La denuncia

Affetta da disturbi psichici e ubriaca inveisce contro i passanti e le Forze dell'Ordine

La storia triste di una donna, cittadina europea, prigioniera della sua condizione e oggetto di raggiri da parte di molti andriesi e non, che abusano di lei

Cronaca
Andria lunedì 19 marzo 2018
di Sabino Liso
caos in Corso Cavour ieri sera
caos in Corso Cavour ieri sera © AndriaLive

Serata movimentata ieri in Corso Cavour dov'è dovuta intervenire una pattuglia della Polizia di Stato per ripristinare la calma. L’ennesimo episodio che vede protagonista una donna fragile e vulnerabile. È una cittadina europea, quarantenne, che vive ormai da anni ad Andria, affetta da problemi psichici e che continua ad essere "raggirata" da molti andriesi, e non, che abusano della sua condizione.

Lei purtroppo spesso si rende protagonista di scene di panico tra la gente. Ieri sera, in Corso Cavour, l’ennesimo episodio: lei urla, inveisce contro le Forze dell’Ordine, contro i titolari delle attività e i passanti, dà di matto, arriva perfino alle mani nei confronti di coloro che cercano di invitarla a calmarsi, ma nulla. Intanto si forma un capannello di gente, curiosa, che viene attirata dai lamenti e dalle sirene della Polizia. «Nulla di che – esclama un passante – la solita pazza che sta in giro ogni giorno. La stessa che si dà agli atti osceni in luoghi pubblici, che scambia la fontana per toilette e che risulta ubriaca un giorno sì e l’altro pure». Detta così, sembrerebbe semplice. Risulterebbe la storia di una donna che, consapevolmente, trasgredisce e fa numeri da circo per le vie del centro cittadino. Invece, così non è. La donna è scompensata, ha serio bisogno di aiuto.

Diverse volte, la stessa è stata sottoposta a TSO (trattamento sanitario obbligatori) per poi essere rilasciata al suo triste destino. Nessuno, infatti, vuole assumersi la responsabilità di aiutarla fino in fondo: avrebbe bisogno di una struttura protetta, ma ad oggi, l’unica sua protezione restano l’alcool e la droga di cui fa uso e che le verrebbe “donata” dagli stessi approfittatori senza scrupoli.

Le segnalazioni da parte delle strutture di accoglienza restano voci su carta. Anche loro, purtroppo non possono fare granché per garantirle una vita più tranquilla e al riparo dalle tentazioni malsane. L’indifferenza, come da noi già troppe volte rimarcato sulle pagine web di altri articoli di redazione, è la malattia che degenera la specie umana e mette a rischio la vita altrui.

Tempo fa, in occasione di altri episodi al limite, avemmo modo di intervistare il dott. Iovine del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Bat, il quale precisava che spesso la Asl mette in campo tutte le misure a sua disposizione, compresi i trattamenti Sanitari Obbligatori, ricoveri ospedalieri e inserimenti in strutture residenziali. Ma, come i Servizi del Comune di Andria, anche i servizi Asl non possono obbligare le persone a stare in strutture riabilitative contro il loro consenso.

La legge 180 riconosce il diritto a tutti noi di poter scegliere se accedere o meno a trattamenti sanitari in maniera volontaria. Forse è tutto qui l’inghippo: l'assoluta mancanza di volontà della donna ad accettare i percorsi proposti dagli uffici, comporta inevitabilmente il coinvolgimento della Magistratura (nella figura del Giudice Tutelare) che, nei casi specifici, sembrerebbe esser stato già allertato. Ma com'è possibile che la donna accetti di essere seguita dai servizi territoriali se ha seri problemi psichici? Spetterebbe dunque ad una figura di garanzia come il Giudice Tutelare la nomina di una persona che faccia le scelte per conto del paziente (il cosiddetto “amministratore di sostegno” ndr).

Lungaggini burocratiche e difficoltà di comunicazione tra gli uffici che restano la causa principale del triste destino a cui la donna è lasciata. Resta un cane sciolto per le vie del centro in attesa di un "padrone" che le dia soltanto le giuste medicine per finirla di "abbaiare" una volta per tutte!

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