A come autismo

L’autismo è considerato oggi un disturbo dello sviluppo della funzione cerebrale causato da alterazioni neurobiologiche e comporta severe compromissioni nelle aree della comunicazione verbale e non verbale

Liliana D'avanzo La rubrica delle carezze
Andria - venerdì 26 dicembre 2014
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                               Il sasso

La persona distratta vi è inciampata.
Quella violenta, l’ha usata come proiettile.
L’imprenditore l’ha usata per costruire.
Il contadino stanco invece come sedia.
Per i bambini è un giocattolo.
Davide uccide Golia  e
Michelangelo ne fece la più bella scultura.

In ogni caso, la differenza
Non l’ha fatta il sasso, ma l’uomo.
Non esiste sasso sul tuo cammino che Tu non  
         Possa sfruttare per la tua propria crescita.  

L’autismo è una sindrome che riguarda tutta la morfologia della persona, che interessa ogni aspetto del suo essere.
L’autismo, termine derivato dal greco “autùs” che significa “se stesso”, è considerato oggi un disturbo dello sviluppo della funzione cerebrale causato da alterazioni neurobiologiche e comporta severe compromissioni nelle aree della comunicazione verbale e non verbale, dell’interazione sociale e del pensiero immaginativo.

Da quando, intorno agli anni ’40, Kanner e Asperger per primi individuarono questa patologia, le scienze hanno compiuto notevoli progressi.
Le teorie principali riguardo le cause dell’autismo, e la conseguente cura, possono essere sintetizzate  in due correnti di pensiero: una rintraccia un’origine ambientale, l’altra individua invece una causa organica e/o genetica.

Chi è il bambino autistico?
Il bambino autistico proprio per le sue caratteristiche risponde poco agli stimoli materni, alle cure e alle richieste di condivisione della mamma, che quindi si ritira o cambia la propria modalità di relazionarsi.

Quali possono essere i segnali dell’autismo?
Segnali che devono attirare l’attenzione dei genitori e guidarlo verso il consulto di uno specialista.

Gli aspetti più importanti da considerare in un bambino di 2/3 anni sono i seguenti:
• la presenza dello sguardo laterale (la difficoltà a sintonizzarsi con  lo sguardo di chi parla),
• il movimento di mani e piedi in modo a-finalistico (movimenti senza scopo apparente),
• la ripetitività dell’esecuzione di alcune attività.

Gli autistici sono bambini molto delicati, perché sono iper-sensoriali, il loro cervello è fatto in modo da percepire tutti gli stimoli (udito, gusto, olfatto,vista) contemporaneamente e questo genera in loro una grande confusione: è fondamentale non presentare attività in parallelo, per non mandare in tilt il loro cervello.


L’importante è fare una cosa alla volta: usare poche parole, solo quelle strettamente necessarie. Aspettare con calma e pazienza la loro risposta, verbale e non. Ripetere frasi come “Mi ascolti? Allora, guardami in faccia e ascoltami”, genera una grande confusione nel bambino.
Ogni individuo affetto da autismo è unico e irripetibile perché esistono infinite combinazioni di questa sindrome. La diagnosi non si può eseguire prima dei tre anni.
 

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