Nuove truffe on line: l’incredibile caso dell’assegno clonato

Come cautelarsi nei confronti di alcuni venditori disonesti

Berardino Marilena Il consumatore tutelato ed informato
Andria - venerdì 05 gennaio 2018
assegno clonato
assegno clonato © n.c.

Sono sempre più numerosi i siti Internet che oggi offrono la possibilità, a privati cittadini e ad aziende, di pubblicare gratuitamente annunci di vendita di prodotti nuovi ed usati, consentendo agli internauti di concludere ottimi affari anche a distanza.

Tuttavia, è necessario porre la massima attenzione al contenuto delle varie inserzioni, soprattutto quando queste appaiono molto accattivanti. Spesso, infatti, si rischia di rimanere vittima di un’abile truffa realizzata con uno stratagemma che sembra ormai consolidato.

L’inserzionista offre la vendita di un prodotto sottocosto, generalmente si tratta di un motoveicolo o di autoveicolo, e dopo avervi rassicurato sulla sicurezza dell’acquisto e discusso i dettagli della consegna, vi chiede di recarvi in banca al fine di emettere un assegno circolare.

A distanza di circa tre/quattro giorni dall’appuntamento fissato per la conclusione dell’operazione, il venditore chiede delle garanzie, invitandovi ad inviare preventivamente la fotografia dell’assegno circolare tramite WhatsApp o via e-mail, secondo prassi oramai consolidate in ambito commerciale, al fine di verificarne il bene emesso. Ma attenzione! Dal quel momento potreste non avere più sue notizie.

A quel punto, essendo sfumato l’affare, tornerete presso la vostra banca per annullare l’assegno, e lì scoprirete che lo stesso è stato incassato da terzi, senza la presentazione dell’originale, in quanto l’assegno è stato clonato.

Ma vediamo come cautelarsi nei confronti di questi venditori disonesti.

In primo luogo è necessario fare attenzione all’importo della vendita e alle modalità di pagamento richieste: tali truffe avvengono, in genere, per compravendite di valore superiore ai 4.000/5.000 euro ed il mezzo di pagamento richiesto è, ovviamente, l’assegno circolare.

Se siete comunque fortemente intenzionati a concludere l’affare, fatevi trasmettere sempre un documento di riconoscimento, possibilmente il passaporto in quanto è di difficile falsificazione, a differenza della la carta di identità.

In mancanza, chiedete più documenti (carta di identità, patente, anche un certificato di residenza se siete in dubbio) e fatevi sempre rilasciare il codice fiscale.

Se il vostro venditore acconsente ad inviarvi la carta di identità, ricordate di verificare che questa sia valida. Come? Il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale Polizia Criminale – Servizio per il Sistema Informativo Interforze, offre un servizio che, seppur “puramente informativo” consente di verificare se il detto documento è stato rubato o smarrito. (consultabile al link: http://www.crimnet.dcpc.interno.gov.it/crimnet/ricerca-documenti-rubati-smarriti).

Tali truffe sono molto più frequenti di quanto si possa pensare, invero, di recente si è verificato un caso analogo e il nostro associato per il tramite della nostra associazione si è rivolto all’Arbitro Bancario Finanziario sporgendo reclamo per la restituzione della somma.

In conclusione, raccomandiamo la massima prudenza prima di una compravendita! Chiedete sempre una copia del documento di riconoscimento del vostro venditore, verificatene i dati, fate attenzione alle modalità della vendita …e ricordate che un assegno può essere facilmente clonato.