Durante la celebrazione per il secondo anniversario della strage ferroviaria

L’omelia di Mons. Mansi per l’anniversario del 12 luglio: «Un cuore che si commuove»

Come comunità «siamo chiamati a non lasciare soli i nostri fratelli e sorelle che hanno vissuto una esperienza così dura e amara»

Attualità
Andria venerdì 13 luglio 2018
di La Redazione
Scoperta la targa alla presenza dei genitori delle vittime del 12 luglio 2016
Scoperta la targa alla presenza dei genitori delle vittime del 12 luglio 2016 © AndriaLive

«Carissimi familiari delle vittime del disastro ferroviario, la nostra comunità in un giorno come questo si stringe intorno a voi per non farvi sentire soli, per accompagnarvi con il suo affettuoso calore mentre il vostro cuore certamente rivive quei momenti drammatici di due anni fa e per unirsi a voi nella preghiera per i vostri cari».

Mons. Luigi Mansi, vescovo di Andria, si è rivolto con queste parole ai parenti e ai familiari delle vittime della tragedia ferroviaria del 12 luglio del 2016, in cui due convogli della linea ferroviaria Bari-Nord, percorrendo a velocità sostenuta il tratto a binario unico tra Andria e Corato, impattarono l'uno contro l'altro, provocando 23 morti e 50 feriti.

Nell’omelia, tenuta durante la celebrazione eucaristica nella Cattedrale ad Andria, il vescovo ha ricordato che Dio «nella sua dolcissima paternità in Cristo Gesù si è fatto e si fa compagno di cammino della nostra storia» e citando, alcuni versetti del libro del Profeta Osea, ha sottolineato ed evidenziato che la delicatezza di Dio è incommensurabile, Lui ci attrae a sé «con vincoli di bontà, con vincoli di amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare, il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione…», anche quando ci vede piangere e soffrire per le tragedie della nostra vita che, «duole ripeterlo, non sono frutto del caso, ma di una serie di inadempienze».

«L’iter giudiziario sta facendo il suo corso e ci auguriamo vivamente che si faccia giustizia, ma questa sera e in questo giorno - ha proseguito Mons. Mansi -, qui stiamo a donare a chi, dopo due anni, certamente è ancora nella sofferenza più acuta per aver perso i propri cari, parole di cristiana consolazione e di speranza. Il dolore condiviso non cessa di generare lacrime, ma è certamente un dolore che ci fa sentire più vicino il Signore.

Non dimentichiamo nemmeno per un attimo la terribile sofferenza a cui andò incontro il Signore Gesù. Perciò ogni nostra sofferenza, e oggi è una circostanza particolare per voi famiglie, per tutta la nostra città, ogni nostro momento di dolore ce lo fa sentire vicino proprio mentre il nostro cuore è a pezzi per il ricordo struggente dei nostri cari che in maniera improvvisa sono stati strappati all’affetto dei loro cari».

Il vescovo di Andria rivolgendosi, a quanti erano presenti alla celebrazione eucaristica, sacerdoti, fedeli, autorità civili e militari e soprattutto alle famiglie delle vittime, ha condiviso una certezza: «…che Gesù ci capisce, ci comprende e soffre con noi, ci abbraccia e ci fa sentire la carezza dolcissima del suo amore», particolarmente quando le ferite si “riaprono”.

Come comunità cristiana, credenti e non, «siamo chiamati a non lasciare soli i nostri fratelli e sorelle che hanno vissuto una esperienza così dura e amara». Il ricordo, perciò, si fa preghiera accorata, anche per le vittime strappate improvvisamente e questa vita per ritrovarsi nell’abbraccio di Dio.

Concludendo l’omelia il Vescovo Lugi ha rimarcatol’importanza di pregare anche per «quanti sono chiamati a svolgere servizi di pubblica utilità, perché li svolgano sempre con coscienza e responsabilità perché la storia ci insegna, ahimè, che quando queste mancano, può accadere che gente senza alcuna colpa si trova a pagare perfino con la vita».

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