Cultura e promozione sono investimenti se...

L'analisi su alcuni andamenti sintomatici della spesa negli ultimi anni

Andria - venerdì 09 gennaio 2015
©

Sul web è possibile reperire dati e notizie sui pagamenti degli Enti pubblici, in particolare dei Comuni, distinti per anno e per causale (cosiddetto codice SIOPE). Si tratta di informazioni  poco tecniche, ma tali da poter desumere andamenti,  tendenze, e giudizi politici sulla spesa delle amministrazioni locali.  Il sito è  soldipubblici.gov.it.

Prendiamo il comune di Andria e verifichiamo alcuni andamenti sintomatici della spesa negli ultimi anni, per capire politiche,  dare un giudizio sul presente e, quello che più conta, assumere decisioni e scelte per il futuro.
Si rilevano i seguenti dati macroscopici, che raccontano direttamente la crisi finanziaria del comune e alcune macro cause:

Alcuni dati possono non essere omogenei in quanto risentono dei movimenti dei residui,  ma le tendenze sono nette ed inequivocabili se prese su base pluriennale. Vediamo cosa emerge:

1. Il crollo degli investimenti che passano da 11.491.000 euro del 2010 a 5.715.000 del 2014. SI tratta di pagamenti, non di nuovi progetti, per i quali saremmo a cifre molto più basse
2. L’aumento vertiginoso del costo del sistema dei rifiuti, da 5.450.000 del 2011 a 13.279.000 del 2014, senza tener conto della strana cifra di 22 milioni circa pagati nel 2013. In due anni sono stati pagati oltre 35 milioni di euro. Soffermarsi sulle cause è superfluo allo stato attuale.
3. La crescita stratosferica dei “pagamenti da regolarizzare”  ovvero di pagamenti la cui copertura in bilancio attualmente non c’è, che passano da 0 fino al 2012 ad oltre 60 milioni nel 2014. Ci sono ancora dubbi sullo stato comatoso della finanza locale??
Lo sforzo di risanamento  finanziario,  morale e progettuale da compiere per rimettere in moto lo sviluppo e la qualità urbana è enorme, quasi disperato, e dovrebbe assorbire lavoro, attenzioni e proposte di chi si candida a governare Andria e a tirarla fuori dalle secche attuali. Invece all’orizzonte si vede poca passione per le cose vere, anche da parte di chi vorrebbe cambiare tutto e tutti e poi non agisce, molto fumo invece sugli schieramenti e sulle manovre.
Uno dei prossimi interventi si soffermerà sulle proposte e le azioni per risanare la finanza  e rilanciare la città. Ora vorrei sottolineare anche un’altra chicca, pubblicata anche da quotidiani nazionali.
Confrontate i seguenti dati, sempre prelevati dal sito soldipubblici.gov.it :

Organizzazione manifestazioni e convegni: nel 2014 sono pari a 767.539,98 mentre nel 2013 sono pari a 434.255,14. Alla voce Mense scolastiche, nel 2014 riporta euro 778.848,64 mentre nel 2013 sono stati spesi euro 978.903,95.

Analoghi comportamenti sono stati tenuti anche da Barletta, che passa da 579.000 a 834.00 euro, e Trani da 234.000 a 443.000 euro. Mentre la spesa per  mense scolastiche (indice di civiltà) diminuisce drasticamente.

Intendiamoci, io sostengo che la spesa per cultura e promozione può essere un investimento e un fattore di crescita, come si è visto in aree della Puglia dove aumenta il turismo. Nella mia amministrazione avevamo di sana pianta inventato il Festival Castel dei Monti, la Fiera di Aprile, il Festival etnico e Jazz, il Gran Natale, e gli effetti sulla città si sentivano.
Solo che deve trattarsi di investimenti e non di spese destinate ad alimentare circuiti e attività parallele alla cosiddetta politica locale.  Per poter rappresentare un fattore di sviluppo le spese per cultura e promozione devono avere almeno queste caratteristiche:
1. Promuovere i “consumi” culturali interni, come circolazione di spesa, e causare investimenti in attività e infrastrutture culturali.
2. Costituire un fattore di promozione e marketing territoriale per la qualità, la concentrazione e la diffusione degli eventi presso gli stake-holders esterni al territorio.
3. Rappresentare un fattore di socialità e di riuso della città, in modo da aumentare il livello di solidarietà e di coesione della comunità.
Se le spese di cultura e promozione sono investimenti, non devono finanziarsi col crollo della spesa sociale, e devono mobilitare altre risorse private, non aumentare a scapito, per esempio, delle mense scolastiche e alimentare solo soliti circuiti collaterali alla politica.
Anche in questo caso neanche forse di opposizione hanno verificato gli andamenti della spesa comunale, tantomeno aperto una discussione sul che fare in futuro. Cito solo due esempi per non sottrarmi alla responsabilità di proporre, non solo di descrivere e denunciare.
a. Se mettiamo insieme i “cartelloni” culturali delle città del territorio, nel senso di integrare, coordinare e focalizzare gli eventi, potremmo ottenere contenuti e proposte culturali di grande attrattività e  capacità promozionale. Sarebbe un investimento culturale e turistico. Invece non c’è nessun tentativo di accordo, neanche sulle date, figuriamoci sulla integrazione. Provincia e Agenzie, dal canto loro, aggiungono semplicemente un po' di inutile spesa a quella degli altri, magari per fare passerella. Come ci spieghiamo altrimenti che gli indici turistici in Puglia aumentano e nella Bat crollano, insieme al redito e a lavoro?
b. Da circa 4 anni un imprenditore privato, partecipando ad un bando pubblico per le aree nel Piano insediamenti produttivi, ha chiesto la assegnazione di un lotto per realizzare un teatro di più di 500 posti con centro congressi, come struttura culturale e di attrattività di carattere sub-regionale, non solo locale. Da 4 anni non si ha nessuna notizia del bando pubblico, neanche visionate le proposte. Questo sì che è un investimento in cultura e promozione, che la politica ha mortificato e probabilmente “fatto scappare”.

Anche in questo caso, nessuna nostalgia di esperienze passate neanche da chi ne è stato protagonista come me, Anzi bisogna innovare, estendere le reti, reperire risorse e attrarre investimenti.  Sono i concetti base di ogni cambiamento, di ogni possibilità di interrompere la decadenza di città e territorio. 
Sì, invertire il declino si può, anzi si deve. Non abbiamo alternative. Buona parte della politica sembra non averlo compreso ancora. Tocca a chi ha idee progetti e vuole mettersi in gioco spiegarlo per bene e agire. Adesso.

Altri articoli
Gli articoli più letti