Giovani si diventa

Avvincente e onesto, il film ritrova lo sceneggiatore-regista Noah Baumbach divertente e drammatico allo stesso tempo attraverso personaggi tragicomici

Gianluana Montrone Aggiungi un posto in sala
Andria - venerdì 31 luglio 2015
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Regia: Noah Baumbach
Anno: 2015
Musiche: James Murphy
                                                                                    
Josh e Cornelia sono una coppia sposata di quarantenni. Lui è un documentarista così attento alla cura del dettaglio da prolungare per dieci anni la conclusione del suo ultimo lavoro. Lei è una produttrice di successo con un padre famoso alle spalle.

Fanno amicizia con una coppia di venticinquenni di nome Adam e Amanda e, nonostante la differenza generazionale, si trovano subito in sintonia. I due giovani risvegliano desideri e passioni ormai assopitesi in Josh e Cornelia che hanno in comune l’idea di scansare la vecchiaia e l’incalzare inesorabile del tempo.

Lo scontro generazionale è protagonista della vicenda e Noah non risparmia critiche né per la generazione di ventenni ossessionata dal passato dei vinili e delle VHS né per quella dei quarantenni investiti dalla crisi di mezza età. Con occhio vigile sono messe a confronto le differenze tra le due coppie , ma si tratta di una critica globale che si può porre su vasta scala e che nasconde un retroscena più cupo.
Difatti i giovani appaiono assetati dal successo e dalla smania di prevaricare i colleghi più anziani a tal punto da scendere a compromessi e da sacrificare quello che è l’obiettivo di un documentarista: raccontare la verità.

Dal canto loro la coppia di mezza età vuole trarre vantaggio e linfa vitale dai ragazzi, non è disposta a cedere loro il posto e ad accettare di avere raggiunto una certa età, quella giusta per pensare alla famiglia e ai figli.

Avvincente e onesto, “Giovani si diventa” ritrova lo sceneggiatore-regista Noah Baumbach divertente e drammatico allo stesso tempo attraverso personaggi tragicomici. Ho amato la capacità introspettiva nell’analisi dei caratteri, ma allo stesso tempo ho trovato la trama abbastanza scontata. Il finale risulta essere la parte più banale: non credo che essere genitori rappresenti l’unico modo di distinguere un ragazzino da un adulto.

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