La segnalazione di una nostra concittadina che durante il periodo delle festività ha visto funzionanti le canne fumarie dell'impianto di riscaldamento di ben due plessi scolastici

Rientro a scuola dopo la pausa natalizia, in alcuni istituti un’accoglienza più “calorosa”

Ogni tipo di dispendio energetico ha due prezzi molto cari da pagare, uno ambientale e l’altro economico, quindi salvaguardare l’ambiente significa non solo salvaguardare la nostra salute, ma anche cautelare i nostri portafogli

Attualità
Andria giovedì 07 gennaio 2016
di Florianna Del Giudice
Canna fumaria "Colasanto" © n.c.

In questi giorni si è tornati a parlare di inquinamento dell’aria e dei livelli elevati di polveri sottili nell’atmosfera, che hanno portato il governo ad adottare misure farlocche per cercare di rimediare al problema dello smog.

In questo clima giunge con perfetto tempismo la segnalazione di una nostra concittadina, la quale ha solertemente sottoposto alla nostra attenzione un’anomalia riscontrata durante l'intero arco delle festività natalizie. La donna, infatti, ha notato che in ben due plessi scolastici cittadini le canne fumarie dell’impianto di riscaldamento erano funzionanti.

Il che non sembrerebbe tanto strano, se non fosse per il fatto che solo oggi, come ogni anno, lo svolgimento delle attività scolastiche riprende regolarmente dopo un’interruzione di più di due settimane.
Alcuni interrogativi sorgono dunque legittimi: che senso ha lasciare un impianto di riscaldamento acceso dove non c’è nessuno da riscaldare? Quali le ragioni di tanto spreco?

Nelle immagini forniteci come testimonianza, poste a corredo dell'articolo, si possono scorgere ben visibilmente le canne fumarie attive della Scuola elementare “Verdi-Carella”, in via Giuseppe Verdi, e dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “G. Colasanto”, sito in via Paganini.

Lungi dall’alimentare polemiche sterili, ci urge piuttosto invitare le istituzioni preposte a vigilare per contrastare gli sprechi e tutelare il nostro ecosistema, sincerandosi che quanto rilevato per queste due scuole non si sia verificato anche in altre. Tali controlli potrebbero rivelarsi efficaci soprattutto laddove ci si assicuri che i timer per l’accensione del riscaldamento vengano programmati solo ed esclusivamente per i periodi di effettiva attività, comprese ovviamente quelle che includono solo il lavoro dei docenti e in generale di tutto il personale scolastico, e quindi regolati per lo spegnimento a partire dal sabato pomeriggio fino al lunedì successivo, per esempio.

In generale, si potrebbe partire dal fare più attenzione anche alla regolazione degli impianti di riscaldamento negli uffici pubblici, all’interno dei quali molti cittadini hanno riscontrato temperature eccessivamente elevate nel periodo invernale, tali da creare sbalzi termici non propriamente salutari visti i tempi d’attesa spesso molto lunghi.

Ogni tipo di dispendio energetico ha due prezzi molto cari da pagare, uno ambientale e l’altro economico, quindi salvaguardare l’ambiente significa non solo salvaguardare la nostra salute, ma anche cautelare i nostri portafogli.

Ad ogni modo una cosa è certa: contrariamente a quanto lamentato in passato, in varie occasioni, da molti alunni frequentanti diverse scuole, quest’anno gli studenti, al loro ritorno a scuola dalle lunghe festività natalizie, troveranno ad accoglierli un ambiente “caloroso” e confortevole e questo, ci auguriamo, possa servire ad ammorbidire la ripresa non proprio agevole delle attività scolastiche e, chissà, magari a fornire loro un pretesto in meno per il prossimo sciopero.

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