​Innocenti o colpevoli?

La natura la possiamo assolvere, perché segue le sue leggi, ma gli uomini e le donne che si propongono per il bene comune e per il benessere dei cittadini, no non possiamo assolverli

Geremia Acri Ho un debole per i deboli
Andria - venerdì 15 settembre 2017
© n.c.

Nubifragi, esondazioni, smottamenti, ponti che si sgretolano, strade a forma di formaggio emmental, alluvioni…, dichiarazioni stomachevoli, partite giocate con patate bollenti a colpi di rimpallo per cercare delle volte il capo espiatorio, altre il carnefice mai però leggere gli accaduti con ragionevolezza ed equilibrio. Chi dovrebbe essere il volto umano della democrazia partecipata ha deciso di essere l'apocalisse del nostro tempo, il quale forgia solo odio e distruzione morale pur di difendere il proprio consenso elettorale.

La natura la possiamo assolvere, perché segue le sue leggi, ma gli uomini e le donne che si propongono per il bene comune e per il benessere dei cittadini, no non possiamo assolverli. Loro proprio no. Scene che si ripetono da sempre e ancor oggi rivediamo le stesse immagini e risentiamo le stesse parole. Che rivedremo ancora. Proclamano sicurezza, salvaguardia dell’ambiente, controllo spietato al terrorismo celando solo sicurezza dei loro lauti stipendi, dividendosi poltrone per il potere di un paese allo sbando, che ha smarrito Verità e Giustizia.

In questa catastrofe sociale dove duellano, corrotti e pervertiti dalla sete di possesso c’è la grandezza dei volontari italiani di ogni associazione, di ogni sigla, angeli sporchi e sudici di impegno e responsabilità ma dal volto luminoso, che scelgono nella vita di donare se stessi, nella gratuità delle azioni, nella semplicità dei pensieri.

Una forza disarmante quella dei volontari capace di illuminare il tripudio disumano, che si è invertebrato a manciate di mazzette e accordi sottintesi per l’affermazione di un sistema sociale famelico e di dominio.

Le azioni e le voci dei volontari dovrebbero essere il pungolo, lo stimolo, l’incoraggiamento per il cambiamento del pensiero dominante, che non tiene più al bene comune ma al bene personale. La logica dei volontari capovolge la logica del sistema regnante, lo sfida con la disponibilità senza colori partitici e lo vince senza elemosinare promesse oppure favori in cambio. I volontari potrebbero essere visti come i vinti di una democrazia ormai martoriata dalle urla imperanti di razzismo, indifferenza e violenza inaudita. I volontari sono quella parte di Italia, che ancora sogna e aspira alla Giustizia Sociale, alle Pari Opportunità, alla Solidarietà, al Dialogo, alla Pace. I volontari potremmo dire, che difendendo i pilastri della nostra Costituzione ma nessuno, se ne accorge perché oberati da un analfabetismo funzionale, che sta distruggendo tutto e tutti.

Forse è il tempo che l’Italia come Nazione e come Stato si faccia sostenere fattivamente da questi volontari, non solo nei casi di emergenza come terremoti, alluvioni ecc…ma sempre per recuperare nuova credibilità istituzionale, per testimoniare ancora con ventate di libertà, di bellezza, e di ragione un Italia migliore, e pulito.

Non è a rischio “la tenuta democratica del nostro Paese”, ma è a rischio la nostra vita.

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