Un presepe ‘diverso’

Un presepe che rompe e disarma

Geremia Acri Ho un debole per i deboli
Andria - venerdì 22 dicembre 2017
il presepe diverso
il presepe diverso © n.c.

Il presepe più che un simbolo è il racconto della vicenda di un Fatto, di un evento che ha cambiato il corso della storia umana, prima di Cristo e dopo Cristo.

È una Notizia che continua a correre e a raccontare un fatto accaduto realmente, come tutti i grandi fatti importanti ed eccezionali che si tramandano in tanti luoghi, lingue e culture.

Il presepe è la notizia della nascita di Dio, l’Onnidebole bambino che, disturbò e rovinò la tranquillità dei potenti a tal punto da scatenare odio e programmare la sua eliminazione fisica.

Nel volto del Dio fattosi carne si cela la carne degli ultimi, di coloro i cui diritti sono sistematicamente violati e di quanti continuamente chiedono il “diritto dei diritti”, cioè la dignità. Il vagito del Bambino disturba e rovina ancora oggi le gerarchie di ogni sistema di potere, talvolta strumento di buon governo, spesso e volentieri arma per spadroneggiare sulle persone deboli e fragili. Il presepe è la rappresentazione della nascita di Gesù Cristo, il Dio che si è fatto uomo per l’umanità. I migranti viaggiatori sui barconi, i clochard italianissimi di cui nessuno se ne cura, i bambini uccisi nelle guerre e quelli che vengono dimenticati sono la ripresentazione, reale ed attuale, della Sua presenza nel mondo.

Il presepe continuerà ad essere il Dio con noi ed accanto noi, sarà sempre l’Atteso ma anche il disatteso.

A Natale nasce il Dio Povero, la cui immagine non è impressa in un calco di gesso, ma risplende sul volto dei poveri, gli umiliati, gli oppressi, i torturati, i perseguitati, i migranti, i disoccupati, le vittime dell’ingiustizia e di quanti non hanno voce.

È negli umili che Dio vuole essere accolto, onorato e amato.

In questa, cornice, reale i beneficiari della Comunità “Migrantesliberi”, di Andria ospiti di Casa Santa Croce – progetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati del Ministero dell’Interno) e delle Case di Accoglienza (CAS): Gandhi, Aylan, S. Andrea, R. Livatino e Santa Giuseppina Bakhita parteciperanno come attori del Presepe Vivente organizzato, dai Padri Agostiniani e dall’Associazione Madonna dei Miracoli, presso la Basilica di S. Maria dei Miracoli di Andria il 26 e 30 dicembre, e il 6-7 gennaio 2018. Le diverse scene del presepe vivente saranno rappresentate nella suggestiva “Valle di S. Margherita”.

L’evento per la comunità sociale ed ecclesiale, segna davvero una sommità alta di integrazione sociale e religiosa. Il mutuato contesto sociale e culturale fa nascere questa necessità. Infatti i giovani colorati della Comunità “Migrantesliberi”, protagonisti della scena, sono in gran parte musulmani, ma anche cristiani. Momenti, che ci ricordano di vivere secondo modelli di convivenza e scambio culturale per una crescita umana e spirituale.

La piena integrazione nel tessuto sociale, dei soggetti esclusi e marginali, passa inevitabilmente da un sistema che favorisce l’inclusione, per facilitare processi di pluralismo, dialogo e promozione umana.

Il presepe dovrebbero rompere i muri di indifferenza di una politica disumana e disarmare i fanatici religiosi, che attentano la pace del mondo.

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