«La nostra non è una guerra contro i nostri colleghi. Non facciamo guerra tra poveri. Chiediamo solo una continuità nel nostro lavoro»

“Precari don’t stop”: l’urlo di 200 giovani infermieri che lottano contro il precariato

«Se la regione non ascolta le nostre richieste, siamo disposti a scendere in piazza»

Attualità
Andria giovedì 17 maggio 2018
di Teresa Bucci
alcuni giovani infermieri del gruppo Precari Don’t Stop
alcuni giovani infermieri del gruppo Precari Don’t Stop © n.c.

Sono circa 200 gli infermieri precari sparsi in tutte le varie Asl pugliesi. Precari che sfortunatamente non compaiono in graduatoria né per il concorso bandito per 199 infermieri, né risultano aver maturato i requisiti previsti dal decreto Madia. Decreto secondo il quale coloro i quali abbiano maturato 36 mesi lavorativi entro il 31.12.2017 nelle varie Asl pugliesi godrebbero del diritto alla stabilizzazione. Ossia passare dal determinato all’indeterminato, nella fattispecie.

«Molti di noi non rientrano nei requisiti della Madia ma lavorano a tempo determinato presso varie Asl in tutta la Puglia - afferma Maria, giovane infermiera, esponente del movimento “Precari Don't Stop”, che presta il suo servizio presso l’Asl Ba. Abbiamo fatto di tutto per farci sentire e farci conoscere ideando il logo Precari Don't Stop, una pagina Facebook e realizzato un video per diffondere il nostro movimento.

Stiamo semplicemente lottando per una continuità nel lavoro e avere magari una corsia preferenziale per eventuali futuri concorsi. Per una eventuale successiva stabilizzazione».

I “tappabuchi” della sanità pubblica.

Si definiscono così i giovani infermieri precari che coprono ferie, festività, intere unità lavorative, lavorando in condizioni non ottimali ma facendosi in quattro per garantire quel diritto alla salute e per difendere il posto di lavoro seppur temporaneo.

Sono quelli presi in carico dalle aziende sanitarie tramite avviso pubblico per far fronte tempestivamente alla grave carenza di personale infermieristico.

Quasi 200 gli infermieri che non hanno avuto la fortuna di superare la prova preselettiva, non rientrano nel decreto Madia.

Una prova che necessiterebbe di una buona dose di fortuna, non di certo di una solida preparazione scientifica, al contrario degli avvisi pubblici.

«La nostra non è una guerra contro i colleghi , non facciamo guerra tra poveri.. Quello che chiediamo alla Regione è la continuità. Chiediamo di poter anche noi raggiungere 36 mesi.

Stiamo proseguendo questa lotta con tutti i mezzi possibili, e vogliamo sensibilizzare tutte le sigle sindacali a lottare per noi».

Il gruppo Precari Don’t Stop dichiara inoltre di esser disposto a scendere in piazza a manifestare.

«Ci teniamo a precisare che non si tratta di una guerra tra poveri. Non lottiamo contro i nostri colleghi.

Il fine è comune. Il fine è lavorare e per questo smuoveremo mari e monti mettendoci la faccia e tutto il nostro impegno. Non ci fermeremo qui. Lottiamo per il nostro futuro».

La determinazione che contraddistingue questi giovani ragazzi, i cui occhi traboccano di speranza per il proprio futuro, il cui costante lavoro e sacrificio si fondono ad una lotta alla tutela dei propri diritti, non passa inosservata.

“Precari don’t stop” è l’urlo di 200 giovani infermieri che amano il proprio mestiere ma che non rinunciano a lottare contro il precariato.

Ragazzi che non rinunciano al proprio futuro e lo difendono con le unghie e con i denti.

Diceva Florence Nightingale - fondatrice dell'assistenza infermieristica moderna: “L’assistenza infermieristica è un’arte; e se deve essere realizzata come un’arte, richiede una devozione totale e una dura preparazione, come per qualunque opera di pittore o scultore; con la differenza che non si ha a che fare con una tela o un gelido marmo, ma con il corpo umano il tempio dello spirito di Dio. È una delle Belle Arti. Anzi, la più bella delle Arti Belle”.

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