La nota

Tufarelle, Di Bari (M5S): «Si a caratterizzazione, No all’ampliamento della discarica»

La consigliera pentastellata ripercorre le varie tappe che hanno portato l’assessore regionale all’ambiente Caracciolo a convocare le parti in causa

Politica
Andria sabato 16 settembre 2017
di La Redazione
NO all'ampliamento discarica c.da Tufarelle
NO all'ampliamento discarica c.da Tufarelle © AndriaLive

Giovedì scorso, presso l’assessorato all’Ambiente si è tenuto l’incontro con tutte le parti interessate all’ampliamento della discarica sita a Tufarelle in agro di Canosa. Si esprime in merito la consigliera regionale M5S Grazia Di Bari: «É certamente importante che il processo di caratterizzazione iniziato nel 2012 sia concluso ma, a prescindere dall’esito, nessuna autorizzazione all’ampliamento dovrà essere data. Ciò per tutta una serie di motivi: primo perchè sono i cittadini di Canosa e di Minervino ad aver espresso parere sfavorevole all’ampliamento per il tramite dei rispettivi Consigli comunali; secondo poichè il territorio di Canosa è già gravato dalla presenza di discariche di rifiuti speciali oltre ogni buonsenso; terzo ma non ultimo motivo,poichè con il problema della mancata post gestione della Cobema con impossibilità dell'ARPA di entrare a controllare, si rappresenta il dramma di un territorio martoriato, con gli enti deputati incapaci poi di verificarne le ferite».

La consigliera pentastellata ripercorre le varie tappe che hanno portato l’assessore regionale all’ambiente Caracciolo a convocare le parti in causa ricordando dapprima che la provincia BAT, nella conferenza dei servizi, tenutasi il mese scorso aveva dato parere favorevole all’ampliamento della discarica richiesto dalla società Bleu. In seguito, il predetto parere favorevole, non condiviso dal sindaco di Canosa Roberto Morra, è stato da quest'ultimo impugnato con l’autorizzazione unanime del Consiglio comunale.

Il 7 settembre u.s. il Presidente della Provincia Giorgino prendeva atto della opposizione del Comune di Canosa che sospendeva il parere favorevole all’ampliamento e, nello stesso giorno, la Regione Puglia in Consiglio regionale, si impegnava a valutare la propria competenza in ordine al parere di ampliamento della discarica ed in caso positivo ad avocare a sé il procedimento. A seguito, di questi due avvenimenti coincidenti ed alquanto tardivi, si è reso necessario che la parte politica e la parte tecnica ossia l’Arpa, si incontrassero per capire come procedere.

«Le dichiarazioni emerse dall’incontro - continua Di Bari - hanno ancora una volta evidenziato l’assoluta e ferma volontà del sindaco Morra di contrastare l’ampliamento richiesto dalla Bleu con ogni mezzo consentito dalla legge, dando seguito al mandato unanime ricevuto in sede di Consiglio comunale. Anche il sindaco di Minervino Murge ha dichiarato la propria contrarietà». Posizione alquanto diversa, invece, è stata assunta dal Presidente della Provincia Giorgino, il quale ha dichiarato che se a seguito del piano di caratterizzazione non dovesse emergere una compromissione ambientale del territorio di Canosa, nulla osterebbe al rilascio del parere positivo all'ampliamento.

«Non si comprende - incalza la consigliera andriese - come si sia potuto cambiare idea in ordine all’ampliamento della discarica se con deliberazione dell'OGABT n°17 del 9 novembre 2015 presieduta da Giorgino, a seguito dell’ordinanza del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che ordinava all’OGA BAT di individuare impianti di smaltimento per rifiuti speciali non pericolosi nel territorio di propria competenza per smaltire i rifiuti urbani, i sindaci dei comuni dell’OGABT (con la sola astensione del Sindaco di Barletta Cascella), pur individuando le discariche di Canosa e Barletta a tal fine, deliberavano anche di non gravare l’intero territorio provinciale di ulteriori analoghe strutture escludendo ogni autorizzazione all’apertura di nuovi impianti di smaltimento di rifiuti speciali e all’ampliamento di quelli esistenti, dando il via libera all'utilizzo delle predette discariche "fermo il limite delle autorizzazioni già esistenti. Questa - conclude Di Bari - era la posizione dei sindaci della BAT di 2 anni fa, dunque nel frattempo sembra che qualcosa sia cambiato e sarebbe interessante comprenderne le ragioni».
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