Condominio, quanto mi costi!

Due casi: il primo riguarda i furti di appartamento quando le impalcature non sono ben custodite. Il secondo riguarda la cattiva abitudine di utilizzare il pianerottolo come vano ripostiglio

Emanuele Di Corato Il condominio
Andria - venerdì 24 ottobre 2014
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Quando le impalcature  non sono ben custodite e succedono furti in appartamento
Il problema di due lettori (dei quali non facciamo  i nomi) è comune a molti. Scrivono: «Siamo due condomini; durante i lavori di ritinteggiatura della facciata i ladri, servendosi dei ponteggi, hanno svaligiato i nostri appartamenti. Sui ponteggi si era deciso di non installare un sistema di allarme aggiuntivo (c’era solo al primo piano) per ridurre i costi. Possiamo pretendere un risarcimento dal condominio?

Quanto accaduto ai due lettori che ci chiedono consiglio è purtroppo molto frequente: servendosi delle impalcature  a volte non sufficientemente custodite  i ladri trovano più facile accesso agli appartamenti. La giurisprudenza al riguardo è univoca: dei danni patiti risponde in primis, ex art. 2043 c.c., l’appaltatore che non abbia dotato i ponteggi di adeguate misure di sicurezza nel caso di specie, però, parrebbe che le misure standard fossero state adottate, avendo il condominio rinunciato - per contenere i costi  soltanto all’installazione di un allarme aggiuntivo.

Numerose pronunce, anche di legittimità, hanno poi rinvenuto una corresponsabilità del condominio ex art. 2043 c.c. qualora abbia affidato i lavori ad un’impresa inadeguata o  questa si sia limitata ad eseguire le direttive contrattualmente imposte dal committente o addirittura ex art. 2051 c.c. per violazione di obblighi di custodia. Si segnala la  pronuncia del Trib. di ME n.1238/2012 in contrasto con l’orientamento prevalente secondo cui il condominio non sarebbe custode delle impalcature.   Di conseguenza non risponderebbe dei danni che dalle impalcature medesime siano derivati ai terzi, inclusi i condomini.

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Il pianerottolo comune non è un magazzino
Risponde l’amministratore Emanuele Di Corato: I pianerottoli svolgono una funzione di disimpegno e costituiscono parte integrante ed essenziale delle scale, consentendone l'utilizzo; pertanto, salvo titolo contrario, per essi vale la presunzione di comproprietà di cui  all'art. 1117 c.c. Ai sensi dell'art. 1102 c.c. applicabile anche al condominio, ciascun comproprietario può utilizzare le parti comuni dell'edificio purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri condomini di farne parimenti uso.

In applicazione di tale principio, ciascun condomino può quindi collocare davanti alla porta d'accesso al proprio alloggio tappeti, zerbini, piante o altri oggetti ornamentali (il che normalmente determina un vantaggio igienico- estetico , tale diritto trova però limite nell'esistenza di un rischio generico già naturalmente connesso all'uso delle scale: "Rischio che non può legittimamente essere intensificato con la collocazione di dette suppellettili nelle parti dei pianerottoli più vicine alle rampe delle scale, in maniera da costringere gli altri condomini a disagevoli o pericolosi movimenti". Considerato che il pianerottolo è funzionalmente destinato a consentire l'agevole passaggio da un piano all'altro dell'edificio, esso non può essere trasformato in una pertinenza di fatto del proprietario dell'alloggio che vi si affaccia  né può essere adibito ad usi del tutto incompatibili con la predetta destinazione (ad esempio, utilizzato come stenditoio, o deposito di passeggini e giocattoli, scarpe o altro) alterando il  complessivo decoro dell'edificio.

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