I pilastri della vita

Per il concorso “I Diritti umani, un valore di sempre”, gli studenti della classe 3 Q del plesso "Dante Alighieri", con la supervisione della prof.ssa Francesca Sorino, hanno composto "a quarantadue mani" questo racconto

Lucia M. M. Olivieri Universo Scuol@
Andria - venerdì 12 giugno 2015
©

É stato pubblicato, pochi giorni fa, un mio articolo sulle premiazioni relative al progetto “I Diritti umani, un valore di sempre”, organizzato dal Lions Club Andria “Costanza d'Aragona” presso la Scuola Secondaria di 1° grado “Vittorio Emanuele III-Dante Alighieri” con il patrocinio del Comune di Andria, per ricordare la figura di Giorgio Perlasca e la Shoah e ampliare il discorso sul tema generale.

In questa rubrica, col beneplacito degli autori e della Dirigente Scolastica, verranno pubblicati i 4 elaborati vincitori, a partire da uno "speciale": gli studenti della classe 3 Q del plesso "Dante Alighieri", infatti, con la supervisione della docente di Lettere, prof.ssa Francesca Sorino, hanno composto "a quarantadue mani" un racconto che, nelle motivazione della commissione esaminatrice, è risultato «estremamente originale, poetico e allo stesso tempo lucido, e ci pone davanti a interrogativi sempre attuali: come sarebbe il mondo se i bambini perdessero i diritti fondamentali? Cosa accadrebbe se si perdesse la nozione stessa di diritto? Alla luce di queste considerazioni, l'elaborato sintetizza perfettamente lo scopo della manifestazione, ammonendoci a lottare con forza e determinazione per mantenere i diritti umani un valore di sempre».

In particolare, gli autori del racconto sono: Albo Marica, Bitetto Antonella, Bucci Adriana, Carbone Angelica, Castellano Roberto, Di Terlizzi Samantha, Leonetti Marica, Lombardi Maria, Lorusso Alessia, Matera Mattia, Moschetta Francesco, Notarpietro Lorenzo, Pastore Marcantonio, Pistillo Marina, Santovito Erika, Sgarra Nunzia, Sinisi Mariarosa, Tesse Michele, Tucci Francesco, Tucci Rossella, Tucci Vincenzo.

Il mio grazie personale a questi ragazzi, che hanno fatto riflettere me e l'intera comunità scolastica sul nostro dovere di preservare i diritti, in particolare quelli dei bambini.

 


I pilastri della vita.

 

Racconto ideato e scritto a quarantadue mani dalla classe 3Q.

 

Ventunesimo secolo, il mondo è nel caos totale: paesi sviluppati e paesi dove si muore di fame, popolazione non omogenea, bambini e donne sfruttati, ma anche guerre e nuove persecuzioni.

In una casa nel sud dell'Europa un bambino si interroga sul valore della vita.

Francesco è un ragazzino di soli otto anni, frequenta come gli altri la scuola, anche se non gli piace, forse perché ci sono i compagni che lo prendono in giro per il suo peso. È un ragazzo forte che non si arrende e, nonostante le prepotenze di quelli di quinta elementare, riesce ancora a sorridere, come dovrebbero fare tutti bambini. La mamma gli è sempre vicina, pronta a curare le ferite, anche nelle situazioni di bullismo.

Francesco è molto legato al nonno materno: insieme creano ,si divertono e leggono storie.

Un pomeriggio è intento a guardare il suo cartone animato preferito quando il telegiornale lo interrompe per annunciare una notizia importante: «Terrore a Tripoli, nuova strage di civili…»

 

-Nonno perché i cartoni animati non ci sono più?-


-Vedi Francesco, nel mondo non stanno accadendo cose molto belle, quindi i produttori tv preferiscono informarci su questi avvenimenti, anche se scontentano voi bambini. So che tu vuoi guardare i tuoi cartoni ma ascolta bene, c'è stata una strage a Tripoli, una città della Libia, non molto distante da noi, e purtroppo sono morte molte persone innocenti…-


Alla tv continuano a scorrere immagini di terrore e morte.


-Ma sono stati quei bambini ad uccidere, visto che hanno delle armi tra le mani?-


-Molte volte, i bambini vengono usati per uccidere anche se a loro piacerebbe molto andare a scuola, al contrario di te. L'istruzione è molto importante perché se essa fosse presente in quei Paesi, tutto ciò, con un pizzico di intelligenza, sarebbe stato risolto in altri modi.
Perciò quei bambini a cui è stato tolto il diritto di giocare e di essere spensierati, prendono il nome di bambini soldato, mentre tu vieni definito studente. C'è differenza tra i due termini e spero di avertelo fatto capire. -

 

Francesco aggrotta la fronte pensieroso e il nonno prosegue :


-Andare a scuola è un diritto, così come é un diritto vivere felici indipendentemente dal colore della pelle, dal sesso, dalla religione, dalla lingua, dalle opinioni politiche e da ogni altra condizione.-

 

-Già, sembrano importanti: ma cosa sono i diritti?-


-Bella domanda! I diritti sono un insieme di norme che regolano la vita dei popoli. Per farti qualche esempio, tu hai diritto a ricevere un’istruzione che ti faccia diventare un uomo giusto e responsabile. Siamo liberi di esprimere le nostre convinzioni e le nostre idee perché ogni individuo ha il diritto a manifestare il proprio pensiero affinché le informazioni circolino per il bene comune. Ogni cittadino può votare il sindaco che poi lo rappresenta grazie al diritto di voto. Se ci ammaliamo abbiamo il diritto a ricevere delle cure, abbiamo quindi il diritto di vivere in un mondo in pace in cui tutti si sentano al sicuro. I diritti sono i pilastri della vita…-


-Quindi ognuno di noi deve essere sicuro che non gli accada nulla di male?-


-Certo, ma non sempre questo succede in tutti i paesi e in tutte le epoche. Quando ero piccolo, non potrò mai dimenticare, il mondo fu attraversato nuovamente da ombre malvagie che portavano morte e distruzione. Il Male era il compagno quotidiano, si avvertiva il suo fiato orrendo, presagio di sciagure. Interi popoli, uomini, donne e bambini vennero privati della loro dignità, insultati, perseguitati, uccisi.
La Bestia umana fece strage di innocenti, quegli anni tremendi rimangono a segnare una profonda ferita nell'animo. -

 

-Perché nessuno l’ha fermata?-

 

-Perché la Bestia, determinata e scriteriata, aveva stabilito le sue leggi che, entrate in circolo, erano diventate di tutti. Erano le Regole che la maggioranza silenziosa e ignava aveva accettato.

Il pregiudizio semplifica e banalizza le situazioni.

Tieni gli occhi aperti, caro Francesco, poniti domande, trova risposte personali e non ritenere scontato ciò che senti e vedi! Informati, sii consapevole, guardati intorno, interrogati sul mondo nel quale vivi! Le persone devono essere giudicate per quello che sono realmente, non per quello che si dice di loro. Prenditi la libertà di scegliere, pensa con la tua testa e reagisci, anche quando tutti sono contro di te!-

 

-Ma la Bestia fu sconfitta?-

 

-La natura umana è fatta per il Bene: ci furono delle persone che senza pensare ai pericoli, ma spinti solo dall’amore e dal senso di giustizia, si assunsero il rischio di porsi contro il dominio della Bestia. Gente comune, non supereroi con poteri speciali. I loro unici poteri furono il Coraggio e un pizzico di Genialità che li spinsero ad agire assumendosi delle responsabilità.

Già, le responsabilità!-

 

-Le responsabilità?-

 

-Si ,tieni sempre presente che ad ogni azione succede una reazione di cui tu sei responsabile, proprio perché sei libero. Mettiti in gioco sempre: è un modo efficace per diventare grandi.-

 

-Dai, nonno continua il racconto.-

 

-Quegli uomini salvarono tante vite che altrimenti la Bestia avrebbe divorato, ma poi quando tutto finì e questa fu schiacciata, tornarono alla loro vita di sempre, alle loro occupazioni, alle loro famiglie. Le loro storie sono così rimaste sepolte per anni finché qualcuno non si è ricordato del bene ricevuto e ha voluto rendere loro omaggio. Come ti ho detto, questi uomini non sono eroi ma Giusti, perché mentre gli eroi compiono azioni straordinarie solo per essere elogiati e sentirsi migliori, i giusti non lo fanno per ricevere complimenti e premi ma solo per rispondere alla loro coscienza e non parlano al mondo dei loro gesti.

Ma la storia di questi uomini giusti va ricordata affinché mai più a nessuno venga negato il diritto alla solidarietà e all’amore, e perché, se la Bestia tornasse, le nuove generazioni possano riconoscerla immediatamente e schiacciarle la testa. –

 

Poi il nonno accarezza i capelli di Francesco e prosegue:

 

-A memoria perenne delle azioni dei Giusti è fiorito un giardino florido e meraviglioso dove crescono alberi forti e vigorosi, simboli di vita.-

 

La mamma di Francesco è appena entrata in salotto

- Mamma ,vieni ,ho il diritto ad essere abbracciato!-

 

Altri articoli
Gli articoli più letti