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Primo Piano

Politica Seduta molto proficua per la massima assise politica provinciale 20/09/2012

Raffica di provvedimenti approvati dal consiglio provinciale nella seduta di ieri

Tra i punti approvati il Piano Faunistico Venatorio

presidente consiglio provinciale
vincenzo valente presidente consiglio provinciale n.c.

Il Consiglio provinciale di Barletta - Andria - Trani, riunitosi ieri mattina, ha votato all’unanimità dei presenti l’adesione della Provincia alla Fondazione “Gaetano Morgese Onlus”. Tale Fondazione, con sede a Terlizzi, opera nel contesto regionale pugliese e persegue finalità di solidarietà sociale, ricordando ed onorando la figura di Gaetano Morgese, un giovanissimo agente della Polizia Ferroviaria di Milano, vittima, il 12 gennaio del 1997, di un tragico incidente avvenuto a bordo del Pendolino Milano-Roma.
La Fondazione che oggi ne porta il nome è promotrice ogni anno di iniziative di carattere solidaristico, culturale e formativo: tra queste l’erogazione di borse di studio e sussidi scolastici a giovani bisognosi e meritevoli, preferibilmente figli di poliziotti o, più in generale, di altri componenti delle forze dell’ordine, deceduti per cause di servizio.
Una di queste attività curate dalla Fondazione ricorre il 30 ottobre di ogni anno e prevede l’assegnazione di borse di studio ad otto ragazzi che, terminata la scuola media, hanno voglia e meriti per proseguire gli studi pur non avendo i mezzi per farlo. La Fondazione prevede la loro affiliazione, favorendone gli studi per altri cinque anni con un contributo economico annuo di 600euro. Attualmente, di questo gruppo fanno parte tre ragazzi residenti nella Provincia di Barletta - Andria - Trani (due di Minervino Murge ed uno di Spinazzola).
La Provincia di Barletta - Andria - Trani aderisce così alla Fondazione “Gaetano Morgese Onlus” con una quota di 5mila euro e l’impegno ad erogare annualmente, a partire dal 2013, un contributo di 600euro per ogni studente meritevole residente nel territorio della Provincia, tra quelli individuati dalla Fondazione, fino ad un massimo di otto studenti all’anno.

Nel corso della stessa seduta, inoltre, il Consiglio provinciale di Barletta - Andria - Trani ha approvato a maggioranza dei Consiglieri presenti (contraria la minoranza) i sei punti all’ordine del giorno relativi al riconoscimento di altrettanti debiti fuori bilancio. Gli stessi sono dovuti a sentenze definitive passate in giudicato che hanno visto la Provincia soccombere, e riguardano a tre sinistri stradali su strade di competenza provinciale, una vertenza sul rilascio di un’autorizzazione di posa in opera di cartellonistica pubblicitaria stradale, il mancato pagamento di alcuni canoni del 2010 per la vigilanza nelle scuole superiori e spese legali per la mancata assunzione di un vincitore di concorso conseguentemente al blocco delle assunzioni.


Ed il Consiglio provinciale di Barletta - Andria - Trani ha preso anche atto della relazione finale della Commissione Consiliare Speciale sulle problematiche occupazionali della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, alla scadenza dei suoi lavori (durati sei mesi così come stabilito dal Regolamento del Consiglio provinciale).
L’occasione è stata inevitabilmente propizia per tracciare un bilancio sulle attività svolte dalla Commissione, presieduta dall’attuale Presidente del Consiglio provinciale Vincenzo Valente, nonchè sullo stato attuale dell’ente ecclesiastico. «Vorrei anzitutto ringraziare tutti i componenti della Commissione per il prezioso impegno profuso ed il Presidente della Provincia Francesco Ventola, il cui costante sostegno ai lavori della Commissione è risultato fondamentale per le interlocuzioni tenute in questi mesi nei vari livelli istituzionali - ha affermato Valente -. Inutile nascondere che le problematiche in seno alla Casa Divina Provvidenza non si sono affatto risolte; anzi, la situazione continua ad essere fortemente compromessa, con il rischio di enormi ricadute per le centinaia di persone che ivi ricevono assistenza e per quanti vi svolgono attività lavorativa. La nostra Commissione - ha proseguito Valente - ha avuto modo in questi mesi di incontrare i vertici della Regione Puglia e quelli dell’ente Casa Divina Provvidenza, con l’intento di concordare soluzioni utili a risolvere almeno in parte la crisi. Nonostante il cauto ottimismo iniziale, l’improvviso cambio di rotta si è avuto lo scorso 20 marzo, allorchè i responsabili dell’ente divulgavano una richiesta di cassa integrazione in deroga per 664 dipendenti, di cui 450 della sola sede di Bisceglie. A rendere ancor più complicata la situazione, la richiesta della Procura di un avvio di procedura fallimentare dell’ente. Così, mentre centinaia di lavoratori rischiano di ritrovarsi senza un posto di lavoro, con tanto di preoccupazione per gli oltre mille pazienti assistiti nelle diverse unità operative, i vertici della Cdp continuano a fare orecchie da mercanti!».
Il Presidente Valente ha poi concluso: «nonostante le attività della Commissione Speciale si chiudano qui, la Provincia continuerà a tenere alta l’attenzione su quanto accade in seno alla Casa Divina Provvidenza, senza mai far mancare il proprio supporto incondizionato a tutti i dipendenti ed i pazienti».

Ma sempre nel corso della seduta, il Consiglio provinciale di Barletta - Andria - Trani ha approvato all’unanimità dei presenti il Piano Faunistico Venatorio Provinciale, che comprende, come previsto dalla Legge Regionale n.27 del 1998, programmi di valorizzazione ambientale finalizzati alla riproduzione naturale ed all’immissione della fauna selvatica.
La versione definitiva del Piano, consultabile sul sito internet della Provincia (www.provincia.bt.it), fu approvata dal Comitato Tecnico Faunistico Provinciale lo scorso 6 marzo. Il Piano ha durata quinquennale e comprende le oasi di protezione (destinate al rifugio, alla riproduzione ed alla sosta della fauna selvatica), le zone di ripopolamento e cattura (destinate alla riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale e alla cattura della stessa per l’immissione sul territorio in tempi e condizioni utili all’ambientamento fino alla ricostituzione ed alla stabilizzazione della densità faunistica ottimale), i centri pubblici di produzione della fauna selvatica allo stato naturale (ai fini di ricostituzione delle popolazioni autoctone), i centri privati di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale (organizzati in forma di azienda agricola singola, consortile o cooperativa, ove è vietato l’esercizio dell’attività venatoria ed è consentito il prelievo di animali allevati appartenenti alle specie cacciabili da parte del titolare dell’impresa agricola, di dipendenti della stessa e di persone nominativamente indicate), le zone e i periodi per l’addestramento, l’allenamento e le gare di cani anche su fauna selvatica naturale o con l’abbattimento di fauna di allevamento appartenente a specie cacciabili (la cui gestione è affidata ad associazioni venatorie e cinofile, o ad imprenditori agricoli o associati), i criteri per la determinazione del risarcimento in favore di conduttori dei fondi agricoli (per i danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e alle opere approntate su fondi agricoli vincolati), i criteri per la corresponsione degli incentivi in favore dei proprietari dei fondi agricoli, singoli o associati (che si impegnino alla tutela ed al ripristino degli habitat naturali ed all’incremento della fauna selvatica) e, infine, l’identificazione delle zone in cui sono allocabili gli appostamenti fissi.

La Provincia di Barletta - Andria - Trani ha infine aderito alla Fondazione Archeologica Canosina onlus. A stabilirlo, all’unanimità dei presenti dello stesso consiglio provinciale.
La Fondazione, costituita nel 1993, ha sede nel Palazzo Sinesi in via Kennedy a Canosa di Puglia (in virtù di una convenzione stipulata con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia) e persegue, tra le sue finalità principali, la crescita di una coscienza civile sui problemi relativi al patrimonio culturale, artistico ed archeologico del territorio, contribuendo attivamente alla sua conservazione, tutela, conoscenza e promozione. Più precisamente essa è impegnata nella valorizzazione del patrimonio archeologico del Comune di Canosa di Puglia, attraverso la gestione, la fruizione e l’apertura al pubblico dei principali siti, oltre a svolgere attività di supporto e sostegno tecnico-scientifico agli interventi di conservazione e promozione che li riguardano. Tra i servizi offerti dalla Fondazione Archeologica Canosina vi sono dunque l’accoglienza e l’accompagnamento dei turisti nei siti archeologici, la promozione ed il marketing territoriale, i servizi editoriali, la pulizia, il giardinaggio, la manutenzione ordinaria ed il pronto intervento.
Efficaci e costanti sono stati in questi anni le collaborazioni con la Soprintendenza Archeologica della Regione Puglia, utili anche a favorire la nascita a Canosa di un terzo polo e di una scuola di restauro, catalogazione ed inventariazione, per non parlare degli innumerevoli dibattiti pubblici, conferenze e tavole rotonde, tenuti unitamente alle istituzioni locali.
L’adesione comporta un versamento annuale di 10mila euro da parte della Provincia, che potrà inoltre esprimere un proprio componente nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Archeologica Canosina.
«L’adesione alla Fondazione Archeologica Canosina è fondamentale nell’ottica di una valorizzazione e tutela dell’inestimabile patrimonio culturale che il nostro territorio può vantare - ha spiegato il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani Francesco Ventola -. Auspichiamo che anche altre Città possano a breve entrarvi a far parte, alleviando così le Amministrazioni comunali del compito di gestire i siti archeologici cittadini. Da circa 12 anni - ha poi ricordato Ventola -, la Fondazione Archeologica Canosina si occupa della salvaguardia, tutela, fruizione e valorizzazione di una collezione di reperti dell’ipogeo canosino Varrese (di proprietà della Provincia), concessa alla Fondazione dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia».

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