La videosorveglianza dentro il condominio

Solo l'unanimità dei condomini potrebbe legittimare la decisione di installare telecamere nelle aree comuni

Emanuele Di Corato Il condominio
Andria - venerdì 30 gennaio 2015
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E’ stata indetta un'assemblea per deliberare l'installazione di telecamere di sicurezza che riprendano 24 ore su 24 l'androne, le scale e anche i pianerottoli del condominio in cui abito. (scrive Francesca P).
Il tema delle videoriprese in condominio è molto attuale e la giurisprudenza civile al riguardo è ancora scarsa.

Almeno in sede penale si è giunti alla conclusione che l'installazione di telecamere nelle aree comuni non configuri il reato di interferenza illecita nella vita privata ai sensi dell'art. 615 bis c.p. (cfr. Cass. pen. n. 44156/2008); ciò non significa che la medesima condotta sia da considerarsi lecita in sede civile. Qui infatti ci sono due interessi diversi: da un lato - l'esigenza di preservare la sicurezza delle persone e la tutela dei beni comuni contro aggressioni e danneggiamenti o furti e  dall'altro  il diritto alla riservatezza ed all'inviolabilità del domicilio (sancita dall'art. 14 Cost.) che le videoriprese, rendendo conoscibili a terzi informazioni relative alla vita privata dei condomini.

La giurisprudenza in merito è tendenzialmente contraria all'installazione di impianti di videosorveglianza (cfr. Trib. Milano 6/04/1992); per il quale neppure l'assemblea può deliberare l'installazione, non essendo titolare dei dati personali.

Il tribunale di Varese ha infatti specificato che, nel silenzio della legge al riguardo, solo l'unanimità dei condomini potrebbe legittimare la decisione di installare telecamere nelle aree comuni, perfezionandosi in quel caso un comune consenso.

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