Le dichiarazioni di Laura Di Pilato

La presidente Di Pilato abbandona polemicamente il Consiglio comunale

«Nessuno può ingerirsi nella conduzione dell’assemblea e men che meno omettere di compiere atti inerenti il proprio ufficio»

Politica
Andria lunedì 04 dicembre 2017
di La Redazione
la presidente del Consiglio abbandona l'aula
la presidente del Consiglio abbandona l'aula © n.c.

A circa metà del Consiglio Comunale, è successo l’imprevedibile: la Presidente del Consiglio aveva chiesto al Segretario Generale di fare l’appello, poiché il numero legale in aula era venuto meno (16 consiglieri anziché 17 ndr). Come si nota dalle registrazioni e a detta della Presidente – raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione - la stessa ha più volte sollecitato il segretario generale, Giuseppe Borgia, affinché verificasse la presenza in aula del numero legale.

La presidente si è imposta categoricamente di fare l’appello ma il Sindaco si è intromesso nella discussione in atto tra la Di Pilato e Borgia, sollecitando quest’ultimo a non dare seguito alla richiesta della Presidente.

A questa esternazione del Primo cittadino la Di Pilato ha ritenuto opportuno abbandonare l’aula: «A queste condizioni non ci sto – ha dichiarato – Questa è un’offesa alla Presidenza».

Intanto i lavori in aula sono proseguiti e al posto della Di Pilato è subentrato in consigliere comunale Marcello Fisfola. Si sono alternati diversi interventi sulle proposte di deliberazione di riconoscimento di legittimità debiti fuori bilancio dei consiglieri presenti fintanto che in aula è arrivata la consigliera di Forza Italia, Micaela D’Avanzo, che già da tempo si era allontanata dal consiglio comunale, al fine di ripristinare il numero legale.

La presidente del Consiglio, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione, ha dichiarato: «È stato grandemente limitato l’esercizio delle mie funzioni, che svolgo, in qualità di Presidente del Consiglio comunale, a garanzia del buon funzionamento della massima assise cittadina e della conseguente legittimità degli atti che ivi vengono adottati. Nessuno può ingerirsi nella conduzione dell’assemblea e men che meno omettere di compiere atti inerenti il proprio ufficio. Mi riservo di adire tutte le sedi competenti a tutela della dignità, del decoro e del buon funzionamento del Consiglio Comunale rappresentativo di tutti i cittadini».

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I commenti degli utenti
  • Sabino Cannone ha scritto il 05 dicembre 2017 alle 11:38 :

    Allora è vero che c'è il nuovo Marchese del Grillo:" Io sono io e voi non siete un c...o! Cambiare cambia, cambia...sì,sì,sì Andria non si ferma, accelera.... sì,sì,sì " vers u casein". Rispondi a Sabino Cannone