L’architettura secondo Rem Koolhaas alla biennale di Venezia 2014

Grande impegno dell’archistar internazionale a Venezia, dove storia e ricerca trovano un complicato equilibrio nella esposizione delle 65 nazioni partecipanti

Marialba Berardi architettur_A_ltrove
Andria - venerdì 05 settembre 2014
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Si è inaugurata il 7 giugno scorso e si concluderà il prossimo 23 novembre la Mostra Internazionale di architettura della Biennale di Venezia, giunta ormai alla 14° edizione, diretta dal famoso architetto-urbanista-saggista olandese Rem Koolhaas, ospitata ai Giardini della Biennale ed all’Arsenale.

La Mostra, che quest’anno vede aumentato il numero delle nazioni partecipanti, giunto a 65, con la presenza inedita di paesi come la Costa d’Avorio, gli Emirati Arabi Uniti, il Kenya, il Marocco, la Turchia e la Nuova Zelanda, rappresenta una “ricerca corale sull’architettura”, così come ha spiegato il suo Presidente Palo Baratta, con un impegno profuso dal suo curatore, tutto incentrato sull’analisi di quanto prodotto in architettura nell’ambito del processo di modernizzazione avviato all’inizio del secolo scorso.

Il titolo scelto è “Fundamentals” e la sua articolazione in tre sezioni racchiude in sé le intenzioni del suo curatore: una ricerca capillare e puntuale sull’architettura in questi ultimi 100 anni, condotta dai singoli partecipanti su un tema comune: quello appunto della modernizzazione che si è sviluppata attraverso l’architettura nelle singole nazioni e come questa abbia influenzato o sia stata influenzata dalle componenti sociali, culturali, politiche del contesto in cui è nata.

Uno spunto interessantissimo proposto ai partecipanti, con l’obiettivo di approfondire le tematiche legate all’architettura, su un tema comune ma da punti di vista diversi.

“Absorbing Modernity 1914-2014” per le Partecipazioni Nazionali, indagherà le fasi decisive della modernizzazione dei 65 paesi partecipanti, mettendo in luce le peculiarità specifiche di ciascun processo di modernizzazione quasi in antitesi con l’appiattimento portato dalla globalizzazione.

“Monditalia” vuole invece rappresentare uno spaccato della realtà italiana, raccontata e rappresentata non solo dall’architettura ma anche dalla danza, dal cinema, dal teatro, in una rappresentazione singolare ed emblematica della complessa realtà italiana, unica forse nel suo genere.

“Elements of Architecture” rappresenta invece il risultato di una ricerca durata due anni, condotta dalla Harvard Graduate School of Design su quelli che sono gli elementi fondamentali utilizzati nel lavoro di architettura: pavimenti, finestre, balconi, corridoi, tetti, etc. analizzati nel tempo ed esposti ciascuno in una stanza dedicata, ambientata ogni volta in un contesto differente (museo, fabbrica, laboratorio, etc.).

Il padiglione italiano è anche quest’anno affidato alla creatività di Cino Zucchi, è intitolato “Innesti/Grafting”.
Completano l’offerta della Mostra una sezione dedicata alle Università e Accademie, con la possibilità di organizzare autonomamente seminari all’interno di uno spazio messo a disposizione dalla Biennale, oltre ad un calendario di eventi che scandiranno i week-end con documentari, mostre, dibattiti e conferenze.

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