Dalle idee alle parole

Le difficoltà dei bambini nella produzione di un testo

Studio Propsy ​Penso, Reagisco, Ottengo
Andria - venerdì 15 dicembre 2017
dalle idee alle parole
dalle idee alle parole © n.c.

Sin dai primi anni di scuola i bambini sono addestrati a scrivere velocemente e sotto dettatura. L’attenzione, difatti, è rivolta principalmente ai temuti “orrori ortografici”, che con quel bel rosso colorano i circuiti della memoria formando impronte indelebili.

Cosa succede quando si chiede ad un bambino di scrivere spontaneamente un testo?

Per molti allievi questa è un’impresa davvero ardua, ma diventa ancora più difficoltosa per bambini con difficoltà di apprendimento: il titolo spesso strano e difficile da capire, le idee che non vengono o che comunque arrivano in modo confuso e a cui non si riesce dare un ordine, le varie parti che non si riescono ad unire logicamente tra loro, la difficoltà ad iniziare e a concludere … e molto altro. La scrittura non è una semplice trasposizione della lingua parlata, non coincide solo con il testo scritto, ma include operazioni cognitive (come la pianificazione, la definizione di uno o più obiettivi, la formulazione di idee, ecc.) di cui il testo scritto è solo il prodotto finale.

Il modello di scrittura spontanea di Hayes e Flowers del 1980, poi adattata dal prof. Cesare Cornoldi nel 2009, mette in evidenza come la capacità di produzione scritta sia il risultato di una serie di fattori generali (conoscenze, linguaggio, memoria, metacognizione) che influenzano tre categorie di processi psicologici: i processi neuropsicologici basilari (come la generazione di idee e la pianificazione), la trascrizione (fortemente influenzata dalle competenze linguistiche) e la revisione.

Quali strategie si possono utilizzare per aiutare il bambino a produrre un testo scritto?

L’espressione scritta è probabilmente l’abilità più difficile da insegnare perché è la forma più complessa di comunicazione. Necessita di una gradualità, richiede un percorso mirato e una messa a punto di strategie e attività diversificate in base ai prerequisiti e alle conoscenze dei bambini.

È importante allenare i bambini con attività di potenziamento per ogni step:

  • Ideazione dei contenuti, ovvero il momento più creativo e costruttivo, in cui il bambino genera le idee (ad es. si può utilizzare la tecnica del brainstorming).
  • Pianificazione delle idee, attraverso l’utilizzo di scalette o mappe, in cui si cerca di dare un ordine a tutte le idee emerse.
  • Produzione del testo, seguendo i momenti pianificati e stabiliti nella fase precedente, si collegano e si arricchiscono i contenuti, scegliendo modalità linguistiche e comunicative aderenti al tema in oggetto.
  • Revisione, intesa sia come controllo delle proprietà linguistiche sia come adeguatezza generale del testo prodotto rispetto all’obiettivo richiesto.

Ogni bambino apprende a suo modo, con i suoi tempi e con strumenti adeguati alle sue competenze e abilità. L’esperto deve adattare il percorso tenendo conto di tutte le variabili che incidono sulle modalità di apprendimento: l’età, le competenze cognitive e metacognitive, le abilità strumentali di letto-scrittura, il livello di attenzione, la memoria di lavoro e, non meno importante, la motivazione. Curiosità e interesse innescano dei circuiti di apprendimento molto forti e duraturi, perché il ricordo è associato a un’emozione piacevole. I bambini hanno bisogno di essere stimolati, incuriositi, motivati, e solo così l’apprendimento risulterà significativo.

Altri articoli
Gli articoli più letti