La Grecia fa di nuovo paura

Cosa rischiamo davvero?

Luigi dell'Olio I conti della serva
Andria - venerdì 12 dicembre 2014
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La crisi politica in Grecia ha gettato nel panico i mercati. Sembra di rivedere un film già visto a più riprese durante questa lunga stagione crisi: da un Paese la sfiducia si estende rapidamente a una più aree continentali. Cosa rischiamo noi italiani in questa occasione?

In crescita le forze no-euro
Prima di rispondere alla domanda occorre fare un passo indietro per spiegare le ragioni della crisi. L’incertezza politica ha spinto il governo ellenico ad anticipare di due mesi l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. La prima votazione è prevista per il 17 dicembre e se, come sembra assodato, non si raggiungerà la maggioranza necessaria, si procederà con nuove votazioni fino al 29 dicembre. In caso di ulteriore mancanza del numero necessario, si apriranno le porte alle elezioni anticipate. In testa a tutti i sondaggi c’è  Syriza, il partito della sinistra radicale che ha come leader Alexis Tsipras.
Questa prospettiva ha gettato nel panico i mercati, data la forte polemica di Tsipras contro l’euro e la convinzione diffusa che, in caso di sua vittoria, procederà a chiedere uno sconto del 70-80% del debito greco ai creditori internazionali. Minacciando, in alternativa, l’uscita dalla moneta unica

Cosa si rischia
Questo darebbe vita a un pericoloso precedente nell’Eurozona, che finora ha sempre evitato salvataggi con ristrutturazioni del debito a carico dei contribuenti di altri Stati membri. Ad esempio, perché l’Italia – che pure ha un debito pubblico enorme – dovrebbe continuare a pagare lo scotto in termini di interessi (circa 75 miliardi di euro annui), mentre ad Atene stracciano i patti?
Al di là dei possibili effetti a catena, vanno poi considerati i danni immediati.  Attualmente il 72% del debito greco è in mano alle istituzioni internazionali (principalmente Unione europea  Fondo monetario internazionale) e un altro 8% fa capo alla Bce. Qualora, si arrivasse a uno sconto per evitare l’uscita di Atene dall’euro, a perderci sarebbe soprattutto la Germania, seguita dalla Francia e dall’Italia, i tre Paesi che hanno prestato più soldi alla Grecia. Una vera e propria beffa per il nostro Paese, che per aiutare i greci, ha dovuto indebitarsi ulteriormente.

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