Mai così vicini

Diretto da Rob Reiner con Michael Douglas, Diane Keaton - Usa 2014

Andria - venerdì 08 agosto 2014
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Leah è una vedova che, nonostante la non più giovane età, continua ad esibirsi come cantante nei nightclub ed Oren, anche lui vedovo, si è sistemato nell’appartamento attiguo, in attesa di trasferirsi nel Vermont. I rapporti fra i due sin dall’inizio non sono facili, soprattutto a causa del carattere scontroso di Oren ed il suo odio per i vicini; ma quando il figlio di quest’ultimo, con un passato da tossicodipendente, si presenta per affidargli la piccola Sarah, qualcosa comincia a cambiare. Il labile equilibrio fra i due vicini viene messo in discussione dalla presenza della nuova arrivata, scatenando dinamiche che porteranno a risvolti imprevedibili nel loro rapporto.

“Mai così vicini” è un omaggio a quel tipo di commedia all'americana che, al pari di “Tutto può succedere”, si sofferma sulla tematica della terza età. Non sempre invecchiando si diventa più saggi e ce lo dimostra il burbero e scontroso protagonista, rintanato nel suo egoismo senile. Sarà l’amore per la sua vicina di casa, la nipotina “acquisita” e il recupero del rapporto con il figlio a cambiarlo profondamente, a mutare la sua sterile esistenza, rendendolo un uomo nuovo e maturo.

Tutt’altro che melenso, nonostante il sentimentalismo di cui è a tratti infarcito, “Mai così vicini” è, sic et simpliciter, un ritorno al passato, ad un cinema genuino ed artigianale, confezionato senza effetti speciali, velleità intellettualistiche, o toni paternalistici. Un prodotto che mira simpaticamente ad intrattenere, con la mano divertita e leggera di chi conoscere bene il mestiere, aggiungendoci un suo personale tocco di classe.

Alla guida un regista, anche lui non più giovanissimo, grande maestro del cinema americano, Rob Reiner con alle spalle pellicole memorabili come “Stand by Me - Ricordo di un'estate”, “Harry ti presento Sally”, “Misery non deve morire”, che ancora una volta dimostra di saper dosare al meglio la materia, destreggiandosi con maestria sul terreno della soft-comedy.

Reiner dirige tenendosi volutamente alla larga da battute pesanti o volgarità, come purtroppo ci tocca assistere sempre più spesso nelle commedie americane dell’ultima generazione; affronta il tema del sesso fra persone della terza età con gusto e sufficiente ironia, suscitando il sorriso e, perché no, qualche spunto di riflessione.

Assolutamente brillanti poi i due mattatori-protagonisti: Diane Keaton che si conferma interprete di gran classe, perfettamente a suo agio nel ruolo della vedova che affonda (a stento) nel canto il senso di solitudine ed amarezza che la attanaglia; mentre Michael Douglas si rivela efficace nel ruolo del “vecchietto” misantropo ed acido, mostrando padronanza con i tempi comici e risultando al tempo stesso molto credibile.

Consigliato per una serata all’insegna del buon umore e del buon vecchio cinema.

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