Decalogo del nuovo Sindaco

Lo spettro del candidato

Andria - venerdì 08 agosto 2014
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Uno spetto si aggira per l’estate.  Lo spettro del candidato sindaco.  Gruppi interni ed esterni ai partiti, piccole cordate che si fanno e disfano,  nomi sottovoce e autocandidature gridate. L’estate sembra riscaldata solo da questo chiacchiericcio informe, frutto di una pratica politica inutile, se non dannosa alla città.
Sì, perché se queste sono le premesse per creare aggregazioni, alleanze, metodi per invertire il declino di Andria, c’è ben poco da aspettarsi.  Una drammatica assenza di contenuti e di critica all’esistente, nessuna visione della città e del suo cammino.

Candidature sottovoce o autocandidature gridate sembrano obbedire alla stessa logica di fiction, apparire, lanciarsi, proclamarsi,  manovrare.  Tutto, anche il metodo delle primarie, potrà essere piegato a questo confronto tra cordatine locali.  Se la politica entro brevissimo tempo non rialza la mira, e non rimette al centro i destini della comunità e la responsabilità di chi si candida, nessuno dall’esterno delle appartenenze darà il suo contributo o la sua disponibilità, e nessuna energie nuova e nessun apporto reale ci sarà. Nonostante tutto molti vogliono contribuire, anche se non con la partecipazione diretta, molti vogliono vedere invertirsi la rotta dolorosa della emigrazione dei nostri ragazzi migliori e più dinamici. 

Il profilo di un candidata o candidato  (basta parlare anche sempre al maschile) deve perlomeno avere:
1. Autorevolezza morale e politica e capacità di innovazione.
2. Indipendenza dai partiti e dalle loro logiche interne, capacità di unire e coordinare.
3. Capacità di iniziativa, di rete, con la comunità,  le istituzioni  locali regionali e nazionali.
4.  contenuti chiari e preminenti  sugli accordi politici.
Siccome i contenuti sono la mia priorità costante, credo sia utile definire un decalogo di temi sui quali chiunque voglia proporsi alla guida della città dovrebbe dare risposte, non generiche e parolaie, da dirette, attuali , precise.
1. Risanamento finanza comunale-  Risorse  - spendig review (appalti ambientali, oneri fissi, multiservice, ecc. ecc) – destinazione risorse liberate
2. Lavoro – chiusura cantieri e piani aperti -  progetti speciali – risorse europee , verifica iniziative cantierabili – accelerazioni burocratiche – investimenti privati e accordi di programma  – risorse e progetti per la lotta alla povertà nell’ambito del Fondo Sociale.
3. Nuovo assetto urbano: riuso o espansione? –  programma di social housinge di progetti a conduzione pubblica-  rigenerazione modelli pilota – rilancio della produzione culturale e delle reti turistiche.
4. Dotazione infrastrutturale:  ferrovia. Nuova tangenziale -  attrazione investimenti direzionali e avanzati.
5. Imprese – tessuto  economico – programmazione – progetti comunitari territoriali – promozione reti di cooperazione tra imprese.
6. Programma strategico e progetti operativi per focalizzare risorse finanziarie pubbliche.
7. Razionalizzazione uffici, responsabilità e contenuti manageriali  - introduzione del silenzio assenso oltre tempi massimi - responsabilità diretta.
8. Autorevolezza e rappresentanza della comunità nei processi decisionali e allocativi di risorse e interventi.
9. Progetto del territorio, assetti regionali . cooperazione operativa e istituzionale tra comuni.
10. Innovazione politica – ripristino della partecipazione – moralità.


Se dividiamo l’elettorato in fasce teoriche, potremo individuare 4 categorie di comportamenti e di attese dei cittadini
a. Elettorato “viscerale”  e comportamenti sensibili allo scambio voto/illusione di favori.
b. Cittadini arrabbiati “positivi”, cioè che, pur rifiutando le condizione attuali, pensano alla possibilità di uno sbocco positivo di innovazione e ripresa.
c. La fascia della “speranza”, alla ricerca di una proposta, di una coalizione e di un progetto che possa invertire il declino, e che ricercano affidabilità, concretezza e innovazione nelle proposte elettorali.
d. Arrabbiati senza sbocco, ovvero quelli per i quali non c’è soluzione oppure la soluzione è totale, con lo slogan tutti a casa, ma senza una idea positiva a cui aderire.
Si tratta naturalmente solo di uno schema che non vuole dare etichette alle persone, ma sintetizza le possibili scelte di fronte alla scadenza elettorale. Ogni posizione è naturalmente meritevole di rispetto e attenzione.

Se un candidato, una squadra evidente e affidabile, una coalizione  e un programma,  si propongono  e convincono  le fasce b) e c), allora può vincere bene e far rivivere le opportunità per la città. Se invece questa teorica coalizione si divide in grumi contrapposti,  gioca a contrastarsi sul niente (o quasi), dissipa le energie in trovate geniali e nelle interminabili partite interne, allora non c’è molta speranza, per nessuno. E’ evidente che i comportamenti elettorali tipo a) e d) possono anche vincere, basta andare al ballottaggio  confrontandosi con debolezze e divisioni di altri. Le elezioni non sono mai un valore assoluto, ma sempre una scelta tra le concrete alternative in campo.

E nessuno, mai come in questo momento, ha la vittoria in tasca. Abbiamo tutti solo un dovere e una responsabilità di fronte alla città e ai nostri figli. La partita della speranza si può avviare, ma di tempo c’è n’è davvero pochissimo, anche in vista delle  prossime scadenze elettorali.

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