“Lucy...carpe diem?”

“Ci è stata donata la vita un miliardo di anni fa e noi cosa ne abbiamo fatto?”

Gianluana Montrone Aggiungi un posto in sala
Andria - venerdì 10 ottobre 2014
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Regia: Luc Besson
Anno: 2014
Genere: azione, fantascienza
Attori: Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Min-sik Choi, Amr Waked, Pilou Asbæk
Musiche: Éric Serra, Damon Albarn

La protagonista della vicenda, come il titolo suggerisce, è Lucy.  La giovane donna, incastrata dal fidanzato Richard, è costretta a consegnare una valigetta contenente degli strani documenti ad un tale di nome Jang. Mr Jang  è a capo di una banda di gangster coreani e si occupa di traffico illecito di stupefacenti. Egli sequestra la ragazza per usarla come cavia da trasporto del CPH4, una nuova droga sintetica che vuole immettere nel mercato europeo.

A seguito di violente percosse, il contenuto della sostanza, impacchettato nell’addome della giovane, si riversa nell’organismo di quest’ultima. Gli effetti sono straordinari: Lucy sblocca aree del cervello assopite e  compie azioni fuori dalla portata di un essere umano.   

Le abilità della ragazza affascinano Samuel Norman, professore di biologia dell’università di Parigi. Egli è l’unico ad aver elaborato delle teorie relative al cervello umano, ipotizzando ciò che potrebbe accadere qualora l’uomo potesse sfruttare le sue potenzialità fino al 70%. Ma che succederebbe se, per qualche motivo sconosciuto, qualcuno usasse il 100% delle proprie capacità cerebrali?

Il tempo è il vero protagonista della vicenda. Guadagnare tempo sembra essere l’unico obiettivo di ogni essere umano. Ma come si può contrastare l’incalzare inesorabile delle lancette dell’orologio? Rendendosi immortali o riproducendosi. Lucy insegna a Samuel come si possa governare su questa unità di misura della realtà. La ragazza riesce ad amministrare il tempo nel momento in cui arriva all’ultimo stadio del suo sviluppo cerebrale e sparisce diventando quasi una presenza divina e onnisciente.

La protagonista lascia allo spettatore un suggerimento che risuona come un carpe diem oraziano : “ci è stata donata la vita un miliardo di anni fa, ora sapete cosa farne”. Il monito spiazza il pubblico presente in sala, lascia in sospeso la vicenda e diventa uno spunto di riflessione. Potrebbe essere una risposta alla domanda con cui il film è iniziato “ci è stata donata la vita miliardi di anni fa e noi cosa ne abbiamo fatto?”

E’ affascinante trovare un aspetto filosofico in un’opera cinematografica. A mio parere non delude, soprattutto una tematica così attuale come quella del cogliere l’attimo. Il film è stato ampiamente criticato sia a livello nazionale che a livello internazionale, accolto e denigrato allo stesso tempo. Alcuni cultori della materia hanno criticato la pellicola in quanto surreale, forse perché carichi di aspettative diverse prima di entrare in sala.

Al contrario, ritengo che l’aspetto irrealistico della vicenda sia fondamentale perché cattura l’attenzione di chi si trova di fronte al grande schermo e contribuisce a creare quella suspense che non abbandona lo spettatore nemmeno all’uscita dal cinema.

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