In via Verdi, al civico 24

Petit Gâteau, apre ad Andria la gioielleria del dessert

6 vetrine di esposizione che custodiscono le “creazioni”: golosità classificate e illuminate come se fossero oggetti preziosi. Una mecca del gusto che non tradisce le aspettative

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Andria giovedì 10 agosto 2017
di Sabino Liso
Petit Gâteau, il Mastro pasticcere Antonio Liso e sua moglie Francesca de Nigris
Petit Gâteau, il Mastro pasticcere Antonio Liso e sua moglie Francesca de Nigris © AndriaLive

In via Verdi, al civico 24 ha aperto ad Andria il nuovo “Petit Gâteau”. Dal “1989”, l’anno, leziosamente accostato al nome della pasticceria ricorda botteghe storiche, quelle di qualità che si contraddistinguono per la loro esperienza artigianale.

Ubicato in una posizione strategica, il locale si presenta in stile urbano e minimal pronto ad accogliere l’abbraccio colorato e festoso dei suoi protagonisti: i dessert e tanto altro. Dal giorno della sua inaugurazione, ad oggi, il locale è diventato una vera e propria mecca del gusto: il kave caffè, i tranci di torte classiche e moderne, i gelati e gli inconfondibili mignon, una selezione curata di amari, cognac, armagnac e distillati, ma anche estratti di frutta, creme di latte, croissant e cornetti per la prima colazione (perché c’è differenza una brioche sfogliata e una più morbida), tutto quello che è in esposizione negli oltre 20 metri di bancone è fresco e di qualità e la qualità, si sa, richiede un piccolo sacrificio anche economico, quindi ben ci sta qualche centesimo in più sul prezzo dei prodotti.

Scontrino alla cassa prima della consumazione e poi sinestesia per la vista, il palato e l’umore.

È tanta la curiosità che si cela attorno a quei tre puntini che contraddistinguono il nuovo logo del Petit Gâteau: «I tre puntini che stilizzano l’accento francese sul Petit Gâteau sono verità: tre come la totalità cosmica (cielo, terra e uomo); tre in quanto sintesi del pari (io e la mia adorata moglie Francesca) e del dispari (il Petit Gâteau)». Sono queste le parole del Mastro pasticcere Antonio Liso.

Ma torniamo al locale: 6 vetrine di esposizione, all’interno rifulgono i vetri che custodiscono le “creazioni”: golosità classificate e illuminate come se fossero oggetti preziosi. Il carta da zucchero che tiranneggia le pareti, la passerella di cementine che delimita tutta l’area di esposizione del banco pasticceria e della zona bar, creano un effetto scatola che rende ancor più allettante l’idea di chiudersi all’interno e magari accedere gratuitamente al trattamento di cromoterapia: basta guardare i colori dei dessert che sostano per poche ore all’interno della vetrina!

Il bengodi vero, però, é il giardinetto interno: discreto e accogliente, un luogo ideale dove trascorrere qualche piacevole momento di relax col gusto.

Il personale sfoggia sorrisi, è garbato e, in affanno, lo è ancor di più. L’espresso spicca e nella città federiciana posso affermare che, finalmente, esiste anche un “Petit Gâteau”, sì perché chiamarla soltanto pasticceria sarebbe riduttivo: gelateria, cioccolateria, caffetteria, è anche servizio catering e consulenza.

Pollice su, dunque, per il battesimo di fuoco in tutti i sensi. Non “patacche” ma veri e propri gioielli di bontà, gusto e bellezza nella “boutique” di lusso, l’umami, il quinto gusto, quello che ad Andria mancava, adesso c’è.

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