L'aggiornamento

Aule fredde allo Scientifico, da oggi una classe al giorno rimane a casa

Nonostante le promesse di risoluzione, ad oggi l'impianto termico della nuova ala è ancora non funzionante, per cui il Preside ha disposto la rotazione delle classi giornaliera. Avrà mai fine questa situazione?

Cronaca
Andria giovedì 11 gennaio 2018
di La Redazione
Nuove aule al Liceo scientifico ancora al freddo
Nuove aule al Liceo scientifico ancora al freddo © AndriaLive

È passato quasi un mese dalle manifestazioni e dalle promesse: parliamo del problema del riscaldamento delle aule del Liceo Scientifico, denunciato già da dicembre e ancora senza soluzione.

Gli studenti del "Nuzzi" già lo scorso 20 dicembre erano scesi per le strade di Andria, ("Senza soldi o senza dignità?", "Al freddo non ci stiamo") e canti per denunciare la situazione paradossale in cui sono costretti a vivere da tempo: l'obiettivo era quello di sollecitare l'amministrazione provinciale Barletta-Andria-Trani e il sindaco Nicola Giorgino a completare i lavori di ampliamento dell'edificio di via Cinzio Violante oltre ai lavori di allacciamento della rete elettrica, idrica e il riscaldamento.

Lo stesso Giorgino nei giorni precedenti aveva attribuito il ritardo degli interventi richiesti per l’adeguamento ed il relativo completamento delle opere previste prevalentemente ad una serie di problemi legati alla modalità di esecuzione dei lavori e aveva ribadito la ferma volontà «a porre in essere ogni utile iniziativa di indirizzo tesa alla rapida risoluzione delle problematiche tecniche sopraggiunte al fine di garantire il legittimo diritto allo studio degli studenti e di consentire il regolare svolgimento delle lezioni»: ad oggi, però, la soluzione pare lontana e il Preside del Liceo ha disposto, a partire dalla data odierna, che le 8 aule della nuova ala non possano essere più utilizzate a causa del freddo e che quindi le classi, a turno, dovranno rimanere un giorno alla settimana a casa.

Nell'avviso diramato ad alunni e genitori si legge infatti che «dalla data di giovedì 11 Gennaio le condizioni meteo si stabilizzeranno alle temperature più consone per il periodo dell’anno. Pertanto le otto aule (dalla n° 28 alla n° 35) del nuovo edificio non potranno più essere utilizzate, come in questi primi giorni, con orario ridotto fino a quando l’impianto di riscaldamento già esistente, non sarà collegato alla rete del gas. In questo periodo otto classi (tranne le quinte) a turno giornalmente non verranno a scuola».

Avrà mai fine questa situazione? Verranno mai mantenute le promesse che ritardano la consegna dei lavori da ben 862 giorni, come riporta il contatore in homepage sul sito della scuola?

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I commenti degli utenti
  • Francesco Di Corato ha scritto il 12 gennaio 2018 alle 12:37 :

    In quasi 3 anni non riusciamo a completare l'ampliamento di una scuola della Comunità Europea. In Kenya sarebbe già stata completata la costruzione di una scuola nuova. Rispondi a Francesco Di Corato

  • Vincenzo Diomede ha scritto il 12 gennaio 2018 alle 08:26 :

    sono stato all'estero un sacco di volte per motivi lavorativi e non...una cosa che ho notato è che tutti i locali, ma proprio tutti ( anche le gallerie di passaggio ) sono sempre riscaldati..qui da noi ( almeno parlo qui al sud ) i locali sono perennementi freddi, con riscaldamenti sempre spenti o tenuti al minimo e addirittura con le porte aperte...ormai sono un uomo adulto e questo problema dei riscaldamenti è cosa vecchia, facevo anch'io scipero con i miei compagni di scuola..ma stiamo parlando di circa 30 anni fa...ancora oggi nel 2018 sentir parlare di questo è veramenti scaldaloso, non ho parole. Rispondi a Vincenzo Diomede

  • Giuseppe aruanno ha scritto il 11 gennaio 2018 alle 18:46 :

    Sono stato in una fabbrica cinese dove La temperatura media si aggirava tra i 7 e gli 8 gradi , uffici compresi. Leggendo l’articolo mi veniva da ridere Rispondi a Giuseppe aruanno

    Cin cin ha scritto il 11 gennaio 2018 alle 19:39 :

    Già, perché lo sfruttamento cinese è una cosa da ridere. Annamo bene! Rispondi a Cin cin

    Giuseppe aruanno ha scritto il 13 gennaio 2018 alle 12:57 :

    Prima di aprire la bocca dovresti andarci in cina. le Cose sono decisamente cambiate , ci ho lavorato anche io a a basse temperature , basta una giacca e via Rispondi a Giuseppe aruanno