Nella Cappella della Natività

Esposte in Cattedrale le sculture lignee quattrocentesche della Madonna orante e di San Giuseppe

Chiunque si accosti alla Cappella resterà sicuramente colpito dalla bellezza delle statue, in particolare dalla grazia e finezza della Madonna

Cultura
Andria domenica 24 dicembre 2017
di La Redazione
Esposte in Cattedrale le sculture lignee quattrocentesche della Madonna orante e di San Giuseppe
Esposte in Cattedrale le sculture lignee quattrocentesche della Madonna orante e di San Giuseppe © n.c.

Potrebbe sembrare monotono continuare a sottolineare la ricchezza, la varietà e l’estrema rilevanza del patrimonio storico artistico presente nel territorio andriese che meriterebbe di essere maggiormente valorizzato. In proposito bisogna ricordare che anche in queste festività natalizie è possibile ammirare due opere d’arte rilevanti, sconosciute alla maggioranza dei cittadini.

Infatti, nella Cappella della Natività (o santa Maria del Capitolo) della Cattedrale, grazie alla sensibilità di mons. Nicola de Ruvo e di don Gianni Agresti, possiamo ammirare le statue lignee quattrocentesche della Madonna e di San Giuseppe in un nuovo allestimento.

Chiunque si accosti alla Cappella resterà sicuramente colpito dalla bellezza delle statue, in particolare dalla grazia e finezza della Madonna. Per la descrizione ci affidiamo alle parole di Mons. Lanave, Vescovo di Andria, sempre caro alla memoria degli andriesi, che in una pubblicazione descriveva così le due preziose sculture lignee: «Il gruppo ligneo e dipinto risale al tempo di mons. Angelo Florio, di nobile famiglia andriese, e vescovo di Andria dal 1477 al 1495. Egli conferì alla Cattedrale, rinnovata nelle forme architettoniche, magnificenza di arredi e solennità di liturgia latina. Mentre promuoveva nel Cappellone la devozione di san Riccardo, nella cappella vicina diede marcato risalto al Presepe e alla Natività. Fine e di sapore gotico è la Madonna. E’ popolare il tipo di San Giuseppe. Sanno tutti e due degli Alamanno e di Laurana, che alla fine del XIV secolo erano entrati nella regione come ispiratori e creatori di modelli.»

É da rilevare, come chiarisce don Gianni Agresti, la particolarità della statua di San Giuseppe che rappresenta il Santo in posizione genuflessa, colto nell’atto di levare il turbante in segno di riverenza mentre impugna il bastone del viandante. Dagli approfondimenti e dall’osservazione attenta gli studiosi sono giunti ad ipotizzare che questa statua è una sorta di reimpiego e/o adeguamento iconografico della scultura lignea di un Re Mago. Tale ipotesi è giustificata dalla presenza del turbante - elemento non appartenete alla iconografia di san Giuseppe, ma tipico del re Mago - e dal bastone posticcio nella mano sinistra. Si veda in proposito l’immagine che mette a confronto la figura del Re Mago nella Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano (datato 1423 – attualmente presso la Galleria degli Uffizi di Firenze) e il san Giuseppe del Presepe di Andria.

Anche questo riferimento dimostra come la Città di Andria facesse parte di un ampio circuito di tipo intellettuale e culturale.

La Madonna orante, inginocchiata e con le mani giunte in atteggiamento di preghiera, nella delicatezza dei lineamenti del volto e nella compostezza della figura, rivela un’eleganza formale di ascendenza nordica che non fa pendant con la figura di San Giuseppe a cui si è accennato. Molto raffinato è l’intaglio della lunga chioma bionda e fluente, attorcigliata con cura sulle tempie a partire dalla scriminatura centrale, mentre la resa pittorica del volto sembra rievocare la consistenza materica di una porcellana. E’ una scultura a tutto tondo in legno di pioppo.

Per chi volesse maggiori dettagli ricordiamo che è consultabile un’ampia bibliografia presso la Biblioteca Diocesana di Andria, mentre è possibile ammirare il Presepe presso la nostra Chiesa Cattedrale, il cui sacrista Antonio Bernocco è sempre disponibile a fornire preziose informazioni.

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