Articolo scritto da Francesca Paola Guadagno del liceo Carlo Troya nell'ambito del progetto di alternanza scuola/lavoro presso la redazione di Andrialive

I giovani e la politica

Cosa sanno della scienza del Governo? Qual è il movimento politico più affine alle loro idee?

Attualità
Andria martedì 14 novembre 2017
di La Redazione
giovani
giovani © n.c.

“La democrazia è l’unica forma di governo nella quale il popolo prende a calci il popolo su mandato del popolo” Secondo la citazione di Carmelo Bene, il governo in Italia, è l’unica forma di politica nella quale i cittadini vengono persuasi dagli “uomini” politici affinché quest'ultimi possano soddisfare i propri bisogni ed il proprio ego nell'ignoranza del popolo. “La politica ci vuole ignoranti”.

Per politica si intende la scienza e la tecnica che ha per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello Stato e la direzione della vita pubblica.

Ma i giovani di oggi cosa sanno del mondo politico? A tal proposito, ho posto ad alcuni dei miei coetanei, persone cioè che non vivono attivamente nel contesto dell’arte del governo, alcune domande caratterizzanti la stessa giurisdizione.

Molti alla prima domanda “Cosa sai della politica?” mi hanno risposto con un prevedibile «Niente, non conosco quasi nulla se non quelle poche cose che i media comunicano attraverso i telegiornali o mediante i pochi programmi politici» (tipico esempio, “Porta a Porta” che va in onda in seconda serata su Tg1 dal 1996) altri invece, una esigua minoranza, hanno risposto: «Conosco un po’ di cose inerenti all’organizzazione interna dello Stato, la suddivisione in partiti, le ideologie principali del comunismo o del fascismo e la presenza della Camera e del Senato, ma non riesco ad offrirti una certa contestualizzazione».

Dunque persiste in entrambi i casi una grandissima assenza della realtà effettiva di quella che è la politica odierna. Perché i giovani agiscono in maniera superficiale rispetto tutto ciò? Chi potrà aiutarci, visto e considerato che nelle nostre mani abbiamo il futuro? Necessitiamo proprio per questo di centri culturali che possano indirizzarci verso le più adeguate misure politiche, per assicurarci così, non solo risposte concrete, ma anche una ragion di Stato pressoché onesta.

Per quanto concerne invece il mio secondo interrogativo “Ti interessi quotidianamente alla scienza del governo?”, quasi tutti gli intervistati mi hanno comunicato di non essere interessati nel quotidiano alle pratiche politiche se non in vista di un referendum, pochissimi invece cercano di farsi coinvolgere e ampliare il proprio percorso di cittadino attivo.

L’ultimo quesito, poi, “Qual è il movimento politico più affine alle tue idee?”, ha scaturito in molti una certa quantità di confusione proprio perché «Non conoscendo, non posso esprimermi, e quindi delineare la mia vera ideologia politica» - tipica risposta. Resta comunque, una minoranza di giovani che ha minuziosamente descritto la propria dottrina partitica, facendoci intendere che non è vero che la politica è lontana dai giovani.

Basterebbe infatti riappropriarsi del significato etimologico del termine per scoprire quanto la “polis –etica” sia in verità molto più vicina di quanto si immagini. Ripensarla, quindi, in termini di “opera moralizzatrice della città” potrebbe aprire nuove prospettive sia per i territori che per i giovani.

Vorrei inoltre delineare l’aspetto, ahimè, fin troppo realistico dell’espressione “Entrano pecore ed escono lupi”. Chi governa il nostro stato? Gente del tutto effimera? Ecco perché, bisognerebbe abbattere il gregge e far trionfare i lupi fin dall’inizio. La nostra realtà cittadina deve essere assolutamente controllata da gente preparata, a noi giovani il compito di interessarci e partecipare attivamente anche alla scelta dei nostri amministratori. Solo così potremmo vivere attivamente la Polis.

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