L'evento

Roberto Piaia e la sua “Navitas”, nella suggestione della chiesa di S. Domenico

Successo di pubblico e di critica per la prima mondiale della scultura modellata a doppia elica e creata in prezioso marmo bianco

Cultura
Andria venerdì 24 aprile 2015
di la Redazione
Marmo statutario "Navitas"
Marmo statutario "Navitas" © AndriaLive

Andria, con la spettacolare ambientazione dell’interno della chiesa di San Domenico ha accolto l’ambita mostra d’arte del Maestro Roberto Piaia e la sua ultima, spettacolare opera denominata "Navitas", evento inserito nel vastro programma della Fiera d'Aprile.

La conturbante statua modellata a doppia elica, creata in prezioso marmo bianco ha rapito il numeroso pubblico che sta affollando la chiesa di San Domenico. La mostra, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura di  Andria, dalla provincia Bat e dalla Regione Puglia, sarà presente sino al 30 aprile, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 18 alle ore 21 di tutti i giorni, escluso il lunedì sera.
Successivamente "Navitas" e le altre opere del Maestro Piaia saranno a San Giovanni Rotondo, per poi partire con un tour tra alcuni dei manieri più importanti della Puglia per concludersi a Castel del Monte.

Piaia pittore e scultore d’origini venete, ha scelto Andria per il particolare legame di amicizia che lo lega alla città federiciana.
«Sono commosso per il successo ottenuto dall’esposizione in primis mondiale di “Navitas” in questa amabile Andria -ha tenuto a sottolneare il Maestro Piaia-, città che ha accolto con entusiasmo l’opera statuaria che ritengo tra le più importanti della mia espressione artistica. Ringrazio quindi di cuore e sarò per sempre grato, a chi ha promosso e si è prodigato per la realizzazione di questo evento, dal Sindaco Nicola Giorgino, all’Assessore alla Cultura Antonio Nespoli e a tutto lo Staff Comunale. Non di meno il Vescovo Mons. Raffele Calabro ed i sacerdoti della Chiesa di San Domenico che hanno accolto senza indugio l’iniziativa, consapevoli che l’accostamento tra le opere d’arte e le chiese vibranti di popolo cristiano in preghiera, non possono che fondersi  in un universo di armonia e pace. Il mio caro amico, prof. Vincenzo D’Avanzo, coordinatore dell’organizzazione che mi anche permesso anche di scoprire il meraviglioso centro storico cittadino. Mia moglie Carmen, la mia più severa e affidabile critica, compagna dolce di vita e di lavoro. Ed ancora il Gal “le Città di Castel del Monte” con la Signora Maddalena Massaro, Unipol Assicurazioni. La madrina della serata Francesca Rodolfo, giornalista Tg Norba, Vincenzo Posa, tutti i giornalisti presenti e quanti mi hanno sostenuto con la loro partecipazione».

«Ed infine, non certo per ultimo -sottolinea l'artista veneto-, un ringraziamento particolare ad una persona che stimo da molto, e ora ho finalmente avuto l’onore di conoscere, Francesco Giorgino, giornalista di Rai 1, che oltre l’aver confermato il suo noto spessore culturale e la grande professionalità, ha dimostrato una preparazione e una sensibilità artistica, sapendo cogliere appieno il messaggio intrinseco della mia opera e, abilmente ha trasmetterlo attraverso “l’Arte della Parola”, rendendo così il dialogo che è intercorso tra noi, non come la solita intervista, ma bensì un avvincente intrattenimento con gli ospiti, suscitando in loro, ancor più interesse e curiosità».  

La ricerca artistica di Piaia, che nel corso degli anni è andata approfondendosi in molteplici e affascinanti direzioni, apprezzate dalla critica mondiale, lo ha spinto a tradurre i valori della pittura in termini scultorei e attraverso l’intuizione di una visione globalizzante dell’essere e dell’universo, lo ha portato alla creazione della sua ideologia artistica  congiungendo il classico alla dinamicità. Realizzate utilizzando il marmo statuario o la fusione in bronzo, queste sue opere, mantenendo come soggetto d’ispirazione la figura femminile che per lui simboleggia l’armonia ed il mistero, sono create con il volto, le mani e i piedi dove spicca l’abilità esecutiva classica di Piaia mentre il corpo, pur mantenendo la struttura del suo volume è costituito da una doppia elica che si avvita su se stessa creando una spirale, donandoci così un gioco visivo di movimento e leggerezza.
Si tratta di un lavoro innovativo molto difficile, tentato da molti ma mai realizzato, caratterizzato da uno studio preciso dei pieni e dei vuoti, giocato in un equilibrio materico perfetto, fondamentale per sostenere il modello.
 

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