volare con la fantasia e sognare di poter fare un tuffo nel passato per scoprire quanto e come mutino le cose con l’inesorabile avanzare degli anni? E quante altre volte, da bambini, le nostre mamme o le nostre nonne ci cullavano con racconti di una vita fa, arricchendo dolcemente le storie, ambientate tra le mura andriesi, con piccoli dettagli che permettevano alle stesse di prender forma e colore nelle nostre menti, rendendole quasi tangibili!
Così i luoghi descritti dai racconti, magicamente si materializzavano a ritmo di aneddoti divertenti e novelle di un’infanzia vissuta tra le strade di Andria. Strade colme di sorrisi, lacrime, amori, gioie e dolori. Insomma di emozioni e sentimenti veri.
“Com’era Andria un tempo?” ..Questa la domanda cui solevamo porci, mentre dentro noi, in modo quasi naturale, nasceva quel forte desiderio di rivisitare i posti descritti così minuziosamente nei racconti, semplicemente per placare la sana curiosità suscitata e constatare quanto il tempo avesse scalfito o migliorato con la tecnologia, luoghi e paesaggi di una volta.
E proprio per chi questa curiosità non è mai riuscito a soddisfarla in concreto, o per chi invece, del passato ha ricordi abbastanza nitidi, impazza da qualche giorno sul social network più cliccato una disperata voglia di rivisitare la nostra Andria di un tempo, con la pubblicazione di cartoline che la raccontano, attraverso le immagini delle piazze più belle o delle vie più frequentate, senza aver bisogno di esser accompagnate da parole.
L’idea è di un comune utente del social network più visitato, il quale dopo aver raccolto e scaricato via internet, in modo molto semplice, le cartoline più belle di Andria versione anni ’50 ,’60 e’70, ne ha creato un album da condividere con tutti facendo si che la mania retrò si diffondesse a macchia d’olio tra i vari profili facebook.
Le foto parlano da sè, cominciando da una stupenda Corso Cavour dai toni antichi e rustici, col vecchio parcheggio riservato agli autobus e allora sgombra dai negozi chic che adesso la illuminano. Oggi diviene per metà, zona pedonale e meta prediletta di bar e giovani che quotidianamente ivi si incontrano o semplicemente la attraversano.
Tra le cartoline, certi luoghi quasi stentiamo a riconoscerli per via dei notevoli cambiamenti che solo il tempo può provocare, spesso in meglio, spesso in peggio. Molte le emozioni che riaffiorano in noi, semplicemente sfogliando l’album dei ricordi di una mitica Andria antica, anche senza correr troppo indietro con gli anni.
Accennando un sorriso, notiamo un Albergo dei Pini anni ’60 sempre circondato dagli imponenti alberi e privo dell'attuale bar di cui lo sguardo, posato sull’immagine, ne nota per l’appunto la mancanza. Sul ciglio della strada qualche fiat 500 parcheggiata e di fronte all’Hotel, l’insegna della vecchia Shell che molti ricorderanno.
Per nulla lontani dall’albergo, tra le foto compare la famosa Chiesa dei Cappuccini che esternamente sfoggia un fantastico verde grazie agli alberi e ai giardinetti, e manca dei muretti in pietra che oggi, oltre a circondarli, offrono comodo appoggio ai giovani che in quel posto, animano le serate.
Cosa dire a proposito dello Chalet nella villa comunale, ora Anfiteatro? Una stupenda immagine che sembra quasi un dipinto più che una vecchia fotografia, ricopre lo Chalet di un velo di mistero e fascino, rendendolo posto quasi fantastico agli occhi di alcuni giovani che molto probabilmente erano ignari della sua esistenza, fino a quando non ne hanno avuto prova inconfutabile. C’è chi su facebook lo paragona ad un vero paradiso nel bel centro della villa, o chi emozionandosi, ne ricorda volentieri le feste liceali, i veglioni o i bei concerti tenutisi da complessi musicali alle prime armi, avendo vissuto la propria adolescenza nei cosiddetti anni d’oro.
Il tempo sembra non esser passato per via Vittor Pisani, che pare ancora la stessa se non fosse per alcune insegne oramai del tutto rimosse o sostituite, ed il colore dei palazzi che li rende antichi e ancorati ad un’epoca che non ci appartiene più.
Immortalati in una foto, il vecchio Magazzini Get, il quale nei primi anni ’60 era un grande emporio di abbigliamento, ora sostituito da un noto Bar dal cui famoso negozio ha preso il nome.
Piazza Imbriani di foto ne sfoggia ben due. Una color seppia, con in primo piano il Monumento di M.R.Imbiani e l’altra in tinte pastello, con una ripresa più globale della Piazza, la quale quasi quasi sembrerebbe la stessa, se non fosse per la moderna aiuola centrale retrostante la statua, e il bar alle sue spalle.
E poi ancora... Un illuminato Palazzo di Città, (il nostro Municipio) in una ripresa fotografica notturna, ne diviene imponente spettacolo centrale ed una Piazza Trieste e Trento che sembra anche più grande di quella che realmente è oggigiorno, forse per la pulizia e l’ordine delle strade che palesemente oggi manca.
Inutile e prolisso sarebbe fare l’elenco dettagliato delle meravigliose e suggestive cartoline andriesi e altrettanto inutile sarebbe tentare, attraverso le parole, di eguagliare i ricordi di ciascuno, evocati dalle stesse. Ciascuna foto racconta il passato, nella maniera più semplice possibile, e ad ognuna di essa si lega la triste consapevolezza di non poter fermare il tempo come in una fotografia ma di esser protagonisti attivi o passivi di una continua evoluzione che mai troverà riposo.
I commenti che spesso e volentieri accompagnano le immagini dei posti più belli di Andria, condivisi su facebook, hanno tutti lo stesso denominatore comune: la nostalgia. Da una semplice fotografia e attraverso veri e propri viaggi mentali, riaffiorano vecchi ricordi associati ai luoghi più importanti della nostra infanzia e gioventù, cercando disperatamente similitudini tra passato e presente. Una irrefrenabile brama di preservare e salvaguardare la città da ipotetiche nonché ulteriori evoluzioni architettoniche, anima il giovane andriese, il quale tenta invano di rimanere aggrappato ad un passato che ormai è passato e per nulla simile al nostro oggi.
Prescindendo dalla storia che le mura della città raccontano, e prescindendo anche dall’avvento dell’innovazione e di una tecnologia più avanzata, le quali hanno modificato sempre più i suoi scenari paesaggistici rendendola perciò moderna, Andria ha ben altro da migliorare ma non tutti i giovani sembrano esserne consapevoli. Ecco perché con occhi e cuore colmi di malinconia, giovani e non, sognano ancora ad occhi aperti quella Andria pulita e genuina di una volta, così diversa da come appare oggi. Tutto ciò semplicemente attraverso fotografie, che grazie all'idea di qualcuno, divengono il nostro rifugio fantastico, se non altro per evadere un pò dall'attuale realtà.
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