Nel frattempo i commercialisti non sanno se muoversi verso la richiesta di pratiche per il rimborso oppure no

Ricorso Ministero Finanze sull’approvazione aliquote Tasi e Imu, rinviata a marzo l’udienza del Tar

Un'attesa dovuta alla speranza dell'inserimento imminente di una sanatoria all'interno del pacchetto Milleproroghe nella Legge di Stabilità 2016, di cui Fassino, presidente dell'Anci, ha già fatto istanza presso il Governo

Attualità
Andria sabato 30 gennaio 2016
di LA REDAZIONE
Tar Puglia
Tar Puglia © n.c.

Giungono notizie in merito al ricorso presso il TAR Puglia presentato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze a seguito della tardiva approvazione da parte del Comune di Andria delle delibere sull'aumento delle aliquote Tasi, Tari ed Imu.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, infatti, dopo la riunione di ieri a Bari, ha decretato il rinvio di un responso al mese di marzo, confidando nell'inserimento, a breve, di una sanatoria all'interno del pacchetto di proposte, c.d. "Milleproroghe" nella Legge di Stabilità 2016.

La posizione del Ministero dell'Economia e della Finanza resta immutata, come d'altro canto quella del Comune di Andria, che insiste sulll'impossibilità di rispettare i tempi di approvazione delle aliquote a fronte delle elezioni comunali di fine maggio che hanno ritardato la prima assemblea del nuovo Consiglio.

Un'annosa questione che, ricordiamo, riguarda nel complesso circa 800 comuni italiani, tra questi Napoli, sebbene la città di Matera sia senz'altro quello la cui situzione è più approssimabile a quella della nostra città.

Una temporanea condizione di stallo, dunque, in cui tuttavia qualcosa sembra muoversi tra le fila dell'Anci, l'Associazione dei Comuni d'Italia, che tramite il suo presidente Piero Fassino, sindaco di Torino, ha presentato al Governo Renzi un'istanza per inserire la sanatoria di cui sopra che, andando a modificare alcuni passaggi della Legge di Stabilità 2016, favorirebbe la stessa città di Andria.

Di questa attesa "forzata", ovviamente, quelli che più ne risentono restano senza dubbio i commercialisti, i quali non sanno proprio se sentirsi legittimati a muoversi verso la richiesta di pratiche per il rimborso oppure no.

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