L'analisi

Il "restyling" della Giunta Comunale? Un rimpasto a tutti gli effetti

Fanno ingresso in consiglio Antonio Nespoli e Andrea Barchetta per la lista "Andria in Movimento" e Nico Lotito per la lista "Catuma 2015"

Politica
Andria martedì 10 luglio 2018
di Sabino Liso
Giunta Giorgino
Giunta Giorgino © AndriaLive

Fuori Beppe Raimondi, Paola Albo, Sefi Buonomo e Mariateresa Forlano. Giorgino ha deciso, in definitiva, di optare per il rimpasto in Giunta malgrado avesse azzerato la stessa lo scorso 16 giugno. Evidentemente, i quattro esclusi erano tanto "scarsi" da aver contribuito all’ostruzionismo dei lavori amministrativi assieme ai dirigenti, mentre gli altri assessori si sono rivelati duttili e funzionali in altri settori: vedi Del Giudice all’Ambiente dopo che probabilmente non è stato efficiente alla Cultura e al Turismo; Lopetuso ai Lavori Pubblici e riconfermato però allo Sport: era l’Ambiente il settore in cui peccava; la Magliano meglio alla Cultura che alle Politiche Sociali.

“Premiata”, si fa per dire, anche la coerenza politica vista l’entrata in giunta di Giovanna Bruno e Francesco Lullo dichiaratisi appartenenti al gruppo misto e quindi non più rappresentativi del centrodestra. Ricompensati, discutibilmente, a seguito della loro coerenza nel rivendicare un posto assessorile.

Il rimescolamento delle carte in Giunta porta agli ingressi in consiglio comunale dell’avv.to Antonio Nespoli e di Andrea Barchetta (entrambi di Andria in Movimento e al posto di Giovanna Bruno e Francesco Lullo) e di Nico Lotito di Catuma 2015 (al posto di Magda Merafina). Andria in Movimento, dunque, acquista 2 nuovi consiglieri comunali che vanno ad aggiungersi a Luigi Di Noia e all’avv.to Francesco Pollice.

L'agnello sacrificale dell'operazione politica sui nuovi ingressi in consiglio è stata l'ormai ex assessore Paola Albo. Insomma un minestrone senza precedenti che potrebbe risultare indigesto allo stesso sindaco il quale, come anticipavamo, dovrà ora fare i conti con gli equilibri di bilancio, a fine mese.

Troppi mal di pancia tra i consiglieri esclusi e, soprattutto, troppe questioni che aspettano una risoluzione: i dehors, la questione rifiuti, la manutenzione del verde pubblico, le opere pubbliche incompiute e quelle da iniziare. Basterebbe farsi un giro per le vie della città per riscontrare le annose questioni legate alla manutenzione del manto stradale, ad esempio; ma anche la manutenzione dei marciapiedi pubblici: in centro le radici degli alberi spingono i mattoni e sono causa di cadute serie, quotidianamente; in centro storico sarebbe dovuta partire definitivamente la Ztl e, invece, ancora nulla. L’elenco dei punti di debolezza nella città federiciana si allunga sempre più… All’azione amministrativa viene chiesta serietà e dedizione.

Nel lungo post in cui Giorgino azzerava la giunta, scriveva: «Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Oggi, come non mai, occorrono però umiltà, preparazione e lungimiranza». Cos’è cambiato nel frattempo? Gli assessori rientrati saranno stati adeguatamente istruiti da un preparatore atletico d’eccellenza? Qual è la posizione attuale di Nino Marmo dopo il suo duro intervento sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno e da noi riportato, in cui denunciava un atteggiamento di sfida da parte del primo cittadino: «È doveroso rimarcare che in politica, vale il principio del “Primus Inter pares”, primo sì, ma sempre tra pari, giammai il primo sopra e tutti gli altri sotto!». Che sarà successo, nel frattempo?

Facciamo i seri e pensiamo, veramente, al bene della città e dei suoi cittadini. Non abbiamo l’anello al naso e non crediamo che basti un post democristiano per sistemare la politica cittadina che era, e resta, purtroppo, ad un punto morto!

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I commenti degli utenti
  • Sabino Cannone ha scritto il 10 luglio 2018 alle 06:55 :

    Molto coerente con lo slogan che portò Giorgino alla guida dell'Amministrazione :"Cambiare cambia, cambia". Però ha dimenticato il resto delle declinazioni e coniugazioni: cambierò, cambiai, cambiavo, cambiassi, cambiando, cambiato, cambierei,.. e le cambiali da pagare per i prossimi trent'anni per 150 milioni di euro(compresi gli interessi passivi)?! Ah mamm l'ucchj Rispondi a Sabino Cannone