Le travi dipinte della chiesa San Francesco

Un tesoro nascosto

Antonella Casucci Impara l'Arte e...
Andria - venerdì 07 marzo 2014
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Le travi dipinte del soffitto ligneo della chiesa di S. Francesco di Andria sono da considerarsi  un tesoro nascosto, riportato alla luce, in seguito all’intervento di restauro datato 1987-1991. Sicuramente si tratta di un aspetto tra i meno noti della storia dell’arte della nostra città sia per la mancanza di documenti della costruzione della chiesa, dovuta a cause di varia natura, e sia perché spesso si considera un esempio di arte minore.

La scoperta delle capriate lignee dipinte avvenne durante i lavori di restauro della chiesa e del campanile, grazie all’interesse dell’allora parroco, mons. Fuzio, che si rese conto delle gravi lesioni nella facciata principale della chiesa che rischiavano di minarne la stabilità. Con la costruzione dei ponteggi, una volta raggiunto il livello delle coperture, si scoprì che le capriate e le strutture lignee poste a sostegno del tetto erano marcite a causa degli inconvenienti legati alla natura stessa del legno, materiale altamente deperibile.

Questo obbligò ad una revisione del precedente progetto di risanamento in quanto si ritenne necessaria la completa ricostruzione della copertura della chiesa con la sostituzione di tutte le capriate lignee con nuove capriate metalliche.
Con il restauro, le vecchie travi, segate e liberate dalle parti deteriorate dai tarli, sono state inserite tra una capriata metallica e l’altra.

L’insieme del soffitto a capriate dipinte, unico esistito nella città di Andria, è stato visibile nella sua interezza per quattro secoli ovvero fino ad un ammodernamento di gusto barocco (1749-1752) che, tra le altre trasformazioni, comportò anche la costruzione di una volta a botte che andò a coprire l’antico soffitto.

Ma perché mai si dipingevano le travi di un soffitto?
I  disegni sulle travi con la loro cromia, potevano essere infatti dorati o colorati, erano un modo per dare luce alla semioscurità degli edifici sacri creati per favorire il raccoglimento del devoto con Dio ed erano realizzati per l’abbellimento delle costruzioni medievali religiose, come le suppellettili, i tessuti preziosi e il pavimento colorato, facendo da contrasto e da ornamento alle pietre nude che caratterizzavano le chiese gotiche.
Il periodo in cui questa forma di arte decorativa si è diffusa è compreso tra il XII e il XVII secolo, curiosamente solo in Spagna e Italia con l’eccezione delle travi dipinte della chiesa della SS. Trinità di Zara scoperte nel 1970 e risalenti all’VIII secolo d.C.

In Italia c’è stata una ricca produzione: il Veneto, la Toscana con il duomo di Pisa e la cattedrale di Pistoia e ancora l’Umbria e il Lazio settentrionale. In Sicilia i decori sulle travi hanno proliferato anche in esempi di edilizia civile: Palermo con i soffitti della Cappella Palatina, le cattedrali di Cefalù e Monreale, ma solo per citarne alcuni. Avvicinandoci alla nostra Puglia, uno tra tutti, l’esempio della cattedrale di Matera il cui soffitto a capriate dipinte fu, anche in questo caso, occultato dal controsoffitto settecentesco. In Puglia la presenza di queste ornamentazioni si è avuta maggiormente nelle chiese. Nella cattedrale di Otranto, dove il soffitto ligneo ornato venne creato per armonizzarsi al  più famoso pavimento musivo, resta solo una trave; nelle cattedrali di Bari e di Taranto, corredate anch’esse di un soffitto ligneo, non ne restano tracce.

La pittura che ornava le travi, avendo avuto pura funzione decorativa, non ha seguito pedissequamente i modelli ispirati ad immagini didascaliche e didattiche che invece trovavano posto lungo le pareti interne del luogo sacro con immagini sulla vita del santo o ispirate ai testi sacri, ma riportava una varietà di temi figurativi: semplici figure umane alternate ad immagini di santi e madonne, scene di combattimento tra cavalieri e animali mostruosi; stemmi nobiliari o lo stemma del vescovo in carica al momento della loro realizzazione.

La funzione ornamentale delle travi dipinte dei soffitti lignei vale anche nel caso delle travi dipinte in oggetto; nel nostro caso specifico è interessante notare che molti frammenti di travi presentano elementi decorativi in alcuni casi più ricchi figurativamente, mentre altri sono solo abbozzi di decorazioni tra cui spiccano motivi floreali, vegetali e geometrici, ma anche raffigurazioni zoomorfe come lupi, un serpente, caproni, un’aquila e animali fantastici. A significare una valenza più strettamente devozionale delle travi, sono quei pochissimi frammenti, probabilmente relativi alla capriata principale, e quindi con tutta probabilità quelli più in vista, che presentano, invece, scene ispirate alla iconografia francescana con la raffigurazione di S. Francesco e dei devoti. Considerando che alcuni studiosi locali le ritenevano scomparse, il rinvenimento delle travi dipinte del soffitto della chiesa di San Francesco e il lavoro che ha portato al loro recupero assume un’importanza fondamentale non solo per il patrimonio artistico cittadino, ma anche per la storia dell’arte italiana.

 

 


Bibliografia
Beatrice Andriano Cestari, Le travi dipinte della Chiesa di San Francesco di Andria, Barletta 2004

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