Perdite invisibili

L’evento dell’aborto spontaneo spesso tende a passare inosservato: : è stato molto trascurato e sottovalutato, infatti, l’impatto emotivo e il dolore che ha la notizia della morte del feto sullo stato mentale dei genitori

Gabriella Ieva Stanze di vita quotidiana
Andria - sabato 27 gennaio 2018
aborto spontaneo
aborto spontaneo © n.c.

In modo simile a quanto accade di fronte alla morte di un bambino già nato, il momento dell’ecografia con esito negativo rappresenta per quei genitori il crollo di tutte le fantasie riguardanti il nascituro e il collasso di tutti i progetti, i sogni e le speranze sul futuro del proprio figlio e della famiglia; questo costituisce un durissimo e difficile confronto che, oltretutto, spesso viene affrontato in totale solitudine.

Quello che mi ha colpito, infatti, nell’ascolto delle donne che hanno vissuto quest’esperienza, è soprattutto il livello di angoscia e la profondità della solitudine che questo evento invisibile dall’esterno, ma così traumatico e presente all’interno, era in grado di sollecitare.

L’evento dell’aborto spontaneo spesso tende a passare inosservato, non solo da parte delle persone emotivamente vicine alla coppia che lo subisce, ma anche da parte dello staff medico: è stato molto trascurato e sottovalutato, infatti, l’impatto emotivo e il dolore che ha la notizia della morte del feto sullo stato mentale dei genitori, soprattutto della madre.

Come emerge dalla maggior parte dei racconti delle future madri, molte settimane di incertezza e di sofferenza fisica, l’esperienza del raschiamento, la difficoltà di elaborare la perdita e l’immobilità forzata sono esperienze legate all’aborto che le altre persone non riescono a riconoscere completamente nell’importanza del significato individuale e specifico che ogni madre gli attribuisce.

Il senso di solitudine e di isolamento è legato non solo al sentirsi oggetto di critiche o sotto osservazione, ma anche all’impossibilità di condividere la loro esperienza ed i loro problemi, dal non sentirsi in grado di tollerare il confronto con le proprie madri o suocere, con altre coppie o amiche più fortunate, vissute come rivali più esperte che potrebbero mettere a rischio la loro identità. Sembra per loro impossibile comunicare e condividere, perché intorno le persone tendono a sdrammatizzare o, al contrario, ad aumentare le loro ansie con rimproveri e consigli, spesso in contrasto tra loro. La sensazione è che le persone intorno non sembrano poter o semplicemente voler ascoltare.

Questa esperienza di delusione legata alla difficoltà di comunicare e condividere con gli altri, spesso ha radici più profonde all’interno del vissuto di coppia: spesso è presente una divisione all’interno della coppia e la continua presenza di visioni profondamente divergenti sono accompagnate dalla difficoltà di mediazione. Le divergenze nel modo di soffrire rispetto a quello dei compagni rischiano di separare le coppie.

Questa “perdita invisibile” è accompagnata da tutte le fasi del lutto: elaborare la perdita e comprendere il significato ad essa attribuito, è molto importante per le donne e le coppie nel corso di una nuova gravidanza. L’esperienza della perdita e dell’incertezza circa la salute del feto, la profondità e la complessità del loro dolore e la paura di una nuova perdita, sono, infatti, associate a fantasie inconsce che rendono traumatico l’evento di una gravidanza.

Questo profondo e doloroso senso di solitudine sembra essere attenuato dalla possibilità di un ascolto profondo e non giudicante che ritrovano nel supporto psicologico, dal poter parlare delle proprie paure e angosce con una figura estranea alla cerchia familiare e agli amici, trovare contenimento per i sentimenti non sostenibili e per dover far fronte all’incertezza, utilizzare quello spazio a loro disposizione, assecondando la propria natura e le proprie risorse, seguendo il filo del proprio personale dolore.

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