Il vino rosso e i suoi vantaggi

Un consumo moderato regolarizza le funzionalità intestinali, disintossica e purifica l’organismo e previene anche l’incidenza di alcune malattie tumorali

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 30 giugno 2017
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Alcuni geroglifici egiziani risalenti al 2500 a.C. descrivono già vari tipi di vino. Nell'antico Egitto la pratica della vinificazione era talmente consolidata che nel corredo funebre del re Tutankamon (1339 a.C.) erano incluse delle anfore contenenti vino con riportata la zona di provenienza, l'annata e il produttore; qualcuna conteneva del vino invecchiato da parecchi anni. Dall'Egitto la pratica della vinificazione si diffuse presso gli Ebrei, gli Arabi e i Greci. Questi dedicarono al vino una divinità: Dionisio, Dio della convivialità. Contemporaneamente, nel cuore del mediterraneo, la vite iniziava dalla Sicilia il suo viaggio verso l'Europa, diffondendosi prima presso i Sabini, poi presso gli Etruschi. I Romani erano a conoscenza delle proprietà battericida del vino e come consuetudine lo portavano nelle loro campagne come bevanda dei legionari. I greci, mescolandolo con varie erbe medicinali lo utilizzavano principalmente per i problemi digestivi.

Uva rossa

L’uva rossa è molto ricca di zuccheri (glucosio, levulosio, mannosio); acidi organici, sali minerali: potassio, ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, iodio, silicio, cloro, arsenico, boro (agevola l’assorbimento del calcio nelle ossa e aiuta a prevenire l’osteoporosi. Questo minerale è capace anche di ricavare tutta l’energia dagli zuccheri che servirà a mantenere efficiente la funzionalità cerebrale e mnemonica.), vitamina A, vitamine del gruppo B e C, tannini (nella buccia), polifenoli.

Regolarizza le funzionalità intestinali, disintossica e purifica l’organismo e previene anche l’incidenza di alcune malattie tumorali. Contrasta la fragilità capillare e l’insufficienza venosa negli arti inferiori, combatte linvecchiamento cutaneo e la perdita di elasticità dei tessuti. Ne viene consigliato il suo consumo anche e soprattutto a chi soffre di stitichezza e in generale di disturbi digestivi.

L’estratto di uva viene utilizzato nell’ambito della cosmesi per le formulazioni di creme, lozioni e prodotti per il make up ad azione schiarente, ma anche in tanti preparati specifici per pelli impure e seborroiche.

Vino rosso

Il vino è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione batterica dell'uva raccolta dalla vitis vinifera; può essere bianco, rosato o rosso, a seconda del tipo di uva e della tecnica di vinificazione, che assieme determinano la qualità e la quantità dei pigmenti fenolici.

I polifenoli, composti chimici presenti nei chicchi d'uva e nei raspi, in particolare nelle bucce e nei semi, conferiscono le caratteristiche organolettiche al vino e quindi il colore, l'olfatto e il gusto, oltre a dare l'astringenza, i tannini e l'amaro o il senso di “piccante” da questi derivato e svolgono tre importantissime funzioni: Antiossidante; Anticancerogena; Antiaterogena. Sono presenti sia in quantità che in varietà decisamente maggiori nell’uva rossa, e quindi nel vino rosso, rispetto a quella bianca.

Il vino rosso è composto da acqua per l’86,5%, da zuccheri, sali minerali (sodio, calcio, fosforo, zinco, potassio, ferro, magnesio e selenio), lieviti, enzimi, fermenti, vitamine: A, E ( aiuta a ripulire il sangue, prevenire i coaguli e proteggere i tessuti dei vasi sanguigni), vitamine del gruppo B, vitamina K e vitamina J, alcool in una percentuale del 10-12% (100 ml di prodotto apportano 85 calorie). L’alcool non è un nutriente essenziale per l’alimentazione umana ed i suoi effetti sull’organismo dipendono dalle condizioni di assunzione (acuta o cronica), dalla quantità ingerita (moderata o abbondante), dalla circostanza (durante i pasti o a digiuno) e da molti altri fattori individuali (sesso, età, suscettibilità genetica, ecc.). Il vino rosso riduce il livello del colesterolo LDL, contribuisce alla prevenzione dell’ipertensione e dei disturbi circolatori dovuti alla calcificazione vascolare (stenosi, trombosi e ictus cerebrale), e aiuta a prevenire le malattie cardiache. Un solo bicchiere di vino può quindi migliorare notevolmente la salute del nostro apparato cardiovascolare.

Il vino purifica i reni, previene i calcoli renali ed aumenta l'efficacia dei processi della disintossicazione naturale. Altre patologie in cui il vino interviene positivamente sono l’osteoporosi e la menopausa; sembra infatti che il rasveratrolo contenuto nella buccia abbia un’azione simile agli estrogeni e diminuisca le tipiche vampate.

Un bicchiere di vino rosso al giorno, ed anche questo grazie agli antiossidanti, rallenta notevolmente l'invecchiamento della pelle, previene la formazione delle rughe, sbiadisce le cicatrici. Il suo effetto disintossicante può avere un impatto molto positivo nel trattamento delle acne. Il vino rosso previene anche le carie, ed un altro vantaggio è che non fa ingrassare, anzi, siccome elimina dal corpo l’acqua stagnante, può contribuire alla perdita di peso. Migliora le funzioni digestive a partire dalla bocca dove aumenta la salivazione per continuare nello stomaco dove aumenta la secrezione di gastrina e succhi gastrici. A piccole dosi, inoltre, puo’ avere un’azione tranquillante e ridurre la fame nervosa.

Per beneficiare dell’effetto cardioprotettivo dell’alcool, le linee guida della Società Europea di Cardiologia sulla Prevenzione Cardiovascolare suggeriscono di limitare il consumo di alcolici fino ad un massimo di 30 grammi di etanolo al giorno per gli uomini (pari a 2-3 bicchieri di vino/birra), e 20 grammi al giorno per le donne (pari a 1-2 bicchieri di vino/birra).

Fino ad ora abbiamo discusso dei vantaggi che il vino procura alla nostra salute, vediamo invece quali e quanti sono i danni che l’abuso di sostanze alcooliche provoca sia in acuto che in cronico. Bevute smodate possono portare alla tossicosi acuta, e se l’eccesso diventa cronico si può arrivare alla dipendenza (all’alcolismo cronico). Quest’ultima condizione da un punto di vista medico è responsabile della comparsa di gravi malattie a carico del fegato (cirrosi o tumori steatosi; epatite alcolica) malattie che in gran parte sono determinate dall'alcool etilico soprattutto in soggetti con predisposizione genetica e in chi si alimenta poco e male. Oltre a queste malattie del fegato che sono le più frequenti l’abuso di sostanze alcoliche è in varia misura responsabile dello sviluppo di altre forme di tumore (bocca, faringe, esofago, stomaco, intestino, qualche volta anche di tumori del seno).

Da ricordare che l’abbinamento tabacco e abuso di alcol aumenta il rischio di tumori in maniera esponenziale.

In gravidanza – il vino non deve essere consumato dalle donne in gravidanza, perché l’alcol è molto pericoloso. Anche delle dosi limitate, infatti, potrebbero determinare delle malformazioni gravi al feto; In caso di patologie epatiche – l’alcol in generale non può essere consumato da chi soffre di patologie a carico del fegato, perché danneggia le cellule epatiche;

in caso di sovrappeso – il vino rosso è controindicato per chi vuole dimagrire, a causa del suo contenuto di alcol, che apporta 9 kcal per ogni grammo.

Il vino è la bevanda alcolica più antica della storia dell’umanità ed è un vero medicinale naturale se consumato con la dovuta premura e parsimonia.

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