Calore ecologico...nelle nostre case!

Il camino a bioetanolo

Enza Porro Interior & design
Andria - venerdì 02 gennaio 2015
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Nell’era supertecnologica in cui siamo immersi fa specie pensare a quanto fascino sia ancora in grado di fornirci uno degli elementi naturali più antichi: il fuoco! E forse mai come in questi giorni appena trascorsi sotto la morsa della neve, l’idea di un camino acceso che potesse accoglierci a casa, al rientro dal gelo esterno, si è fatta strada dentro di noi.

Per chi ne ha sempre desiderato uno, ma non ha mai potuto installarlo a causa di impedimenti strutturali della propria abitazione, o è stato semplicemente dissuaso a causa dei necessari lavori murari, vengono in ausilio oggi soluzioni più moderne e contemporanee che non necessitano di canna fumaria, come ad esempio i camini a bioetanolo. Se ne sente parlare sempre più spesso oramai, ma forse non tutti sanno come siano alimentati, né come funzionino.

Che cos'è il bioetanolo - Il  bioetanolo, che si presenta in forma liquida ed è fondamentalmente alcol etilico di origine  biologica, è un combustibile completamente biodegradabile, prodotto dalla fermentazione di prodotti  agricoli ricchi di glucidi, come ad esempio il mais, l’orzo e le barbabietole da zucchero. Non contiene zolfo e, grazie alla sua composizione chimica, contenente una molecola di ossigeno, genera bassissime emissioni di monossido di carbonio. Il bioetanolo rientra fra le fonti di energia rinnovabile poiché, oltre a colture appositamente dedicate, per la sua produzione vengono spesso utilizzate biomasse di scarto provenienti dall’industria agroalimentare, dalle produzioni industriali o agricole, oppure dalla parte organica dei rifiuti solidi urbani.

Vantaggi del biocamino - Il camino a bioetanolo riscuote sempre più successo poiché ha al suo attivo numerosissimi vantaggi: non produce emissione di anidride carbonica, è inodore, è economico, non produce ceneri né polveri sottili, ha dimensioni estremamente ridotte del bruciatore, ma soprattutto… non necessita di opere di costruzione muraria, né di canna fumaria, né di altri impianti per l’alimentazione del combustibile. Una presa d’aria è comunque sempre consigliata,  per evitare la concentrazione di monossido di carbonio e migliorare la combustione. La stessa installazione è semplicissima, non essendo previsto allaccio alla rete elettrica, né all’impianto del gas. Di conseguenza, il camino può essere collocato in qualsiasi punto della casa, a seconda delle esigenze individuali, di natura funzionale piuttosto che meramente estetica. Non è da sottovalutare nemmeno la praticità del trasporto e della conservazione del combustibile che, essendo in forma liquida, può essere contenuto comodamente in bottiglie o apposite taniche, e non richiede molto spazio per lo stivaggio, come avviene invece di solito con la legna. Anche la manutenzione e la pulizia dello stesso sono estremamente semplici e poco impegnative, poiché non vengono prodotte ceneri.

Efficienza energetica - Pur se difficilmente in grado di soddisfare in maniera esaustiva le esigenze quotidiane di riscaldamento di un intero appartamento, i camini a bioetanolo possono certamente sopperire alla climatizzazione invernale di un singolo locale di piccole/medie dimensioni. Non essendoci inoltre fumi da espellere all’esterno, l’assenza della canna fumaria in questa tipologia di camino rende disponibile la totalità del calore prodotto dalla combustione all’ambiente da riscaldare, compensando in tal modo il più basso rendimento del bioetanolo rispetto ad altri tipi di combustibile.

Funzionamento – Elemento fondamentale del camino a bioetanolo è il serbatoio, in cui è contenuta, oltre al combustibile, anche una pietra porosa che viene fissata alla parete grazie ad una guarnizione. Proprio grazie alla porosità della pietra, il combustibile viene da essa prima assorbito, e poi rilasciato nell’ambiente sotto forma di vapori che, mescolandosi all’aria, vengono poi bruciati completamente.

Sicurezza - Grazie alla sua intrinseca struttura, il camino a bioetanolo ha un elevato grado di sicurezza, poichè la pietra all’interno del serbatoio separa la fiamma dal combustibile,  impedendone il contatto diretto. E’ fondamentale inoltre, per quanto riguarda la sicurezza del biocamino, non lesinare sulla qualità di altri due elementi fondamentali nell'impianto: bruciatore e combustibile. Il bruciatore consente l'accensione della fiamma ed è generalmente  realizzato in acciaio inox in modo che possa resistere alle alte temperature, così come ad un funzionamento ininterrotto. Un adeguato sistema di controllo di chiusura del combustibile dovrà essere garantito, consentendo la regolazione manuale dell'altezza della fiamma, in grado peraltro di  evitare l'evaporazione del combustibile nel momento in cui il biocamino è spento. Per quanto riguarda il combustibile, è necessario che il bioetanolo o alcool etilico denaturato sia specifico per l'alimentazione di biocamini e non invece preposto ad altri usi, garantendo così un livello ottimale di combustione e resa calorica. Ultima raccomandazione da seguire: nonostante gli elevati standard di sicurezza intrinseca del biocamino e la sua semplicità di funzionamento, è necessario che la sua installazione sia eseguita da un tecnico specializzato, in modo da scongiurare danni a persone e cose e raggiungere un livello ottimale di funzionamento.


Design ed estetica - Esistono ormai in commercio biocamini delle più svariate forme, dimensioni e colori, facilmente adattabili a tutti gli stili di arredo, da quelli più semplici e tradizionali a quelli più elaborati e di design. Ma per rispondere a specifiche esigenze di tipo emozionale del cliente, o di empatia con l’ambiente preesistente, un camino può anche essere progettato ad hoc, dando così libero sfogo a fantasia e creatività, e scegliendo forme, materiali e finiture particolari e personalizzate, in grado di contribuire alla valorizzazione estetica, oltre che funzionale, dell’ambiente in cui verrà collocato. Anche spento, un camino di questo tipo sarà comunque un elemento di arredo e di design, punto focale dell’ambiente.

Costi e consumi – Da un punto di vista economico, il camino a bioetanolo è, fra quelli in commercio, fra i più economici. A partire da poche centinaia di euro si può già disporre di biocamini di qualità discreta, con variabilità legata ovviamente alla diversità dei modelli, alle dimensioni, allo stile. I consumi dei biocamini dipendono dalla capienza del bruciatore e dalla potenza della fiamma, spesso regolabile. In linea di massima si può dire che un biocamino che rimanga acceso per 3 o 4 ore al giorno consuma circa 5 litri di bioetanolo alla settimana.

E allora… che fuoco sia, purchè ecologico!

 

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