Domenica sera

L'"Amleto" di Michele Sinisi tende la mano a Felice

Il regista e attore metterà in scena al Mat uno spettacolo il cui incasso sarà devoluto interamente al bimbo terlizzese affetto da epidermolisi bollosa distrofica recessiva

Attualità
Andria giovedì 07 dicembre 2017
di La Redazione
amleto, michele sinisi
amleto, michele sinisi © michele sinisi

L'“Amleto” di Michele Sinisi tende la mano a Felice Guastamacchia, il piccolo terlizzese affetto da epidermolisi bollosa distrofica recessiva, che – è notizia di ieri – presto volerà negli Stati Uniti a Minneapolis per sottoporsi al trapianto di midollo osseo.

Lo spettacolo, i cui incassi andranno a favore della onlus Help4Kids, andrà in scena sabato sera alle 21 presso il Mat Laboratorio urbano, organizzato dal Collettivo Zebù, in collaborazione con Help4Felice.

“Amleto si trova in una stanza e vive in completa solitudine la sua storia. I fatti, i personaggi, sono caduti davanti ai propri occhi e malgrado il suo volere e i suoi desideri deve confrontarsi con questi e prendere delle decisioni – si legge in una nota di regia –. La tragedia sta nel fatto che deve comunque risolvere la sua storia da solo, deve stare lì a parlare con personaggi assenti. Polonio, Re Claudio, Ofelia, Laerte, la madre Gertrude, l’attore della compagnia girovaga, non ci sono o forse non sono arrivati. Solo le sedie gli fanno compagnia. L’unica presenza reale è il fantasma del padre che in quanto tale lo metterà al corrente di ciò che veramente è successo. La storia è quella che tutti noi conosciamo e il testo scespiriano è smontato e reintrodotto sulla scena attraverso un soliloquio che vuole rendere in modo chiaro lo svolgersi della storia sino alla morte. Le sedie vuote saranno le uniche testimoni della sua esperienza. È possibile aggiungere ancora qualcosa ad un opera che è mito-teatrale? Ho cercato di avvicinarmi a più riprese al suo nucleo drammatico attraverso vari laboratori ma puntualmente mi confrontavo con l’ossessiva e malinconica qualità della lingua scespiriana. Scoprivo di essermi avvicinato ad un mistero senza riuscire a svelarlo del tutto. Una tragedia che sfugge all’analisi o che accetta tutte le analisi mentre racconta di un uomo che non accetta nulla. Rimane il mistero di un essere umano chiuso nella stanza dei ricordi e delle immagini che più l’assillano e da cui non vede l’ora di liberarsi. L’intensità favolosa delle sue utopie che non riesce a sostenere”.

Lo spettacolo, di e con Michele Sinisi, è prodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale/Progetto Farsa, con costumi di Luigi Spezzacatene.

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