Sabato scorso tante associazioni e volontari riuniti per rappresentare la bellezza

É nata Andri'Attiva, la speranza di riprendere nelle nostre mani la città

Tante opere d’arte hanno illuminato il Chiostro di San Francesco: musica, quadri, foto, ma soprattutto la Tin Tin Light House, costruita con materiali di riciclo da cittadini andriesi e alcuni ospiti del Cas Buona Speranza

Attualità
Andria lunedì 20 marzo 2017
di Lucia M. M. Olivieri
É nata Andri'Attiva, la speranza di riprendere nelle nostre mani la città
É nata Andri'Attiva, la speranza di riprendere nelle nostre mani la città © AndriaLive

Riprendere nelle nostre mani la città e l’educazione alla bellezza, alla condivisione, alla partecipazione: nasce con propositi molto alti, ma non irraggiungibili, Andri’Attiva, l’evoluzione del network del volontariato andriese Ret’Attiva.

Sabato scorso un pomeriggio all’insegna di ciò che di bello ha da offrire la nostra cittadinanza: letture animate hanno rapito i più piccoli, una passeggiata nel centro storico è servita a diffondere messaggi positivi di cura e passione pe ril nostro territorio, e infine un convegno ha offerto spunti molto interessanti per il futuro.

Una testimonianza di ciò che i cittadini attivi ottengono se collaborano tra di loro e si pre-occupano gli uni degli altri, partendo da un’idea di due ragazze andriesi, Lucia Colasuonno e Mariangela Lomuscio: «Ret'Attiva è stato un progetto che ha avuto il duplice obiettivo di rafforzare i legami tra associazioni di volontariato affinché insieme potessero incidere positivamente sul cambiamento sociale e culturale della città, e di far avvicinare nuovi cittadini al mondo del volontariato. Il bilancio è molto positivo, ma non basta. Con Andri'Attiva vorremmo che la Rete punti ad allargare la partecipazione alla cittadinanza, che diventi uno strumento di cittadinanza attiva, grazie al quale sperimentare forme di amministrazione condivisa dei beni comuni, cosicché i cittadini possano desiderare e realizzare concretamente l’appartenenza alla città».

Tante opere d’arte hanno illuminato il Chiostro di San Francesco: musica, quadri, foto, ma soprattutto la Tin Tin Light House, costruita con materiali di riciclo da cittadini andriesi e alcuni ospiti del Cas Buona Speranza.

Ed è proprio sulla rigenerazione urbana e sulla gestione partecipata dei beni comuni che si è incentrato il convegno, introdotto da Natale Pepe e Mario Ardito, con l’intervento di Pasquale Bonasora, referente per la Puglia di Labsus: «L’applicazione del principio di sussidiarietà, attraverso il modello dell’amministrazione condivisa, favorisce la creazione di inedite alleanze e reti tra cittadini e istituzioni in quanto entrambi legittimati dalla Costituzione a perseguire l’interesse generale. Attraverso questa chiave di lettura la sussidiarietà orizzontale innesca, quasi naturalmente, innovativi processi relazionali tra tutti quei soggetti considerati non più utenti passivi»

Un modello esiste, ed è l’ex Fadda di San Vito dei Normanni, un vecchio stabilimento enologico in disuso, abbandonato da decenni, trasformato in un nuovo spazio pubblico per l’aggregazione, la creatività e l’innovazione sociale da una cordata di imprese e associazioni locali attive nei campi della comunicazione, della cultura e del sociale, come spiegato da Roberto Covolo: «Dovete immaginare di costruire negli spazi pubblici una nuova idea della città, dove esercitare per esempio l’educazione non formale, l’apprendimento in situazione, luoghi in cui i ragazzi possano imparare gli strumenti per la vita attiva, mettersi alla prova. Non rivolgetevi alla politica: sarà la politica a guardare a voi, al vostro impegno, magari per riscoprire la sua vera missione».

E proprio la politica è stata la grande assente della serata: a fronte di una manifestazione trasversale, che ha coinvolto più di 20 associazioni di volontariato e tantissimi cittadini con un messaggio prezioso, nessuno degli amministratori comunali ha portato un saluto, ad eccezione della consigliera di opposizione Daniela Di Bari, da sempre vicina ai temi dell’associazionismo.

Ai cittadini di Andria, allora, il compito di impegnarsi a risollevare la città, di segnare una nuova era dell’educazione e della partecipazione attiva, in questi tempi bui e disorientanti: la speranza è anche che la discussione sul regolamento di amministrazione condivisa, arenatosi nelle commissioni consiliari da più di anno, diventi un punto all’ordine del giorno quanto prima.

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