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La Rubrica

Quando mi suggeriscono di tenere una rubrica, mi spavento un po’.
Le cose da dire sono tante, gli entusiasmi e le rabbie, le proposte e i lamenti, si intrecciano così strettamente. Scrivere significa dipanare la matassa, selezionare, dare ordine e priorità, chiarire e chiarirsi le  idee. Non facile di questi tempi.

Ogni volta che devi asserire proporre, suggerire  qualcosa ne senti l’importanza e il peso, ti esponi al giudizio e alla responsabilità di quello che dici. Nonostante anni di “esercizio” nella politica e nelle responsabilità pesanti di un sindaco, questo tremito e incertezza non  si affievoliscono. Poi le corde interne della passione mai sopita riprendono a vibrare.  La opportunità di chiarire idee, proposte, critiche e specialmente di innescare riflessioni, discussioni anche a volta polemiche, subito mi sembra un antidoto al silenzio di pensiero che ci circonda, allo spesso strato di disillusione, rabbia e rassegnazione che sembra aver coperto, come cenere vulcanica, la partecipazione e la possibilità di costruire insieme un futuro.

Vorrei cercare di fare questo, a partire dalla mia esperienza, con i miei limiti e la mia curiosità mai sopita. Proverò a parlare di contenuti, ad essere indipendente dalle appartenenze, attento al senso e ai destinatari delle posizioni, critiche e proposte.

La città  e il territorio sono in una spirale di declino. Ad ogni giro il cerchio si fa più stretto, e al momento non si vedono all’orizzonte progetti e possibilità di reazione. La discussione pubblica è fatta di frammenti, di prese di posizione. Chi governa sembra ripiegato sul quotidiano e sui frammenti, la opposizione è praticamente inibita. Molti hanno idee, valori, contenuti, pochi li confrontano e cercano, cooperando con altri, di trasformarli in azioni e in prese di responsabilità.

Mi rendo conto di non usare il migliore linguaggio possibile per la rete e la velocità delle  nuove tecnologie. Non sono “cool” le mie frasi  e le immagini, ma cercheranno di non  fare sensazione sull’immediato o di fare mera propaganda. Non serve a niente e non confonde più nessuno.

Non è vero che c’è meno attenzione o meno bisogno di in/formazione, di confronto sui contenuti. Dai mille rivoli della rete, da questa modernità liquida senza respiro, vedo sempre di più una richiesta di senso, di capire, di scegliere, di partecipare, sento sempre più una volontà di reazione, che leggo nei ragazzi e che ho imparato a riconoscere nelle parole dei miei figli.

Una rubrica volta alla comunicazione, alla rete, senza filtri e infingimenti, è per me un modo per fare “politica”, nel senso di provocare e partecipare a confronti sulle cose, e imparare dal contatto fecondo con tante altre menti e persone. Significa partecipare, riprendere  a combattere con le armi che conosco.
Si, perché prima libertà non era solo una croce su un nome sulla scheda elettorale (ora neanche quello). Adesso, nel tempo liquido e informe della rete, non è solo un click  anonimo su un blog comandato da altri, altrettanto lontani e sconosciuti- “Libertà è partecipazione” (G. Gaber), quali siano i metodi, voto , click, proposte, decisioni… Ecco cosa vorrei fare, partecipare e promuovere partecipazione, con gli strumenti migliori, le nostre idee, la nostra responsabilità, la nostra libertà. 

L'Autore

Nato ad Andria il 10 Marzo 1957
Coniugato con Anna Maria Dalò
Due figli : Adriana 26 anni e Alessandro 21 anni
Diploma di perito industriale in Telecomunicazioni
Laurea in Economia e Commercio
Professione: Economista – consulenza economica - finanziaria  - fiscale -  strategica
Attività lavorative ricoperte: garzone di bottega  - operaio alle segherie, operaio agricolo, impiegato , impiegato statale, direttore amministrativo scuola pubblica – libero professionista
Attività politiche:  alla età di 15anni nella Federazione Giovanile Comunista  - poi iscritto e dirigente del P.C.I. per il quale è stato consigliere comunale  e provinciale
Vice sindaco nella Amministrazione con sindaco Sinisi
Sindaco di Andria per due mandati dal 1996 al 2005
Assessore alle Politiche comunitarie della Provincia di Bari
Dopo lo scioglimento dei Democratici di Sinistra non  ha aderito a nessun altro partito
Attualmente diviso tra l’avversione alla politica per quello che è diventata, e la necessità di impegno e responsabilità per cambiare le cose.

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