L'aggiornamento

Ecco ciò che resta della tendopoli di via Montefaraone

Si lavora ancora allo sgombero dell’area. Le immagini aggiornate

Cronaca
Andria giovedì 03 marzo 2016
di Sabino Liso
Ecco ciò che resta della tendopoli di via Montefaraone © n.c.

Ruspe ancora al lavoro, quando sono circa le ore 17,30 per smantellare la tendopoli di via Montefaraone. Erano le 8,30 di stamane quando è iniziata lo sgombero forzato.
Sul posto sono presenti Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Provinciale, Polizia Municipale, Vigili del Fuoco e operatori sanitari.
Al momento non si registrano episodi di particolare rilievo in quello che è stato l'ultimo avamposto per i  100 migranti che lo occupavano.

Sembra essere uno sgombero “pacifico”, un atto necessario per ripulire questo lembo di terra su cui sono state posizionate delle tende realizzate, alla bell’e meglio, con teloni di plastica azzurra che hanno retto dal lontano 2008, sino a stamattina. Neppure il vento forte dei giorni scorsi le ha spazzate via!

In queste ore si stanno smantellando le ultime tende, gli ex residenti abusivi stanno prendendo lo stretto necessario, e molto sarà abbandonato definitivamente sul posto . Dove passeranno le prossime ore e i prossimi giorni, non lo sappiamo. Possiamo solo immaginare un nuovo ripopolamento di case abbandonate alla periferia della città e nel centro storico, nell’attesa che venga occupata una nuova area e, soprattutto, aspettando che chi ha il dovere e il potere di trovare soluzioni lo faccia.

Seguiremo l’evolversi dei fatti, con la speranza di non dovervi raccontare, nei giorni a venire, di sola cronaca negativa e di non dover ospitare, sulle nostre pagine, comunicati politici troppo compiaciuti per un problema che è stato solo rimandato.

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I commenti degli utenti
  • Riccardo Musaico ha scritto il 03 marzo 2016 alle 22:21 :

    Non ho esultato nel vedere le immagini relative allo sgombero della tendopoli di Montefaraone. Mi torna invece in mente lo sguardo triste, sofferente,del povero inquilino di colore, infreddolito che abbozza un sorriso di gratitudine dopo che gli ho consegnato una coperta, dei maglioni e dei panettoni. Non so fare, dire niente di più e mi sento, per questo, in colpa. Non intendo accusare nessuno. Il problema non è di facile soluzione, lo so, ma mi fa specie che, fatta eccezione per le lodevoli iniziative di solidarietà dei volontari, la sola risposta "ufficiale" della città sia stata un manifesto che chiedeva lo sgombero motivato da ragioni di sicurezza e di igiene pubblica! Credo che le Istituzioni, come pure afferma Don Geremia, possano e debbono fare di più coordinando i loro interventi e promuovendo comunque forme di solidarietà da parte di tutti i cittadini. Rispondi a Riccardo Musaico