La scissione del borderline

Rientra in te, nel tuo profondo e impara prima a conoscerti, e allora capirai perché ti accade di doverti ammalare; e forse anche potrai evitare di ammalarti. P.Ricoeur, Della interpretazione, Saggio su Freud.​

Liliana D'avanzo La rubrica delle carezze
Andria - venerdì 07 luglio 2017
borderline
borderline © n.c.

Le persone che hanno un disturbo di personalità seguono un modello di rappresentazione mentale, di comportamento e di esperienza interiore che devia decisamente rispetto alle norme della cultura di appartenenza. Si tratta quindi di un disturbo rigido, diffuso su cui è radicata la personalità dell’individuo e di conseguenza la sua organizzazione mentale e il suo equilibrio.

Approfondiamo il disturbo di personalità borderline. La patologia borderline è considerata un disturbo della personalità con caratteristiche proprie, nel quale predominano elementi di impulsività e instabilità. Questa instabilità si manifesta in ambito relazionale, umorale e nella percezione di sé.

Secondo il DSM IV il soggetto teme un abbandono reale o immaginario e per evitarlo compie tentativi disperati. Il borderline ha buchi relazionali, ha avuto una figura genitoriale ambivalente, alcune volte c’è, altre volte non c’è; a volte risponde in sintonia, a volte no. Le relazioni interpersonali sono caratterizzate da una profonda instabilità. Esse appaiono intense e contraddistinte da momenti di idealizzazione e supervalutazione dell’altro, che tuttavia non sono duraturi ma spesso si trasformano nell’estremo opposto giungendo fino al disprezzo. Anche la percezione di sé appare instabile in quanto oscillante tra opposte e parziali identità. La persona mostra impulsività in almeno due di questi campi: abuso da sostanze, tendenza ad abbuffarsi, guida spericolata, sessualità, aggressività e prodigalità che sfocia nello sperpero. Mostra spesso atteggiamenti minacciosi e compie non di rado tentativi di suicidio, o automutilazione.

La sua instabilità affettiva lo porta ad alternare momenti di intensa disforia ad altri di tristezza, irritazione o ansia generalizzata. Tuttavia lo stato umorale più frequente è quello rabbioso, connotato da violenti accessi di ira che possono condurre allo scontro fisico. Sono presenti anche sentimenti cronici di vuoto, e in situazioni di stress particolarmente intenso, possono comparire un tipo di ideazione paranoide o sintomi dissociativi temporanei ma gravi. Il disturbo può avere diversi livelli di gravità, e situarsi più vicino a una dimensione nevrotica, o più vicino a una dimensione psicotica. Per valutare la gravità della patologia e individuare l’eventuale rischio di scivolamento psicotico, una indicazione chiave è data dalla valutazione della funzionalità generale della persone nelle diverse aree: lavorativa, affettiva, cura di sé ecc.

Che tipo di intervento è opportuno attuare con il disturbo di personalità borderline?

L’intervento terapeutico dovrebbe avere gli obiettivi di promuovere l’integrazione dell’Io e sviluppare uno stabile rapporto con la realtà e la gestione degli impulsi (in particolare favorire la canalizzazione dell’aggressività). Un altro obiettivo terapeutico fondamentale è quello di favorire la costruzione di un oggetto integrato costante al quale l’utente si può rapportare stabilmente senza oscillare tra idealizzazione e svalutazione, tra il fagocitare distruttivamente e il temere l’abbandono. L’integrazione del Sé, può portare ad una percezione degli altri e di se stessi non più scissa ma integrata dove il buono e il cattivo non sono più separati in maniera netta. Importante è anche la rielaborazione dei problemi legati alla tematica abbandonica. Lo scopo finale è quello di favorire la costruzione di un’identità definita capace di un buon esame di realtà e di relazionarsi in modo adeguato. Il terapeuta deve dare una continuità nell'alleanza e nella relazione.

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