di Sabino Liso
Domenica 31 gennaio, a Lamapaola 103, abbiamo assistito ad un bel esempio di integrazione sociale. Egitto, Marocco, Tunisia, Romania… e soprattutto Andria, Trani, Bari…erano tanti e non “troppi”! Alì, Mohamed, Abdelaziz, Yussef, Michaela, e poi Alba, Antonio, Riccardo, Maria Rosaria (non si offendano gli altri ma erano davvero tanti…), tutti insieme hanno vissuto una serata all’insegna della fratellanza. La musica come pretesto per parlare degli immigrati a chi fortunatamente non “balla per il freddo”.
In questo particolare momento in cui i media nazionali affrontano la questione degli immigrati e, spesso e volentieri ci calcano la mano esagerando, con affermazioni del tipo: “Andria la nuova Rosarno”…solo per citarne una, di tutta risposta a noi viene spontaneo dire che Andria, in questa ed altre occasioni, dimostra di essere una comunità attiva, che non sta lì a guardare inerme e soprattutto non giudica, e ciò ci rende davvero orgogliosi. Una comunità che fa qualcosa di concreto. Certo non è mai abbastanza, ma a volte basta poco, una festa, per dichiarare a chi è meno fortunato, il nostro sostegno, la nostra solidarietà e contribuire ad alleviare il bruciore delle ferite di una vita poco dignitosa per essere chiamata tale.
Ad una settimana dall’iniziativa di solidarietà, che ha svegliato la sensibilità della comunità andriese nei confronti degli immigrati e degli indigenti ospiti di Casa Accoglienza Santa Maria Goretti, gli organizzatori e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione dell’evento, si sono ritrovati in via Quarti per donare l’intero incasso dell’iniziativa direttamente a Don Geremia Acri, responsabile di Casa Accoglienza.
Don Geremia: “Arriva come un manna dal cielo, un’iniziativa che, oltre a portare risorse economiche nelle casse della nostra realtà, ha portato qualcosa di più importante: il coinvolgimento di più di un migliaio di persone ha confermato che la nostra città è parecchio sensibile e attenta alle problematiche legate alla povertà ed al fenomeno delle immigrazioni”.
L’ultimo dossier statistico della Caritas ci chiama all’appello e preannuncia che saremo presto chiamati a convivere con 12 milioni di immigrati, ed abbiamo il dovere di conoscere queste realtà, storie più o meno simili, accomunate dalla disperazione della fame e della miseria. Uomini che giungono nei nostri paesi per cercare di guadagnare pochi euro nella raccolta delle olive, e poi le patate, i carciofi…si muovono in base alla stagione: adesso nel barese, dopo nel foggiano e così via…con la speranza di ottenere il rinnovo di un contratto che consenta loro di ottenere il permesso di soggiorno.
Conoscere la storia di Abdel ALì, Abdelaziz, Yussef, permetterà a tutti noi di abbattere le barriere che causano la diffidenza ed il pregiudizio. Casa Accoglienza, i suoi volontari e da oggi anche i sostenitori di “Vite in Ballo” sono la dimostrazione di quanto Andria ami il prossimo e non tema assolutamente l’allarme sociale.
Presto Vite in ballo ritornerà con altre lodevoli iniziative che siamo sicuri godranno del benestare e soprattutto del supporto di tutti. A garantircelo sono gli organizzatori della prima edizione: Marilena Pastore e Filippo Galentino, gli stessi che hanno firmato, a nome di tutti coloro che si sono messi in ballo, l’assegno di € 11.308,00 intestato a Casa Accoglienza Santa Maria Goretti.