Sabato 28 ottobre, alle 21:30, nella splendida cornice dell’Officina San Domenico.

Il cantautore milanese Marco Massa in scena all’Officina San Domenico

Brani originali intervallati da alcuni omaggi scelti con attenzione fra i più belli della canzone d'autore di Tenco e Ciampi, di Pino Daniele e Lucio Dalla, come fra quelli di Chet Baker o di Cole Porter

Spettacolo
Andria venerdì 27 ottobre 2017
di La Redazione
Marco Massa
Marco Massa © n.c.

Si chiama “S(u)ono quello che mi pare” l’ultimo tour del cantautore milanese Marco Massa, che lo ha visto recentemente acclamato protagonista in tempi sacri della musica come la “Casa del Jazz” di Roma, il “Blue Note” di Milano e acclamato in diversi luoghi della Sicilia. Sabato 28 ottobre, alle 21:30, sarà la volta di Andria, nella splendida cornice dell’Officina San Domenico.

Per l’occasione sarà coadiuvato da un nuovo straordinario quartetto formato da amici di vecchia data come il contrabbassista Massimo Moriconi (tra i contrabbassisti jazz più rappresentativi del nostro paese, da oltre trent’anni collaboratore di Mina), il chitarrista Pietro La Pietra (già con Fausto Leali, Alex Baroni, Gino Paoli, Gianni Morandi) e il batterista Franncesco D’Auria (attivo in ambito jazz, vantando collaborazioni prestigiose con Paolo Fresu, Gabriele Mirabassi, Michel Godard).

Il suo ultimo album “Sono Cose Delicate” è stato accolto con entusiasmo dalla critica specializzata. Giandomenico Curi, sul Venerdì di Repubblica, ha scritto di Massa che “esprime una poetica limpida, sincera, raffinata, attraverso la quale, senza particolari artifici, riporta al centro dell’attenzione una quotidianità che spesso diamo per scontata, le nostre città, il tempo che viviamo, ma anche i sentimenti più profondi e la musica come forma d’arte”.

Sei album all’attivo in carriera Marco Massa, dai quali pescherà per il repertorio di sabato sera. Brani originali intervallati da alcuni omaggi scelti con attenzione fra i più belli della canzone d'autore di Tenco e Ciampi, di Pino Daniele e Lucio Dalla, come fra quelli di Chet Baker o di Cole Porter. Una cifra stilistica basata su un approccio totalmente libero nell’affrontare il mondo della canzone, nel quale far convivere parole, suggestioni etniche, improvvisazione jazz e ogni tipo di influenza che catturi la sua attenzione.

Dunque appuntamento a sabato per un concerto coinvolgente capace di portare il pubblico in un immaginario in bilico tra suggestioni west coast, raffinatezza del jazz e il meglio della tradizione cantautorale nazionale.

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