Chiesa di Santa Maria di Porta Santa

Uno dei pochi esempi di architettura rinascimentale che si attestano nella nostra città

Antonella Casucci Impara l'Arte e...
Andria - venerdì 09 maggio 2014
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La chiesa  di Santa Maria di Porta Santa costituisce uno dei pochi esempi di architettura rinascimentale che si attestano nella nostra città, anche se in realtà, all’epoca rinascimentale risalirebbe solo un ampliamento o comunque un intervento su una chiesa già esistente.

Ma andiamo per ordine. Innanzitutto partiamo dal nome. La chiesa, già Santa Maria della Misericordia, è stata poi detta di Porta Santa in quanto costruita esattamente nel luogo in cui si trovava una delle porte della città, Porta Santa appunto, appellativo dovuto, secondo la tradizione, al passaggio attraverso la porta di San Pietro e di San Riccardo che sarebbe poi diventato il primo vescovo e il patrono della città.

Già precedentemente alla costruzione della chiesa la devozione dei cittadini per quel luogo santo portò a trasformare le due osterie che affiancavano la porta in due case di pietà, i cosiddetti  “Spedale della Misericordia” e “Spedale di San Riccardo”. Solo successivamente fu costruita la chiesa dedicata in un primo momento proprio ai due santi.
La demolizione della porta, avvenuta  nel  XIII secolo, collocherebbe la costruzione della chiesa in questo periodo. Ad avvalorare questa tesi un elemento, anzi, due elementi, presenti in facciata: i medaglioni sulle paraste esterne rappresenterebbero i ritratti di profilo di Corrado IV di Svevia e di Manfredi, entrambi figli di Federico II, sotto i quali si cominciarono e conclusero i lavori relativi alla suddetta fabbrica. A proposito di questo il D’Urso nel suo “Storia della Città di Andria” del 1842, riporta quanto segue:“è rincrescevole che tutte le memorie in lapidi, ch'esistevano nel Tempio di detta Porta-Santa, ora non più appaiono, perché occupate dalle spalle dell'altare maggiore dai fratelli del Gesù (una congrega) edificato. In esse leggevasi come questa Chiesa era stata incominciata a fabbricarsi sotto Corrado, e terminata poi sotto Manfredi; e tutto ciò viene anco indicato da quelle due teste in pietra, che s'incontrano ne' lati dell'ingresso, ossia nei brachettoni della porta maggiore. L'edificio è tutto del gusto Normanno.”

Quando nel 1516-17 la chiesa fu ampliata, l’ospedale di San Riccardo fu danneggiato a  tal punto da non poter più adempiere alla sua funzione di ricovero per i pellegrini infermi. Fu per questa ragione che un cittadino andriese, chiamato Iacopo Cammarrota, fece ricostruire un nuovo ospedale sempre intitolato a San Riccardo, nei pressi della Chiesa Cattedrale, dove fino al secolo scorso si trovava il Monastero delle Benedettine in via Monsignor di Donna.

Riguardo a ciò da uno stralcio del testo “L'antica Porta del Castello di Andria” dell’architetto Zito, del 2004, si apprende qualche notizia importante sul periodo della fondazione della chiesa, ma anche sull’effettiva presenza di una porta cittadina proprio in quel punto della città: “L'atto ufficiale della fondazione della chiesa risalirebbe all'8 marzo 1517. Tuttavia in tale atto, in copia tra le “carte” del Ceci nella Biblioteca comunale, non si parla di una porta ma di una immagine miracolosa della Madonna dipinta sulle mura della città. Non è chiaro, dal suddetto documento, se si tratta della costruzione di una nuova chiesa o se dell'ampliamento di una esistente. Il dubbio è legittimo in quanto la chiesa attuale, composta da due cellule coperte ciascuna con una cupola ottagonale, risulta essere edificata in due tempi successivi; dall'esame della muratura la prima cellula è chiaramente più antica della seconda.

Un ulteriore indizio sulla probabile esistenza di una porta in quel punto può essere il fatto che proprio dalla piazzetta antistante la chiesa parte una strada, detta appunto di Porta Santa, che sfocia direttamente in piazza Vaglio, antistante il palazzo ducale. A questa corrisponde all'esterno della cinta muraria, un'altra strada, via Castromonte, che partendo dall'abside della chiesa prosegue su via Sosta San Riccardo e via Castel del Monte, portando direttamente ad incrociare il tratto dell'antica via Traiana che dista da Andria circa 4 Km.”

Oltre all’ampliamento della chiesa, in quel periodo fu restaurata anche la facciata visibilmente formata da due parti: nella parte superiore, caratterizzata dal tamburo ottagonale della volta della prima campata, si apre il rosone, mentre nella parte inferiore si apre il portale rinascimentale contraddistinto da una doppia fila di paraste, ovvero pilastri con profilo piatto incorporati nella parete, in questo caso della facciata, reggenti all’interno una lunetta semicircolare e un timpano privo di decorazione all’esterno e terminanti con capitelli decorati con motivi antropomorfi e vegetali, con i medaglioni suddetti nella parte centrale e alla base con motivi zoomorfi, a chiocciola e un cherubino.

La chiesa, ad aula unica, coperta da due volte di forma ottagonale a costoloni, è formata da due campate di cui la prima appartenente alla prima fase costruttiva, mentre la seconda e la copertura potrebbero risalire al XIV secolo come suggerito dallo stile tardo gotico delle volte.

All’interno, degno di nota è l’altare, risalente al 1644, dedicato alla Madonna della Neve con un affresco di epoca rinascimentale raffigurante la Vergine che allatta il Bambino appartenente al tema iconografico della Vergine della tenerezza, caratterizzata da un atteggiamento più tenero e materno e da tratti più umanizzati e meno solenni a differenza della tipica rappresentazione della Vergine.

Un piccolo frammento di storia della nostra città da cogliere passeggiando tranquillamente per le vie del centro antico spesso sminuito, ma, in realtà, pregno di testimonianze del passato davvero meritevoli di attenzione.

 

 

Bibliografia e sitografia
www.andriarte.it
P. Petrarolo, Andria dalle origini ai tempi nostri,1990


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