Turismo locale, parliamone

La spesa turistica straniera nel territorio è crollata del 43,9%, e i pernottamenti calati del 62%. Dati in netta controtendenza con i trends nazionali e la dinamica del turismo Pugliese

Andria - venerdì 11 aprile 2014
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Una dopo l’altra tutte le indagini e le analisi economiche e sociali sul nostro territorio indicano  che è in corso un declino accelerato. Prima i dati su lavoro, poi sui redditi. Adesso la Banca di Italia pubblica le sue rilevazioni sul turismo internazionale nel nostro territorio, mostrando una realtà che è percepita da molti a pelle, ma che si evidenzia in tutta la sua nettezza con i numeri di BankItaliaLa spesa turistica straniera nel territorio è crollata del 43,9%, e i pernottamenti calati del 62%. Dati in netta controtendenza con i trends nazionali e la dinamica del turismo Pugliese, che invece mostra segni significativi di incremento. Si aggiunga che già il livello assoluto delle presenze turistiche nella provincia di Bat aveva uno zoccolo di partenza molto basso, pari sembra all’11% della media nazionale.

Nessuna reazione, o riflessione,  evidente da parte di soggetti collettivi, in particolare politici ed istituzionali.  In questi anni abbiamo assistito alla frammentazione di ogni iniziativa, al beccarsi tra loro di livelli istituzionali, alla scomparsa di ogni promozione integrata del territorio. Ultimo esempio è stata la polemica pubblica sulla partecipazione alla B.I.T. di Milano, quando all’Agenzia turistica è stato preferito il principio di “ognuno per sé” da comuni, provincia, e altri.  Se serve un ulteriore paradigma di come la politica sia terribilmente arretrata rispetto ai fabbisogni sociali emergenti, eccolo. Importa molto di più poter gestire le briciole di spesa per organizzare eventi che unire le forze per azioni di promozione efficace del territorio. Conta molto di più la propaganda spicciola, quell’insieme di simulazioni e banalità che vari assessorati mostrano, le piccole feste di propaganda spacciate per eventi, le mance di denaro pubblico (sempre meno) distribuite, che un programma di marketing territoriale orientato e sostenuto da qualità e integrazione.
Nessuno può fare industria turistica da sé e in solitudine. Solo se un territorio è percepito come sistema, come luogo di esperienza unico, come rete di accoglienza e stimoli, si sviluppa la domanda turistica.

Quando con il programma Europeo del Patto territoriale fu fondato il progetto di promozione turistica di Puglia imperiale era a questo che si puntava, per la prima volta città, operatori, attori del sistema turistico locale insieme per costruire immagine, posizionamento, incoming ed economia turistica. I punti forti erano un brand di sistema turistico, la promozione integrata dove le risorse culturali, ambientali, eno-gastronomiche, storiche del territorio erano un tutt’uno da percepire e da proporre, una Agenzia che doveva sostituire i deboli frammenti e integrare le risorse e le ambizioni tra operatori privati istituzioni e produttori culturali.  Non è stato così, alla fine la stessa Agenzia è divenuta, come le  altre Agenzie del territorio, una mera struttura aggiunta a tante altre. Pensare che erano state fondate per costruire una provincia senza assessorati, una moderna governance del territorio, e per fondere le migliori esperienze delle città.

SI può scrivere molto su cosa fare, comincio a fare semplici considerazioni che spero alzino l’asticella del dibattito.
Territorio – sistema : dove e come questa terra è percepita come meta turistica, dove trascorrete tempo ed esperienze? Nel migliore dei casi è conosciuto come luogo di transito, come a Castel del Monte
Promozione integrata: quando si sono proposti pacchetti turistici coordinati tra operatori, mobilità, istituzioni,  che rapporti con agenzie e tour operator internazionali?

Incoming – qualità: non ci sono attività e strutture di incoming, accoglienza,  del territorio, con programmi di permanenza fatti di benessere, enogastronomia, ambiente, cultura , storia, intrattenimento, ecc. ecc.
Si potrebbe continuare:  chi ha un database dei partecipanti a tante belle micro iniziative che vengono comunque svolte, dalle strade dell’Olio e  del Vino ad altri eventi? Chi coordina orari di apertura e funzionamento  dei siti? In quale evento internazionale questo territorio è stato proposto e percepito come meta di eccellenza? Come si è misurata la risposta di pubblico e turisti a campagne di promozione?  L’elenco sarebbe lungo, ma le risposte positive presuppongono  un luogo, un centro di governance, una idea del territorio della qualità  del turismo che non c’è.
Un’altra domanda, radicale. Il nostro territorio quanto conta e cosa ha proposto nella competizione per le risorse europee del prossimo (ormai già in corso) periodo? Parlo di incentivi e azioni di sistema per il turismo.

Non penso che tutto debba gravare sul sistema pubblico, anzi un progetto di identità e promozione del territorio deve integrare operatori pubblici, privati, centri di eccellenza, reti di impresa e attività.  Ma in questa realtà così disgregata qualcuno deve cominciare!!!!! A unire, a promuovere, a trovare risorse, mettersi in gioco. A mostrare anche alle imprese turistiche che esiste la possibilità di un disegno, di agire non sentendosi isolati, di incentivare sforzi di ricerca e di qualità che tanti fanno in perfetta solitudine.
Dal versante pubblico e politico invece arrivano esempi nefasti, divisioni, gelosie, una pratica della spesa a dir poco inefficace. Fuori dai luoghi dove si decide, si compete per le risorse. Anche da questo punto di vista il nostro è un territorio senza rappresentanza.

Non penso neanche che si debbano ripercorrere strade del passato, quando fu avviata la ambizione turistica del territorio. Non sono nostalgico. Le cose cambiano, sono tempi di rapida accelerazione questi, la apertura del mondo ha aumentato la competizione ma anche le opportunità. Come per il sistema del lavoro, e in generale per la qualità sociale del territorio ormai non c’è più tempo. Abbiamo di fronte una scelta radicale:  o unire e innovare, o il declino senza rimedio. 

Non mi rivolgo più tanto alla politica:  temo che in questa fase non sia strutturalmente capace di reagire, neanche di discutere delle statistiche. Può reagire la società civile, organizzandosi senza delega, mettendo insieme risorse, idee e passioni. Per il turismo gli operatori si impossessino delle Agenzie, impongano i progetti alle istituzioni,  costituiscano una rete di incoming e promozione, definiscano i progetti per le risorse disponibili (ce ne sono, se hai idee competenze e rappresentanza) . Adesso è il momento, Non credo che avremo diritto a proroghe.

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