Tra vizi orali e terapia miofunzionale

“Se lo hai sempre fatto in quel modo, è probabilmente sbagliato” (C. Kettering)

Studio Propsy ​Penso, Reagisco, Ottengo
Andria - venerdì 20 ottobre 2017
© n.c.

Vi è mai capitato di dormire con la bocca aperta, oppure di mordervi il labbro, piuttosto che una matita o una penna, o di mangiarvi le unghie?

Questi possono sembrare gesti banali, che si compiono senza rendersene conto, ma, in realtà, così banali non sono.

Tali azioni avvengono non solo negli adulti, ma anche nei bambini, per esempio quando sono abituati a portare il ciuccio per molto tempo, anche dopo i 2 anni, oppure quando si succhiano il pollice o oggetti vari.

Tutte queste situazioni prendono il nome di abitudini viziate o vizi orali, cioè comportamenti che, se prolungati nel tempo, possono causare delle importanti modificazioni a livello della muscolatura e dell’ossatura facciale e del cavo orale, andando ad alterare quelle che sono le funzioni orali (respirazione, deglutizione, masticazione, articolazione dei suoni, mimica).

Una delle conseguenze più diffuse e più comuni del persistere delle abitudini viziate è la deglutizione disfunzionale. In questa situazione, mentre si ingoia, la lingua spinge in avanti contro i denti (come fanno i neonati quando succhiano il latte dal seno della loro mamma o dal biberon) anziché spingere contro il palato, portando allo spostamento dei denti stessi, alla modificazione della forma del palato, a frequenti mal di testa, a problemi posturali (cifosi, scoliosi) e all’alterazione dell’articolazione di alcuni suoni come per esempio /t/, /d/, /s/, /z/, /l/, /r/. In un giorno ingoiamo almeno 2000 volte, quindi, capiamo bene, come un’azione sbagliata della lingua, che è un muscolo, porta a conseguenze importanti. Non dimentichiamo, inoltre, che “In ogni battaglia tra il muscolo e l’osso, vince sempre il muscolo” (D. Garliner).

Come si possono eliminare i vizi orali e, quindi, correggere la deglutizione?

In questo caso, gioco forza lo fa il team multidisciplinare formato da diverse figure specializzate come il dentista, l’ortodontista e il foniatra che valutano la parte medica ed anatomica degli organi coinvolti; e il logopedista che, invece, si occupa delle abitudini viziate e dell’aspetto funzionale della deglutizione.

Il primo passo da fare è eliminare i vizi orali. Per fare questo fondamentale è la motivazione. Senza questa, qualsiasi trattamento è destinato a fallire. Soprattutto con i bambini, non esistono regole fisse per stimolare la motivazione, l’importante è basarsi sulle esperienze di vita quotidiana del bambino stesso e mostrare gli effetti negativi di quelle abitudini. Questo, prima viene fatto, e più probabilità ci sono di avere risultati positivi anche sulla muscolatura.

Per quanto riguarda la deglutizione, invece, importante è la terapia miofunzionale (TMF).

Che cos’e’ la terapia miofunzionale?

La TMF è un programma educativo-rieducativo, svolto dal logopedista direttamente con il soggetto attraverso degli esercizi, che ha lo scopo di ristabilire il giusto utilizzo dei muscoli facciali e quindi si ripristinare le funzioni orali. Altro obiettivo importante è quello di favorire una respirazione nasale anziché orale. A volte, se necessario, è utile affiancare la TMF all’intervento dell’ortodontista con eventuali apparecchi.

A che età si può cominciare la terapia?

L’età non è un fattore importante per l’inizio della TMF. Non solo i bambini, ma anche gli adolescenti e gli adulti possono trovare dei benefici. Tuttavia, è anche vero che nei bambini ci deve essere un grado di consapevolezza tale da poter ricevere una terapia di questo tipo. Nel caso di bambini più piccoli (3-4 anni) si punta a valutare se sono pronti ad abbandonare i vizi orali, fondamentale per prevenire danni più gravi. Importante invece è l’impegno costante per tutta la durata della terapia.

Non meno importante è il ruolo della famiglia. È essenziale avere una collaborazione e motivazione anche da parte dei familiari che vivono quotidianamente con il paziente, soprattutto nel caso di bambini e adolescenti.

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