Rilancio dell’apprendistato

Un'unica certezza: l'apprendistato, invocato e pubblicizzato come soluzione a tutti i mali dai vantaggi economici per le aziende alla disoccupazione giovanile italiana

Fedele Santomauro Economia, lavoro & fisco
Andria - venerdì 26 settembre 2014
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In questa fase cruciale della nostra economia abbiamo il dovere di sfruttare nel modo più efficace tutti i mezzi che ci vengono messi a disposizione dalle istituzioni per dare un  impulso decisivo alla crescita, l’Apprendistato è tra i principali!!!

L’apprendistato è quella  tipologia contrattuale che sposa perfettamente le esigenze dell’impresa a quelle del giovane
Ma il più delle volte le aziende non sanno neanche che cosa sia  l'apprendistato  e inoltre se  presentato come contratto fisso  spaventa le imprese.
Invece si deve spiegare che l'apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all'occupazione dei giovani attraverso cui il datore di lavoro, a fronte di sgravi contributivi e fiscali, è tenuto ad erogare all'apprendista, come corrispettivo della prestazione lavorativa, non solo la retribuzione, ma anche una specifica formazione professionale e completato tale percorso sia il datore di lavoro che l'apprendista possono decidere di chiudere il rapporto di lavoro.
Analizziamo nello specifico il contratto di apprendistato.

Il contratto di apprendistato è distinto in 3 tipologie:

 l'apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale Per i giovani da 15 a 25 anni.
Consente di completare l’obbligo di istruzione e di assolvere il diritto-dovere di istruzione e formazione fino a 18 anni. È una possibilità per acquisire un titolo di studio: una qualifica di operatore professionale dopo tre anni e/o un diploma professionale al termine del quarto anno.;

 Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere Per i giovani da 18 (o 17) a 29 anni. Consente di acquisire una qualificazione professionale prevista dai contratti collettivi di lavoro e maturare competenze di base, trasversali e tecnico-professionali, ha una durata di tre anni; per le professioni artigiani individuate dalla contrattazione collettiva è possibile che la durata dell’apprendistato arrivi fino a 5 anni;

 Apprendistato di alta formazione e ricerca Per i giovani da 18 (o 17) a 29 anni.

Ha diverse finalità, tra le quali consentire l’inserimento in un’impresa e contemporaneamente conseguire un titolo di studio:
- diploma di scuola superiore
- specializzazione tecnica superiore
- titolo universitario (laurea triennale e specialistica, dottorato di ricerca)
- titolo di alta formazione
La durata del contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca è rimessa alle Regioni e/o alle intese con le istituzioni scolastiche, formative o universitarie che rilasciano il titolo di studio. Generalmente tale durata non è inferiore a quella prevista per i corsi di studio a tempo pieno, mentre può essere superiore. Ad esempio, il titolo di master di I o II livello può essere conseguito attraverso 1 o 2 anni di apprendistato.

Possono stipulare contratti di apprendistato tutti i datori di lavoro di imprese private appartenenti a tutti i settori di attività.

Come abbiamo gia anticipato il contratto di apprendistato dà la possibilità all'azienda di assumere e formare ad un costo del lavoro vantaggioso. Infatti, il corrispettivo prevista per gli apprendisti è ridotto: la legge dà la possibilità di inquadrare l’apprendista fino a due livelli in meno rispetto alla qualifica da conseguire e/o di riconoscere una retribuzione pari ad una percentuale di quella prevista per un lavoratore già qualificato, secondo quanto previsto dal contratto collettivo applicato.
Inoltre, le imprese che assumono apprendisti possono beneficiare di un regime contributivo agevolato, secondo le specifiche che seguono:
• aziende fino a 9 dipendenti:
o dal 1° al 12° mese: 1,50% + 5,84%  apprendista;
o dal 13° al 24° mese: 3,00% +5, 84%  apprendista;
o oltre il 24° mese: 10,00% + 5,84%  apprendista.
A decorre dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2016, la legge 183/2011 riconosce uno sgravio contributivo del 100% per i primi tre anni di contratto.
• aziende oltre 9 dipendenti: per tutto il periodo di apprendistato:  10% +  5,84% c/apprendista.

Una volta completato il percorso di formazione sia il datore di lavoro che l'apprendista possono decidere di chiudere il rapporto di lavoro durante il periodo detto di "recesso", che è regolamentato nella sua durata dalla contrattazione collettiva. E' necessario che venga inviata una comunicazione scritta e che siano rispettati i tempi dovuti per il preavviso dai singoli contratti collettivi. Non è obbligatorio inviare alcuna giustificazione per l’interruzione del rapporto di lavoro.
Durante il periodo formativo del rapporto di apprendistato - una volta superato il periodo di prova - l'interruzione del contratto è possibile, invece, solo nel caso di giusta causa o giustificato motivo.
In caso di mancata erogazione della formazione, il datore di lavoro dovrà versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100%. La totale assenza della formazione può inoltre determinare la conversione del contratto in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

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