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Casse comunali vuote, le ditte dei servizi mensa e poste dicono basta

Entrambe vantano grossi crediti nei confronti dell'Amministrazione comunale. La ditta del servizio mensa costretta a sospendere anche i contratti dei suoi dipendenti

Politica
Andria mercoledì 03 gennaio 2018
di La Redazione
Casse comunali vuote, le ditte dei servizi mensa e poste dicono basta
Casse comunali vuote, le ditte dei servizi mensa e poste dicono basta © n.c.

Che la situazione delle casse comunali fosse al limite, lo sapevamo. Ma che il silenzio della stessa Amministrazione potesse provocare la sospensione di alcuni servizi essenziali ai bambini, è una tragica conseguenza. Ne dà notizia il consigliere Pietro Di Pilato (M5S), in riferimento alla questione dei mancati pagamenti alla ditta che gestisce il servizio.

«La situazione delle casse comunali è disperata - scrive Di Pilato -. La cosa è nota anche al Babbo Natale appeso al balcone di fronte casa mia. Ma che un'azienda vanti un credito di un anno e che nello stesso tempo ci siano determine dirigenziali di liquidazione dei soliti contributicchi (che potrebbero aspettare qualche mese in più) è decisamente aberrante. Stiamo parlando della refezione scolastica di tanti bambini andriesi. A che gioco giochiamo, Sindaco? Briscola?»

Nella lettera inviata dalla ditta, appaltatrice del servizio di mensa scolastica per le scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado per il Comune di Andria, ai suoi dipendenti, si ricostruisce la storia dei mancati pagamenti e delle mancate risposte da parte dell'Amministrazione, e nello specifico che «a fronte di tale servizio regolarmente espletato, risulta ad oggi creditrice del Comune di Andria dell'importo corrispondente a circa un'intera annualità» e che nonostante le ripetute sollecitazioni, le lettere, le richieste di pagare almeno parte dell'importo per «tamponare l'importante scompenso economico determinatosi», ad oggi tutto risulta inevaso.

Per questo motivo, a partire dal prossimo lunedì 8 gennaio, il servizio viene sospeso e le prestazioni lavorative dei dipendenti con esso. Quindi non solo viene meno uno dei servizi sotto la lente d'ingrandimento dopo i recenti tentativi di sospensione e riduzione, ma anche numerosi lavoratori perderanno preziose giornate lavorative.

Ma non è l'unica situazione di questo tipo: anche la società Poste Nazionali srl, a cui con determina dirigenziale era stato affidato il servizio di postalizzazione della corrispondenza del protocollo del Comune di Andria consistenti nel ritiro, consegna, affrancatura, spedizione e recapito della corrispondenza del Comune di Andria in tutto il territorio nazionale ed internazionale per i mesi di gennaio e febbraio 2018, ha rifiutato seccamente vantando ancora crediti da marzo a dicembre 2017. Insomma, la situazione non è certamente rosea e anche altre aziende titolari di alcuni servizi, a ruota, potrebbero recedere dalla loro disponibilità.

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commenti
I commenti degli utenti
  • Giovanni Fracchiolla ha scritto il 03 gennaio 2018 alle 16:54 :

    C'è solo da vergognarsi! E i consiglieri di maggioranza, i rappresentanti del popolo, cosa dicono? Muti !!! Rispondi a Giovanni Fracchiolla

    Sabino Cannone ha scritto il 04 gennaio 2018 alle 12:08 :

    La vergogna peggiore è che hanno istituito, con legge dello stato, un fondo ammortamento trentennale sul totale dei residui passivi , difficilmente incassabili, ovvero 50 mln di euro su un totale di 150 mln, che diventeranno 100 mln a carico esclusivo dei cittadini andriesi ( e lo stato anzi il governo che fa?). E non ci informano di niente, continuando nella più completa indifferenza. Quann mangh l'acqu la papr nàn gallegg. Rispondi a Sabino Cannone

  • Delc ha scritto il 03 gennaio 2018 alle 16:15 :

    Siamo sicuri che tutti paghiamo le tasse?La risposta penso che la immaginiamo ed ecco le conseguenze Rispondi a Delc

  • A.F. ha scritto il 03 gennaio 2018 alle 15:55 :

    Servono solo dimissioni...... Rispondi a A.F.

  • Michele Franco ha scritto il 03 gennaio 2018 alle 15:19 :

    SIAMO UNA DELLE CITTA' PIU' TASSATE,DOVE VANNO A FINIRE TUTTI QUESTI SOLDI??! IO L'IMMAGINO,VOI??! Rispondi a Michele Franco

  • Riccardo Nanni ha scritto il 03 gennaio 2018 alle 15:17 :

    Facendo salse tutte le polemiche politiche del caso si potrebbe sapere come mai le casse del Municipio sono giunte a questo punto? Si è scialacquato?rubato?crediti non riscossi?tasse non pagate? .Insomma come mai?? c'è qualcuno che puo' spiegarlo senza parlare di politica ma solo tecnicamente??GRAZIE Rispondi a Riccardo Nanni

    sabino cannone ha scritto il 03 gennaio 2018 alle 18:34 :

    Il problema tecnico si chiama PSC (patto di stabiltà e crescita) ovvero applicazione del regolamento n. 1466/97 dell'Unione Europea, in ossequio al Trattato di Maastrich, che nel Trattato di Lisbona nel protocollo allegato si chiama parametri di convergenza. Ci hanno prima indebitati con 2330 mld di euro con un rapporto del 133% sul PIL, e adesso ci obbligano a ridurlo nei prossimi 20 anni fino al 60% al ritmo del 5% all'anno. Questo debito è inestinguibile, neanche le prossime 20 generazioni lo cancelleranno, ci vorrà una guerra! Adam Smith 2° presidente USA ebbe a dire:" per conquistare una nazione ci sono solo due armi, la prima è con la spada la seconda con il debito". I sindaci sono soltanto dei curatori fallimentari. Se non torniamo a stampare la ns moneta è finita!! Rispondi a sabino cannone

    Mauro ha scritto il 03 gennaio 2018 alle 18:30 :

    La partita sta tutta qui: Le fasi dell’entrata sono: La previsione; L’accertamento: è la fase in cui per l’istituzione sorge il “diritto a riscuotere”. L’ordinazione: è la fase in cui l’istituzione predispone materialmente l’ordine di incasso. La riscossione: consiste nel materiale introito delle somme accertate mediante la trasmissione della reversale.Le fasi della spesa sono:La previsione, L’impegno: è il momento in cui, per l’istituzione, sorge l’obbligo a pagare. La liquidazione: è la fase nella quale l’istituzione si trova, nell’imminenza del pagamento, a verificare l’impegno assunto, individuando l’esatto importo da pagare. Infine seguono ordinazione e pagamento. Rispondi a Mauro

    Sabino Cannone ha scritto il 04 gennaio 2018 alle 11:47 :

    Sig. Mauro , Lei ha spiegato bene , in maniera generale, il tecnicismo del bilancio dell'ente comunale. Aggiungo, per semplicità e completezza, che non può prescindere dal fatto che i comuni fanno parte del sottoinsieme delle PP.AA. (Stato, Regioni-province-comuni, INPS, INAIL e .. classificazione SEC europea) che necessariamente sono vincolati al Patto di Stabilità Interno con il principio del bilancio misto: per competenza e per cassa, in attuazione della l. 243/2012 "obbligo del pareggio di bilancio", ovvero hanno l'obbligo di avere a fine esercizio avanzi di amministrazione, al fine di ridurre il debito pubblico della Repubblica Italiana. In altri termini per avere avanzi di amm.ne l'ente comunale posticipa il pagamento degli investimenti, anche se ultimati, non pagando i fornitori!! Rispondi a Sabino Cannone