“Orecchio” al plagio!

Il mondo del diritto d'Autore

Agnese Paola Festa MusicaLmente
Andria - venerdì 18 aprile 2014
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Credi di aver composto la canzone del secolo o la colonna sonora di un film e temi che qualcuno te la possa copiare spacciandola per sua? È il momento di entrare nel mondo del diritto d’autore. Con il termine "tutela" giuridica di un brano si intende il complesso di norme che lo Stato Italiano ha ordinato (e racchiuso in una legge specifica, la legge sul diritto d'autore n.633/41) per garantire agli autori di opere creative  i propri diritti.

La questione dei plagi musicali rappresenta ancora oggi un argomento pesante per molti artisti spesso alle prese con vere e proprie cause giudiziarie a causa di canzoni che somigliano un po’ troppo a pezzi di altri musicisti.  Celebre è il caso dei Beatles: alcuni riff e  motivetti più famosi della band britannica sono ispirati a brani precedenti, di artisti più o meno famosi. Con una propensione per il blues, i Beatles  si sono “ispirati” a  You Can’t Catch Me di Chuck Berry componendo Come Together .               

O ancora  nel 1992 Michael Jackson viene accusato di plagio, nientemeno che dal cantore nostrano Al Bano, secondo cui il brano Will You Be There non sarebbe altro che un copia incolla di I cigni di Bakala, pezzo dell’artista del 1987 (Al Bano alla fine perderà la causa).

In ogni caso di litigio sulla "paternità" del brano (cioè su chi è effettivamente l'autore) la principale (anche se non la sola) prova che si può portare a proprio favore è un documento per cui un magistrato possa affermare con sicurezza che, ad una certa data, il brano era stato composto dall'interessato. Quindi il principale problema per poter esercitare la tutela di un brano è quello di provare la propria "paternità" dell'opera, cioè dimostrare di essere veramente il primo autore dell'opera.

Per tutelare un brano ci sono varie possibilità. La prima soluzione è semplice, ma molto diffusa. Basta  registrate il proprio brano, copiatelo su uno o più supporti di qualità (CD, DVD),  imbustare il tutto e spedirlo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a, pensate un po’, voi stessi! Una volta ricevuta la busta, non apritela e conservatela in un posto sicuro. Se mai qualcuno dovesse copiarvi quel brano, potrete aprire la busta di fronte ad un giudice, dimostrando di averlo composto prima. Non si tratta di una prova che mette al riparo al 100%, ma le vostre possibilità di vittoria nella causa di risarcimento saranno altissime. Una soluzione migliore, più ufficiale  e tradizionale, “vecchia” per qualcuno, ma ancora la più utilizzata in Italia, è quella di rivolgersi alla SIAE. Il sito www.siae.it dispone di tutti i moduli necessari e, soprattutto, è possibile depositare un solo brano, anche senza associarsi.

Sempre più spesso sento commenti del tipo “nel pop moderno essere originali è impossibile perché con le 7 note è stato già detto tutto il possibile”. In parte potrebbe essere vero, ma questo non giustifica di certo quegli artisti che, volutamente o inconsciamente, rubano accordi o intere sequenze ad altre canzoni.

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