L'aggiornamento

Dopo tanto patire arriva finalmente la terapia per il 44enne andriese affetto da SLA

L'uomo affetto da sclerosi amiotrofica laterale si sta sottoponendo alla cura sperimentale concessa dalla ASL

Attualità
Andria sabato 13 gennaio 2018
di La Redazione
mani
mani © n.c.

Era venerdì 29 dicembre scorso, nel pieno delle festività, quando la nostra redazione accoglieva l’amaro sfogo della giovane figlia di un malato di SLA che reclamava il diritto alla cura di suo padre. Tardavano ad arrivare farmaci salvavita, cure alternative costosissime che comunque passa la ASL. Mesi di attesa e intanto la malattia degenerava.

La ragazza si era rivolta alla nostra redazione; avevamo cercato di capire presso la ASL come mai il farmaco stesse tardando ad arrivare

L’uomo, andriese, padre di tre figlie, di cui due ancora minorenni, un mutuo da pagare e una situazione fisica seriamente compromessa dagli accadimenti. È affetto da sclerosi amiotrofica laterale, zona bulgare, con seri problemi a ingerire e a respirare.

Il farmaco alternativo, il “Radicult”, viene venuto in fiale ed una scatola da 5 unità costa 1.200 euro, costi praticamente impossibili per la famiglia in questione, considerata la situazione economica in cui versano. Costretti ad attendere che il farmaco lo passi la mutua: l’attesa si dilata e da maggio 2017 (mese in cui è partita la richiesta) fino ai primi di gennaio il nulla!

Dal policlinico di Bari giungevano intanto informazioni frammentarie circa l’attesa ulteriore per il suo arrivo in Italia (considerando che giunge dalla lontana India) e la somministrazione effettiva dello stesso al paziente.

Un’attesa che si è accorciata dacché abbiamo ospitato lo sfogo della giovane figlia sulle pagine virtuali del nostro giornale. Un tam tam mediatico che, fortunatamente, ha sortito i suoi effetti positivi.

Il giorno stesso alla pubblicazione sua figlia ci aggiornava tramite messaggio: «Mia madre mi ha appena riferito che il 3 gennaio ci hanno fissato un appuntamento a Bari per una visita e l'8 Gennaio 2018 mio papà inizia la terapia».

A distanza di qualche giorno, sua figlia ci dice che la terapia va avanti e che tutto procede bene, per ora.

Sembra essersi risolto tutto! La famiglia ringrazia la nostra redazione e tutti coloro che hanno voluto contribuire (diversi sono stati i potenziali benefattori che, a seguito dell’articolo, si sono resi disponibili a contribuire fattivamente all’acquisto del farmaco presso la farmacia del Vaticano o tramite aziende private. Per fortuna non ce n’è stato bisogno ndr).

A noi piace pensare a una semplice casualità e che non sia stato solo merito di articolo di giornale. Il diritto alla salute è una cosa seria!

Lascia il tuo commento
commenti